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Asili nido fino a 620 euro al mese: i più cari d’Italia si trovano a Milano

di Elena Berti - 15.03.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Asili nido più cari: Milano in testa, fino a 620 euro per una retta mensile. Un'indagine di Altroconsumo analizza il problema dei nidi in Italia.

Asili nido più cari, Milano in testa

Quando sta per arrivare un bambino molti genitori pensano già alle spese: quanto costerà la cameretta, quanto si spenderà in pannolini, in latte in formula se non si potrà allattare, vestitini, passeggino, accessori vari… Ma non tutti fanno i conti con la retta dell'asilo nido. Molte famiglie, infatti, restano escluse dalle graduatorie degli asili nidi pubblici e devono ripiegare sui privati, che però hanno costi elevatissimi. Vediamo dove sono gli asili nido più cari in Italia, Milano in testa e altre province. 

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Asili nido più cari d’Italia, in testa Milano

Milano è al primo posto, secondo l'indagine di Altroconsumo, per quanto riguarda la retta media degli asili nido privati. Un servizio che dovrebbe essere garantito dallo Stato per favorire il rientro delle donne al lavoro, sempre in troppe a essere costrette a scegliere tra lavoro e famiglia, impossibili da conciliare. Invece le strutture pubbliche scarseggiano e i genitori sono obbligati a ripiegare sulle alternative private, con costi esorbitanti. 

L'indagine di Altroconsumo ha coinvolto 350 asili nidi privati e ha preso in considerazione la retta oraria, il numero di ore di apertura e altri parametri che hanno visto sul podio la città di Milano, con una tariffa media oraria di 3,84 euro, ben il 22% in più rispetto alle altre città analizzate.

Quanto si spende per un asilo nido privato?

Oltre a Milano, le altre città analizzate dall'indagine sono Firenze, Roma, Torino, Bologna, Genova, Napoli e Palermo, e una famiglia che vive in una di queste grandi città può arrivare a spendere al mese fino a 630 euro soltanto per il nido. Questa cifra rappresenta ben un quinto del reddito medio di una famiglia, a cui bisogna sommare ovviamente altre spese, come bollette, casa, alimentazione, auto e via dicendo. 

Le cose peggiorano quando l'orario diventa ridotto: se 620 euro sono tanti per un posto full time, cioè in media di dieci ore al giorno (comprensive di pasti, pannolini e spese di iscrizione), se si sceglie il part time, quindi cinque ore giornaliere in media, si spendono ben 480 euro al mese

Mancanza di servizi in Italia

A differenza di altri paesi europei, per esempio la Francia, l'Italia è ancora molto indietro riguardo ai servizi alle famiglie, soprattutto per la prima infanzia. La mancanza di posti disponibili negli asili pubblici è il primo indicatore, che tra l'altro può influire sulla decisione di avere figli, soprattutto in assenza di altre possibilità come nonni che possono occuparsi dei nipoti piccoli o tate full time (di certo non convenienti economicamente rispetto al nido pubblico e quindi appannaggio di pochi), ma anche il fatto che in estate non esistano alternative alla chiusura può rappresentare un problema non da poco per le famiglie, e una spesa in più.

Sempre l'indagine Altroconsumo svela che sette asili su dieci chiudono per tutto il mese di agosto, obbligando i genitori a salti mortali. Problema che si ripete poi a partire dalla scuola dell'infanzia, quando i mesi di stop sono due, per poi passare a tre dalla primaria, con costi spesso spropositati dei centri estivi. 

Il costo degli asili nido privati in Italia è spesso proporzionato agli stipendi, come il costo della vita, ma rappresenta comunque un'uscita importante per gran parte delle famiglie, che spesso si trovano a sacrificare il lavoro della madre - molte volte meno retribuito - per non pagare rette salate e stare a casa col piccolo. 

Un sistema che non va incontro alla parità uomo-donna e che apre un divario ancora più profondo a livello non soltanto familiare, dove la donna ha il ruolo di cura, ma anche professionale, con carriere a rilento, abbandonate e, ovviamente, meno retribuite.

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