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Le bambine e i bambini che arrivano dall’Ucraina andranno a scuola

di Elena Berti - 07.03.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Bambini ucraini a scuola in Italia: il Ministero dell'Istruzione stanzia un milione di euro, molti istituti hanno già accolto minori ucraini.

Bambini ucraini a scuola in Italia

La guerra in Ucraina è in corso ormai da diversi giorni e la situazione non sembra migliorare. Dal 24 febbraio 2022, giorno dell'invasione russa, soprattutto donne, bambini e anziani cercano di lasciare il paese, mentre gli uomini tra i 18 e i 60 anni devono restare in patria per difenderla dagli aggressori. Anche noi ci stiamo organizzando per accogliere soprattutto mamme e minori, e presto i bambini ucraini a scuola in Italia potrebbero diventare realtà. 

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Bambine e bambini ucraini arrivano in Italia

Alcuni minori arrivano con le loro mamme, altri sono senza genitori, o perché rimasti in Ucraina o perché non li hanno e vivono abitualmente in strutture come orfanotrofi. Si stima che dopo dieci giorni di conflitto siano già circa 3500 i bambini e gli adolescenti entri sul territorio italiano. E altri se ne attendono nei prossimi giorni, insieme all'esodo che sta colpendo il paese e sperando nei corridoi umanitari promessi dalla Russia. 

I bambini ucraini potranno andare a scuola

Per garantire una sorta di normalità ai bambini e alle bambine che scappano dalla guerra, le scuole e i comuni italiani si sono già organizzati per accoglierli e inserirli nel sistema scolastico. I più fortunati, quelli che possono appoggiarsi a parenti già in Italia, come nonne e zie, hanno già iniziato le lezioni. 

Tante famiglie che hanno dato la disponibilità ad accogliere minori, con o senza il genitore, si chiedono cosa faranno i bambini tutto il giorno, perché magari devono lavorare: il Ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi ha garantito che la scuola italiana è pronta ad accogliere i minori che arrivano in Italia, e che si sta già predisponendo tutto affinché chi li accoglierà possa essere supportato nel loro inserimento. 

La questione linguistica

Le parole del Ministro non sono cadute nel vuoto: in molti si chiederanno come sia possibile inserire dei bambini che non parlano l'italiano in classi già avanzate, e proprio per questo è stato stanziato un milione di euro per supporto linguistico e psicologico, in modo da fornire i mezzi a insegnanti ed educatori ma anche per accompagnare bambini e adolescenti in questo grande cambiamento. 

Una pratica che non è nuova: in molte scuole esistono accompagnamenti linguistici per alunni stranieri appena arrivati che si inseriscono in classi già formate e di grado avanzato. Inoltre, mai sottovalutare la capacità dei giovani di apprendere una nuova lingua!

Sono già numerose le scuole d'Italia che si sono mosse personalmente per accogliere i bambini arrivati in città: da Novara a Padova, da Sesto Fiorentino (FI) a Roma, i dirigenti scolastici si muovono autonomamente per fornire quanto necessario ai nuovi studenti e accoglierli al meglio. 

L'inserimento a scuola di minori provenienti da una zona di guerra è un gesto semplice ma davvero significativo: regalare una normalità a chi è stato strappato dalla propria vita è il primo passo per aiutare bambini e adolescenti a riprendersi dall'orrore del conflitto.

Ancora una volta l'Italia si dimostra un paese dal cuore grande che apre le porte a chi è in difficoltà, grazie all'impegno dei singoli cittadini.

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