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Bambini ucraini da salvare: cosa possiamo fare

di Nostrofiglio Redazione - 02.03.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Bambini ucraini da salvare! Questo l'appello degli enti italiani del circuito adozioni, per accogliere e aiutare i bambini ucraini

Bambini ucraini da salvare: cosa possiamo fare

La situazione in Ucraina è sempre più drammatica, sono proseguiti gli attacchi sulla città di Kharkiv ed è stata colpita la curia dove soprattutto mamme con i bambini si erano rifugiati. Più di 660mila gli ucraini che hanno lasciato la loro terra dopo l'operazione militare lanciata dalla Russia, almeno 350mila dei quali sono fuggiti in Polonia e in altri paesi confinanti dove sono stati allestiti campi di accoglienza per i profughi di guerra. Migliaia di persone in fuga, soprattutto madri con i loro figli. Le bombe non risparmiano nessuno e colpiscono ospedali e orfanotrofi. 

Sono oltre 100.000 i bambini abbandonati accolti nei 663 orfanotrofi del Paese e la guerra ha aggravato una situazione già tragica, colpendo duramente i più piccoli.

Ad essere vittima dei bombardamenti ci sono anche gli ospedali oncologici pediatrici e l'appello del presidente Damiano Rizzi dell'associazione non profit italiana Onlus Soleterre afferma che sono necessari corridoi umanitari, perchè altrimenti non si può entrare e si fa fatica ad uscire, in Italia ci sarebbero già delle strutture pronte ad accogliere i piccoli pazienti. 

Onlus Soleterre , che si occupa di bambini malati di cancro, ha avviato al momento una raccolta fondi per assicurare loro le terapie necessarie a mantenerli in vita, garantendo medicinali agli ospedali ucraini e cercando di portare negli ospedali italiani i casi più gravi. 

Ad oggi, spiega ancora Rizzi, «circa 15 bambini e ragazzi malati di tumore sono ancora ricoverati in ospedale all'Istituto Nazionale del cancro a Kiev. I medici e il personale dell'ospedale sono costantemente con loro, nel rifugio anti bombardamento della struttura. Stanno continuando a curarli così come stanno andando avanti a curare i bambini malati i medici di Leopoli (Lviv). Altri bambini invece sono stati trasferiti all'oncologia pediatrica di Ternopil, a ovest di Kiev. Abbiamo acquistato tutti i farmaci possibili al momento per i bambini malati di tumore e ci stiamo attrezzando per far arrivare dagli altri Paesi altri medicinali necessari».

Gli enti italiani del circuito adozioni e di assistenza ai malati pediatrici oncologici chiedono a tutti di mettere a disposizione una strada sicura per allontanare i piccoli dalle bombe e di offrire loro accoglienza temporanea, una forma di affido internazionale che tutela i minori in situazione di emergenza.

Altri aiuti ai bambini dall'Italia

Le sezioni italiane di UNHCR , l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di persone rifugiate e richiedenti asilo, UNICEF, che si occupa di diritti dell'infanzia e dell'adolescenza e la Croce Rossa Italiana hanno avviato una raccolta fondi straordinaria per portare acqua potabile, cure sanitarie, rifugi, coperte, articoli per l'igiene, sostegno psicologico e altri aiuti di prima necessità in Ucraina.

Progetto Arca, che si occupa tra le altre cose di accogliere migranti in Italia, ha già fatto partire 5 furgoni diretti al confine tra Ucraina e Romania per portare cibo e aiuti ai cittadini ucraini in fuga dalla guerra e ha fatto sapere che si occuperà di gestire la prima accoglienza dei rifugiati ucraini in Italia.

In Sardegna, sono già 300 le famiglie che hanno aderito all'appello lanciato dall'Associazione Cittadini del Mondo OdV di Cagliari, per accogliere i bambini ucraini in fuga dalle zone di guerra. «Tante le nostre famiglie che in questi anni hanno ospitato i bambini bielorussi attraverso il Progetto Chernobyl e che oggi danno la disponibilità ad accogliere i bambini ucraini dalle zone di guerra, dimostrando che la solidarietà non conosce confini e nazionalità ma vuole essere un gesto concreto di aiuto - fa sapere l'associazione - La guerra è una tragedia immensa le cui conseguenze le pagano i più deboli, in particolare i bambini».

A Padova l'associazione L'Isola che non c'è ha lanciato un appello e grazie al passaparola sono arrivate già numerose offerte di aiuto, sia da cittadini che aziende e organizzazioni come Assoindustria Veneto Centro che intende mettere a disposizione cinque appartamenti.

Save the children fornisce aiuti umanitari essenziali ai bambini e alle loro famiglie, come kit per superare l'inverno, cibo, vestiti, assistenza medica

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