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Coronavirus e scuola: quarantena volontaria per gli alunni tornati dalla Cina

di Irma Levanti - 10.02.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Aggiornata la circolare del Ministero della salute: in caso di alunni rientrati dalle zone a rischio, la scuola deve avvisare le ASL, che proporranno alle famiglie di tenere a casa i bambini per 14 giorni

Scuola e quarantena volontaria

Cambiano le indicazioni del Ministero della salute per la gestione di bambini e ragazzi rientrati da meno di 14 giorni dalle zone della Cina colpite dall'epidemia di nuovo coronavirus, 2019-nCoV. Se la prima circolare ministeriale, emanata il primo febbraio scorso, non prevedeva misure specifiche - se non l'invito al personale scolastico a monitorare attentamente gli alunni - ora un aggiornamento pubblicato l'8 febbraio cambia le carte in tavola.

Le nuove disposizioni si rivolgono in modo specifico a bambini e ragazzi di ogni nazionalità che nei 14 giorni precedenti il loro ritorno in Italia siano stati nelle aree della Cina interessate dall'epidemia, a partire dalla provincia di Hubei, la più colpita (l'elenco delle altre aree, quotidianamente aggiornate, è pubblicato sul sito dell'Organizzazione mondiale della sanità, OMS).

Prevedono che i presidi, informati dalle famiglie dell'imminente ritorno a scuola di questi bambini, segnalino il caso alle ASL, i cui dipartimenti di prevenzione da un lato metteranno in atto una sorveglianza attiva e quotidiana, per valutare l'eventuale insorgenza di febbre o altri sintomi e, dall'altro, proporranno alla famiglia stessa di tenere volontariamente a casa il bambino per 14 giorni (il periodo di incubazione dell'infezione, se è stata contratta).

Niente quarantena obbligatoria, dunque, anche considerato il fatto che frequentare la scuola è un diritto di ogni bambino, ma qualche precauzione in più rispetto a quanto previsto in precedenza, visto il persistere dell'allarme legato all'epidemia di coronavirus in corso.

Soddisfatti i governatori di Veneto, Friuli Venezia  Giulia e Lombardia e il presidente della provincia autonoma di Trento, che nei giorni scorsi avevano contestato la prima circolare ministeriale, considerata poco efficace nella prevenzione del rischio. Alla loro richiesta di aggiornarla si erano uniti anche esperti come l'ex presidente dell'Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi, e il virologo Roberto Burioni.

Anche con il nuovo aggiornamento non sono tuttavia mancate le polemiche. Alcuni esponenti di Italia Viva, per esempio, hanno sottolineato come la circolare dell'8 febbraio carichi il peso della scelta sulle famiglie, mentre spetterebbe alle istituzioni decidere una volta per tutte cosa fare.

Secondo stime del Ministero della salute, il provvedimento riguarderebbe circa 500 bambini dai nidi alle medie e altrettanti studenti di superiori e università. In molti casi le famiglie coinvolte hanno già scelto autonomamente la quarantena volontaria.

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