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Cosa si può imparare dalle famiglie di altre nazionalità

di Elena Berti - 03.05.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Famiglie straniere: cosa possono insegnarci? Come imparare a essere genitori più efficienti e sereni prendendo spunto dall'estero.

Famiglie straniere: cosa possono insegnarci?

Alcuni sostengono che fare i genitori sia un lavoro, e di sicuro non è un carico da poco. La fatica fisica, quella mentale, a volte nessuna ricompensa e spesso molte frustrazioni. Verrebbe da dire: ma chi ce lo fa fare? In realtà, molti dei problemi che abbiamo come genitori potrebbero essere evitati, soprattutto se prendessimo spunto dai metodi educativi degli altri paesi. Vediamo cosa possiamo imparare dalle famiglie straniere

In questo articolo

Metodi educativi delle famiglie straniere

Attenzione: non stiamo dicendo che all'estero sono tutti più bravi che in Italia, ci mancherebbe! Ma di sicuro ispirarsi ai metodi educativi delle famiglie straniere può offrire ottimi spunti per vedere le cose da un punto di vista diverso e mettersi in discussione. Per esempio, in gran parte dei paesi europei i genitori (e soprattutto le mamme) non si preoccupano che i figli siano sempre ben vestiti, o che portino la canottiera, o che non escano al freddo in inverno. Si ammalano di più? No! La loro vita cambia perché non sono sempre perfetti come damerini? Assolutamente no! Noi ci preoccupiamo troppo che non sporchino, che non facciano confusione, però poi sosteniamo che i bambini italiani siano i più maleducati al mondo (avete presente, no, le polemiche sui bambini che corrono al ristorante?). Insomma, noi italiani abbiamo tantissimi pregi, ma magari dare un'occhiata a quel che fanno altrove non ci farà male!

Disciplina dolce o metodi rigidi, chi ha ragione?

Una delle questioni più clamorose e una delle differenze più eclatanti riguardano l'approccio globale all'educazione. Mentre in Occidente, e particolarmente in Italia (ma non solo!) si tende a preoccuparsi degli stati d'animo, dell'autostima e - non ultimo - di come ci vedono i figli, in Oriente, soprattutto in Cina ma anche in altri paesi, l'unico metodo di educazione è quello della rigidità.

In Cina infatti è famoso il metodo della "mamma tigre", cioè colei che impone regole precisissime ai figli che non sono autorizzati a sgarrare mai: mai un voto più basso del massimo, impegno estremo in qualsiasi attività (scelta dai genitori), un programma quotidiano scandito dal rigore in cui non è previsto sgarrare

Tutto il contrario di quel che avviene nei paesi scandinavi. Famoso è per esempio il cosiddetto metodo danese che invece, basandosi anche sullo stile di vita hygge, punta a lasciare liberi figli, a non giudicarli, a comunicarci il più possibile e a lasciare che sbaglino e imparino a risolvere da soli i problemi. Un approccio simile a quello svedese, dove tra l'altro si punta tantissimo su un'equa divisione dei compiti tra i genitori, anche perché i figli crescano consapevoli della parità dei ruoli. 

Autonomia o campana di vetro?

Nei paesi scandinavi, inoltre, si fa quello che viene applicato anche in Germania: i bambini sono trattati come persone, non proprio come adulti ma comunque come membri della società. Capace di vestirsi da solo, di lavarsi, di mangiare, di avere una vita propria (vi sembra un'utopia? Eppure è possibile!). 

In molti paesi europei i bambini non sono visti come un peso rispetto allo svolgimento della vita normale: i genitori lavorano, le famiglie viaggiano anche in località lontane ed esotiche, vanno al ristorante, chiamano la babysitter. Limiti che in Italia fatichiamo ancora a superare, nonostante il numero di figli per coppia sia assai più basso che in paesi come, per esempio, la Francia. Qui le donne fanno due o tre figli in età ravvicinata, fanno carriera, non disdegnano le uscite con le amiche o i weekend in coppia, il tutto senza sensi di colpa e con la collaborazione dei padri, che hanno un ruolo cruciale in questo equilibrio.

Non vi capiterà di trovare genitori francesi coi figli piccoli al ristorante la sera perché l'orario della messa a letto non è uno scherzo: un punto comune anche con i genitori anglosassoni e con molti del nord Europa, che danno molta importanza alle abitudini, consapevoli di quanto siano utili ai bambini. 

Cosa possiamo imparare dalle famiglie straniere

In sostanza, cosa si può imparare dai genitori stranieri? Ecco qualche consiglio prendendo spunto dallo stile genitoriale delle altre nazionalità

  • avere delle regole, non aver paura di entrare in conflitto coi figli (orari, alimentazione, frequentazioni, studio)
  • lasciarli liberi (di sporcarsi, di sbagliare, di rischiare)
  • renderli autonomi (di vestirsi e lavarsi da soli, di fare i compiti da soli)
  • dare valore al tempo insieme (smettere di guardare il telefono e fare delle attività all'aria aperta, o andare in un museo, o a teatro)
  • ascoltarli e trattarli come persone, non come bambini che non capiscono niente
  • smettere di sentirsi in colpa

Forse questo è il punto che invidiamo di più ai genitori stranieri: la consapevolezza di star facendo il meglio per i propri figli ma di essere anche potenzialmente fallibili! 

Ecco infine alcuni libri che possono esservi d'ispirazione quando si parla di stili genitoriali diversi: 

Francia - Il metodo maman

Danimarca - Il metodo danese per crescere bambini felici ed essere genitori sereni

Svezia - Praktika. Il metodo svedese per una maternità serena e bimbi felici

Cina - Il ruggito della mamma tigre

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Aggiornato il 28.04.2022

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