Nostrofiglio

consigli di sopravvivenza

Genitori, 10 consigli per tenere a bada lo stress

mal-di-testa-nf

27 Ottobre 2014 | Aggiornato il 13 Novembre 2017
È il mestiere più bello del mondo ma è anche faticoso e stressante: essere genitore richiede un’attenzione costante 24 ore al giorno 7 giorni su 7. Ma superare lo stress e mantenere intatta la propria sanità mentale si può. Ecco 10 consigli per farlo stilati sull’Huffington Post da April McCormick, scrittrice e umorista
 

Facebook Twitter Google Plus More

Quello del genitore è il mestiere più difficile del mondo. E a volte sembra essere anche il più faticoso, perché non solo è un lavoro a tempo pieno, ma è un impegno che richiede un’attenzione costante 24 ore al giorno 7 giorni su 7. Una volta diventati papà e mamma, i “giorni pigri” non esistono più: vengono sostituiti da una dose di stress che sarebbe capace di stendere un elefante. E ci sono giorni in cui quello stress è capace anche di rovinare la digestione, di provocare bruciori di stomaco, di far venire i capelli bianchi. Senza parlare del sonno, che non si sa più bene nemmeno che cosa significhi: quando è stata l’ultima volta in cui siete riusciti a dormire fino a tardi la domenica mattina?

 

Ecco allora che, sul blog dell’Huffington Post, la scrittrice e umorista April McCormick dà 10 consigli per mantenere la propria sanità mentale anche dopo essere diventati genitori. O, per lo meno, per provarci.

 

1. Imparate a ridere di voi stessi

Ridete, ridete, ridete. Essere genitori è un duro lavoro, e se non trovate un lato umoristico in questa esperienza potreste andare fuori di testa nel giro di sei settimane.

 

2. Ridete dei vostri figli

I bambini sono isterici? Rideteci sopra. Anzi, ridete con loro.

 

3. Siate capaci di perdonarvi

Un genitore non è mai perfetto. Non è possibile che lo sia: tutti commettono errori. E se fallite la prima volta in qualcosa, riprovate: prima o poi avrete successo.

 

4. Perdonate i vostri figli

Anche loro commettono errori: fa parte della vita. E per i più piccoli, la vita è tutto un tentativo alla ricerca di cose nuove, dei propri limiti e delle proprie capacità. È un loro diritto sbagliare qualche (centinaio) di volte.

 

5. State lontani dal dottor Google

Prima ancora di pensare di cercare su Google i sintomi di malessere manifestati dal vostro bambino, chiamate il dottore. Ciò che Google è capace di fare è farvi pensare che vostro figlio stia morendo di qualche orribile malattia e farvi correre al pronto soccorso per una semplice puntura d’insetto.

 

6. “Il modo giusto” è il vostro

È il modo in cui vi impegnate per la vostra famiglia il modo giusto. Non lasciate che qualcuno o qualche libro vi faccia pensare il contrario: seguite il vostro istinto. Del resto, siete voi a conoscere i vostri figli meglio di chiunque altro.

 

7. Ignorate i seminatori di zizzania

Nel momento stesso in cui diventate genitori, TUTTI questi personaggi usciranno dal loro nascondiglio facendo del loro meglio per farvi dubitare di voi stessi, dei vostri figli, della vostra famiglia, del vostro stile di vita. Ma loro non sanno nulla di voi, e 9 volte su 10 sono solo gelosi.

 

8. Dite “ti voglio bene” tutti i giorni ai vostri figli

E abbracciateli. Chi non ama un po’ di coccole e di attenzioni? I bambini le chiedono in special modo. Quindi dategliele.

 

9. Tutto passa

Essere genitori è davvero duro, non siete i soli a sentirvi confusi e frustrati. Dal neonato all’adolescente, ogni età ha i suoi problemi: alcuni saranno di facile soluzione, alcuni saranno ridicoli, ma altri saranno capaci di spedirvi in una stanza imbottita di materassi. In quei giorni aggrappatevi agli ultimi brandelli di sanità mentale che vi restano, perché dovete sapere che passerà.

 

10. Non sprecate il vostro tempo

I piatti da lavare possono aspettare: passate il vostro tempo con la vostra famiglia ora che potete, perché non sapete che cosa vi riserverà il domani. La fanciullezza è breve, godetevi quella dei vostri figli finché c’è. Perché quando sarà finita, la rimpiangerete. Sì, e rimpiangerete anche le giornate folli che passavate.