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Giornata mondiale delle malattie tropicali neglette (NTD)

di Lorenza Laudi - 29.01.2021 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Domani, 30 gennaio, ricorre la seconda edizione della Giornata mondiale per le Malattie Tropicali Neglette (Neglected Tropical Diseases - NTDs)

Torna per il secondo anno l'appuntamento con la Giornata mondiale per le Malattie Tropicali Neglette (Neglected Tropical Diseases - NTDs). Il 30 gennaio viene infatti celebrata la seconda edizione di questa giornata. Per l'occasione, il 28 gennaio, l'OMS ha lanciato la roadmap 2021-2030 per le NTDs che ambisce ad aumentare la prevenzione ed il controllo di queste malattie neglette.

Che cosa sono le malattie neglette e chi colpiscono?

Secondo la definizione data dall'OMS, le malattie neglette sono gruppo eterogeneo di (attualmente) venti malattie, molte delle quali a carattere infettivo, causate da virus, batteri, parassiti, funghi e tossine.

Ecco l'elenco:

  1. ulcera del Buruli
  2. malattia di Chagas (tripanosomiasi americana)
  3. dengue
  4. dracunculosi (malattia del verme della Guinea)
  5. echinococcosi cistica ed alveolare
  6. trematodiasi alimentari
  7. tripanosomiasi africana umana (malattia del sonno)
  8. leishmaniosi
  9. lebbra (malattia di Hansen)
  10. filariosi linfatica
  11. micetoma, cromoblastomicosi e altre micosi profonde
  12. oncocercosi (cecità fluviale)
  13. rabbia
  14. scabbia e altre ectoparassitosi
  15. schistosomiasi (Bilharzia)
  16. elmintiasi trasmesse dal suolo
  17. teniasi e cisticercosi
  18. tracoma
  19. framboesia (treponematosi endemiche)
  20. avvelenamento da morso di serpente

Chi colpiscono? E in Italia?

Le NTDs sono presenti in tutto il mondo ed infettano oltre un miliardo di persone causando più di mezzo milione di morti l'anno. Sono diffuse soprattutto tra le popolazioni povere e marginalizzate. In Italia, una survey realizzata nei nostri confini ha permesso di identificare 4132 casi di NTDs tra il 2011 e il 2017 in nove centri sentinella. Tra quelle individuate: schistosomiasi, strongiloidosi (elmintiasi trasmessa dal suolo), malattia di Chagas, cisticercosi, scabbia, filariosi, leishmaniosi ed echinococcosi cistica. Un'altra indagine ha rilevato che nel nostro Paese sono presenti anche tracoma, oncocerchiasi, lebbra e più recentemente opistorchiasi (trematodiasi alimentare), chikungunya e dengue.

La Nodding Syndrome e la oncocercosi

La Nodding Syndrome – comunemente nota come Sindrome del dondolamento è una condizione neurologica ad eziologia sconosciuta fortemente associata ad una malattia negletta chiamata oncocercosi. Come spiegato da Jacopo Rovarini – operatore di Amref Health Africa-Italia in Sud Sudan: "In un contesto come quello che stiamo vivendo attualmente, in cui la preoccupazione principale, a livello mondiale, è legata alla pandemia in corso e vengono impiegate enormi quantità di risorse economiche, scientifiche e politiche per cercare di mitigare e debellare il COVID-19 è scoraggiante pensare che una frazione di questo impegno basterebbe a migliorare sensibilmente la vita dei giovani che soffrono di Nodding Syndrome. L'obiettivo dell'alleanza è quello di rispondere ai bisogni delle persone con epilessia e Nodding Syndrome attraverso un'azione integrata e multisettoriale, volta a rafforzare la resilienza delle persone e quella delle loro comunità. La NSA nasce dall'esigenza di far luce sul peso della Nodding Syndrome: una condizione che, purtroppo, come molte altre, è sempre rimasta nell'ombra".
 

Che cosa è la Nodding Syndrome

La Nodding Syndrome, o "sindrome del dondolamento" (NS), che prende il nome dal caratteristico frequente annuire ad essa associato, sebbene non ufficialmente riconosciuta come NTD, è una condizione neurologica ad eziologia sconosciuta fortemente associata ad una malattia negletta chiamata oncocercosi (nota anche come "cecità fluviale" o "cecità dei fiumi"). La NS è stata rilevata per la prima volta in Tanzania negli anni '60, poi in Sudan negli anni '90 e nel nord dell'Uganda nel 2007. Le cause della sindrome rappresentano una sfida che la comunità scientifica internazionale fronteggia da molti anni, ma si ritiene che una delle possibili cause sia un parassita (Onchocerca volvulus) trasportato da una specie di mosca che si riproduce tra le piante che crescono sui bordi dei fiumi.

L'età di insorgenza della sindrome varia tipicamente tra i 5 e i 15 anni, danneggiando i bambini durante le fasi cruciali della loro crescita, al punto da avere effetti devastanti sullo sviluppo del cervello e una conseguente perdita della conoscenza di sé, delle capacità cognitive e verbali, e di vivere indipendentemente da chi si prende cura di loro. Le condizioni dei bambini peggiorano gradualmente e, in molti casi, i bambini soffrono di più convulsioni al giorno e sviluppano gravi deformità fisiche, problemi comportamentali come apatia o aggressività, disturbi psichiatrici e / o perdita di tutte le facoltà cognitive. Infine, l'emarginazione, i maltrattamenti, l'abbandono e la malnutrizione emergono come alcune delle conseguenze a lungo termine della NS. Ad oggi, il numero di casi di NS è sconosciuto, poiché i dati disponibili sono limitati e contrastanti, ma si stima che si aggirano attorno ai 10.000.

Per approfondire:

 

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