Adolescenza

"I figli della notte": film d'esordio di Andrea De Sica sugli adolescenti

ifiglidellanottefoto
30 Maggio 2017
Da domani 31 maggio, al cinema, il film d'esordio del regista Andrea De Sica, "I figli della notte". Una pellicola che parla di adolescenza, di abbandono e che prova a raccontare un universo giovanile poco esplorato.
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Essere catapultati in un collegio a diciassette anni.

 

Ritrovarsi con internet e telefono dati con il contagocce e solo in certi orari, a subire atti di bullismo di notte da parte degli studenti più anziani, a dover indossare una divisa, a non poter fumare, a non vedere la madre neppure per le vacanze di Natale, dato che "non ha tempo".

 

Giulio, 17 anni, il protagonista del film "I figli della notte", viene catapultato in questa realtà parallela: tra le montagne innevate e a 10 km di distanza da qualsiasi altro tipo di civiltà. Intorno a lui, in questo collegio per figli di gente ricca, solo altri giovani rampolli dell'alta società e i docenti/guardiani.

Giulio riesce a sopravvivere a questa realtà grazie anche a Edoardo, un altro ospite del collegio con il quale legherà molto. I due architettano la fuga e durante una loro uscita notturna, si imbattono nella giovane prostituta Elena. Ma la trasgressione fa parte dell'offerta formativa, il collegio sa tutto del locale dove lavora la ragazza e delle uscite notturne. Gli educatori, tra cui Mathias, vigilano costantemente, restando nell'ombra.

In realtà il collegio/prigione, nasconde anche un altro mistero. Un'ala proibita e chiusa all'accesso degli studenti...

 

Guarda una clip dal video, "I figli della notte". E la scoperta di Giulio ed Edoardo dell'ala misteriosa.

 

"I figli della notte", al cinema da domani, 31 maggio, è il film d'esordio del giovane regista Andrea De Sica, nipote del grande Vittorio e figlio di Manuel, musicista e autore di indimenticabili colonne sonore. Il film è stato scritto dallo stesso Andrea con Mariano Di Nardo in collaborazione con Gloria Malatesta ed è stato girato interamente in Alto Adige.

 

L'idea "da alcune persone che hanno segnato la mia vita"

"L’idea del film è legata ai miei anni del liceo e ad alcune persone che hanno segnato la mia vita" spiega il regista, Andrea De Sica. "L. era stato tre anni in collegio, un ragazzo schivo, molto bene educato, era sempre il più elegante di tutti. Un giorno ebbe uno diverbio con un tipo per via di una ragazza: lo affrontò e lo lasciò riverso sul marciapiede in una pozza di sangue. L. fu denunciato per tentato omicidio: non fece mai parola di quello che aveva fatto, nemmeno per fare il gradasso. Sotto quell’aurea serafica e taciturna era nascosto l’istinto di un killer. E. a quindici anni era già scappato di casa tre volte. Aveva fatto di tutto: il taccheggiatore, il barbone, il lavavetri, nonostante fosse molto ricco. Anche lui in passato era stato in collegio, dove aveva conosciuto i suoi più grandi amici, che dopo non avrebbe rivisto mai più".

 

Questi incontri sono stati per Andrea De Sica una spinta per raccontare un universo ancora poco esplorato: "Volevo raccontare un disagio che non è legato all’emarginazione sociale di qualsiasi natura, ma che non per questo è meno profondo o radicato oggi nella nostra società".

 

Da qui, dunque, un film che parla proprio di adolescenza,

"Perché l'adolescenza è quell'eta meravigliosa e terribile in cui la nostra personalità è ancora opaca e in cerca di definizione - continua il regista. "L'età dove si stringono i legami più forti e per la prima volta si fanno le esperienze più estreme da soli, senza l'occhio vigile dei genitori".

Perché vedere questo film, secondo il regista


"Bisogna vedere questo film per avere un'esperienza diretta del mondo degli adolescenti: quello che vivono mentre sono da soli, quando sono messi alla prova, e come riescono a mettersi in gioco e a superare le dure prove che la vita gli propone quotidianamente. Bisogna vedere "I figli della notte" se non si è soddisfatti della rassicurante visione dei nostri figli come ce la racconta la televisione!" conclude Andrea De Sica.