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Influenza: come sarà la stagione 2020/2021

di Valentina Murelli - 18.09.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
In teoria anche per la stagione in arrivo sono attesi circa 6-8 milioni di casi, ma le misure anti-Covid potrebbero limitarli molto. Il commento del virologo Fabrizio Pregliasco. 

In Australia sta arrivando la primavera: con la stagione invernale agli sgoccioli è tempo di bilanci rispetto a un'altra stagione, quella influenzale, e i dati sono sorprendenti. Se nell'agosto 2019, i casi confermati di influenza registrati in Australia erano stati 61 mila, nell'agosto di quest'anno sono stati solo 107. Secondo gli esperti, si tratta di un effetto dovuto alle rigide misure anti-Covid-19 messe in atto da marzo in poi e alla massiccia adesione alla campagna di vaccinazione antinfluenzale. E la situazione potrebbe rivelarsi analoga anche da noi.

Influenza 2020/2021: la previsione per il nostro paese

"I virus influenzali in circolazione in Australia – tre nuovi virus, due di tipo A e uno di tipo B – avrebbero potuto dare origine a una stagione influenzale piuttosto intensa" afferma il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell'Irccs Istituto ortopedico Galeazzi e ricercatore all'Università di Milano. "Invece le cose sono andate molto meglio del previsto".

"In teoria, sulla base delle caratteristiche dei virus dovremmo aspettarci in Italia una stagione influenzale analoga a quelle degli anni precedenti, in grado di colpire dai sei agli otto milioni di italiani". Secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità, durante il 2019/2020 in Italia sono stati 5,6 milioni i casi di sindromi influenzali e parainfluenzali. "Nella realtà, però, è possibile che quest'anno saranno molti di meno, per le misure anti-Covid ampiamente attive anche nel nostro paese. Senza contare che si sta spingendo molto sulla vaccinazione antinfluenzale (anche per aiutare nella diagnosi differenziale tra influenza e Covid-19, in caso di sintomi respiratori), il che dovrebbe aiutare a ridurre ulteriormente i casi".

Basti pensare a quello che accade nelle scuole: distanziamento fisico tra i bambini, mascherine ove non sia possibile garantirlo, sanificazione costante degli ambienti, grande attenzione al lavaggio o all'igienizzazione delle mani e, dove possibile, fruizione di spazi all'aperto.

Le previsioni per i bambini

"In genere i bambini sono i più colpiti dall'influenza stagionale, ma sempre in virtù delle misure anti-Covid è ragionevole aspettarsi una diminuzione dei casi rispetto all'atteso" commenta il virologo. "Sul fronte vaccinazione, inoltre, il Ministero della salute ha raccomandate alle regioni di fare anche campagne vaccinali specifiche per i bambini sotto i sei anni".

Se le regioni recepiranno questo invito, i bambini da 0 a 6 anni potranno essere vaccinati gratuitamente contro l'influenza; altrimenti – o per i bambini più grandi – il vaccino potrà essere richiesto in farmacia. "Il costo oscilla tra gli 8 e i 30 euro".

I sintomi della vera influenza

Come distinguere le forme simil-influenzali dalla vera influenza? Pregliasco spiega che quest'ultima deve essere caratterizzata da una triade ben precisa di sintomi:

  • febbre elevata a inizio brusco;
  • malessere generale (sensazione di 'stonatura', dolori muscolari, stanchezza);
  • sintomi respiratori.

Se uno di questi sintomi manca, o ce ne sono altri – come diarrea e vomito – non è vera influenza. "Fanno eccezione i bambini piccoli, sotto l'anno d'età, dove l'influenza può manifestarsi in modo anomalo, con febbre non molto alta e presenza di diarrea".

Come distinguere influenza e Covid-19?

"Purtroppo è impossibile farlo dal punto di vista clinico" ricorda Pregliasco. Da qui l'importanza della vaccinazione (per limitare il più possibile i casi di vera influenza) e dei tamponi, gli unici test al momento in grado di effettuare una diagnosi definitiva di Sars-Cov-2. 

"Nel caso dei bambini, molto in generale si può dire che se è presente un solo sintomo - raffreddore oppure tosse, oppure febbre - è probabile che non si tratti di Covid-19 ma di un'altra forma virale. Se invece i sintomi sono più di uno è più probabile che si tratti di Covid. Questo però vale come indicazione generale per rassicurare i singoli e le famiglie, ma ricordiamo che i pediatri possono richiedere l'esecuzione di un tampone anche in presenza di un solo sintomo, perché non si può comunque escludere che sia coronavurs". 

Influenza, come difendersi

"Lo strumento principale di difesa è il vaccino, che rappresenta un'opportunità per tutti" afferma Pregliasco. Ricordiamo comunque che ad alcune categorie di persone particolarmente a rischio di contrarre l'influenza o di sviluppare delle complicazioni se si ammalano la vaccinazione viene offerta in forma attiva e gratuita da parte del Servizio sanitario nazionale. Si tratta di:

  • donne in gravidanza;
  • bambini (sopra i sei mesi), ragazzi e adulti affetti da malattie che aumentano il rischio di complicazioni da influenza (malattie respiratorie, cardiache, renali, epatiche, del sangue, del sistema immunitario, tumori ecc.);
  • soggetti con 60 anni o più;
  • bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico;
  • persone ricoverate in reparti di lungodegenza;
  • medici e personale sanitario;
  • familiari di soggetti ad alto rischio;
  • persone che svolgano lavori di interesse collettivo o potenzialmente a contatto con virus influenzali non umani (allevatori, veterinari ecc.);
  • donatori di sangue.

Oltre al vaccino, come difendersi dal rischio influenza

Il virus dell'influenza si trasmette per via aerea, attraverso le goccioline di saliva emesse da una persona infetta quando tossisce o starnutisce, oppure toccandosi occhi, naso o bocca dopo aver toccato con le mani superfici contaminate da secrezioni respiratorie.
Per questo, alcune misure igieniche possono aiutare a limitare la diffusione dell'influenza. Sono le stesse misure previste per il contenimento della diffusione del virus Sars-Cov-2, e quest'anno sono sicuramente già ampiamente messe in atto da singoli e collettività.

- Lavare spesso le mani

- Coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce
Lo si può fare con fazzoletti di carta, oppure rivolgendosi verso l'incavo del gomito. La classica "mano davanti alla bocca" serve a poco se non ci si lava subito dopo.

- Se l'influenza colpisce, rimanere a casa
Serve a rimettersi meglio in forze, e a evitare di diffondere l'infezione.

- Evitare il contatto stretto con persone ammalate

- Evitare di toccarsi occhi, naso o bocca
I virus possono diffondersi quando una persona tocca qualsiasi superficie contaminata e poi si tocca occhi, naso o bocca.

L'influenza ha colpito: come intervenire

Se ci si ammala, Pregliasco raccomanda di usare i farmaci sintomatici – per esempio gli antipiretici – in modo responsabile, per attenuare i sintomi senza abbatterli del tutto, di seguire l'andamento della malattia evitando, per quanto possibile, di tornare a scuola o al lavoro troppo presto (cosa per altro molto difficile da fare quest'anno, per le misure anti-Covid), e di non usare antibiotici (a meno che il medico non indichi diversamente, per la presenza di sovrainfezioni batteriche).

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