Salute bambini

Influenza A, come difenderci

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28 Settembre 2009
Facciamo ancora una volta il punto sulla situazione dell'influenza per affrontarla senza paura. Oggi ecco le dichiarazioni rassicuranti del viceministro Fazio e i consigli, anche per la prevenzione, del virologo Pregliasco.
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Influenza A: “Non è così preoccupante”. Parole del vice-ministro alla salute Ferruccio Fazio, che nei giorni scorsi a Milano, a margine di un convegno sul tema, ha specificato che le stime sui dati per le persone infette dall'influenza A "non sono molto preoccupanti e comunque siamo in grado di gestire al meglio i casi anche gravi.”

E intanto sono in arrivo i vaccini: 500 mila unità, in base a dati forniti dallo stesso Fazio, sono già pronte e “le altre dovrebbero arrivare forse anticipando di cinque giorni la data del 15 novembre. Le vaccinazioni per i lavoratori dei servizi essenziali inizieranno entro fine ottobre, probabilmente anche prima".

Fazio conclude dicendo che potrebbe non essere necessario prolungare le vacanze scolastiche di Natale. "Credo sia un ottimo esempio la scuola di Arezzo - ha detto Fazio - dove 23 studenti su 44 si sono ammalati, e visto che l'influenza è stata molto mite, non è stata chiusa la scuola né si sono creati allarmismi. Mi auguro quindi che la chiusura delle scuole, o il prolungamento delle vacanze, non sia necessario", ma sono condizioni che verranno valutate a seconda della diffusione del virus.

Le parole del viceministro insomma sembrano rassicuranti, ma sentiamo anche il parere del prof. Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano che dirige il laboratorio di riferimento per la diagnosi di infezione del virus H1N1.

  • Quali sono le caratteristiche del virus dell’influenza A? E’ vero che c’è il rischio che, passando da soggetto a soggetto, il virus si potenzi?A oggi il virus dell’influenza A causa una malattia del tutto simile all’influenza stagionale, e può determinare complicanze così come tutte le influenze, senza caratteristiche di maggiore rischiosità e pericolosità. Il rischio che, passando da soggetto a soggetto, il virus si potenzi è un rischio che effettivamente si è evidenziato in alcune passate pandemie, ma non è un automatismo, quindi non possiamo certo dire che si verificherà in questo caso.

  • A che punto è la produzione-distribuzione dei vaccini?Siamo in attesa della delibera formale della EMEA, che è l’ente europeo che autorizza la distribuzione dei vaccini.

In ogni caso, i dati dimostrano che il vaccino ha la stessa efficacia dei vaccini stagionali, cioè riduce dell’80% il rischio di contrarre la malattia e del 60% il rischio di ospedalizzazione, il che significa che, se anche si dovesse prendere l’influenza, verrebbe sicuramente in forma meno pesante.

  • Che cosa ci può dire del caso della donna deceduta a Messina, che non sembra avesse patologie pregresse? Gli accertamenti sono ancora in corso quindi non sappiamo se effettivamente la paziente fosse esente da patologie pregresse.Se venisse confermato che si trattava di una donna sana, quello di Messina potrebbe essere in Italia il primo raro caso di reazione eccessiva al virus: l’organismo, cioè, di fronte al virus, scatena una risposta infiammatoria troppo reattiva. Ma, come ho detto, sono casi davvero rari.

  • E’ vero che non si è ancora certi sugli effetti collaterali del vaccino? Il vaccino contro l’influenza A è prodotto nello stesso modo dei vaccini stagionali, con la stessa tecnologia e le stesse modalità messe a punto nel 1999; quella che viene cambiata di volta in volta è la composizione dell’antigene, cioè il virus da combattere. Ogni anno poi facciamo una quota aggiuntiva di indagini ed ogni evento avverso che dovesse verificarsi viene studiato di volta in volta, ma per il momento non si vede perché tale vaccino dovrebbe avere effetti diversi da quelli già noti (lieve rialzo febbrile nell’1% dei casi, dolore e arrossamento nel punto di inoculo nel 10% dei casi).

  • Sono state definite le categorie di chi verrà vaccinato x primo? I tempi e le modalità di vaccinazione saranno gestiti dalle singole ASL. Di certo, dal momento in cui il vaccino sarà disponibile, le prime categorie ad essere vaccinate saranno senz’altro gli operatori sanitari, gli operatori dei servizi essenziali e i soggetti a rischio tra i 2 e i 65 anni. E le donne in gravidanza? Per le donne in gravidanza si aspetta l’esito di alcuni studi specifici ed in base ai risultati si deciderà se e con quali modalità vaccinare anche le donne in attesa.

NORME DI PREVENZIONE PER I NOSTRI BAMBINI

  • Per limitare la diffusione del virus da soggetto a soggetto, è necessario pulirsi le mani con prodotti specifici? Il comune sapone va benissimo, basta strofinare le mani per una decina di secondi e poi risciacquarle bene; in alternativa, vanno bene le salviettine umidificate (anche di quelle che si usano per il cambio del pannolino del bebé), perché è la rimozione meccanica dello sporco depositato sulle mani che rende la pulizia davvero efficace. Per quanto riguarda i disinfettanti in gel o spray, venduti anche al supermercato, sono senz’altro utili e possono essere usati tranquillamente anche dai bambini, ma quando è possibile, tanto vale lavarsi con acqua e sapone.

  • Servono le disinfezioni delle scuole? Il virus sopravvive sugli oggetti toccati da una persona infetta al massimo 10-15 minuti, quindi quando viene fatta la disinfezione degli ambienti ormai il virus non c’è più. La regola più importante di prevenzione è lavarsi le mani dopo aver soffiato il naso o aver coperto la bocca per uno starnuto, e in ogni caso prima di mangiare. Come deve regolarsi un genitore se il bambino ha febbre? Deve avere lo stesso approccio che avrebbe con una normale influenza: tenerlo a casa (il soggetto influenzato è , somministrargli il paracetamolo se la febbre sale ed eventualmente sentire il pediatra se la febbre non passa o se il bambino manifesta difficoltà respiratorie. Ma nella maggioranza dei casi, è un’influenza che si gestisce tranquillamente a casa, senza bisogno di antivirali o di medicinali particolari. Da evitare gli antibiotici, inefficaci contro i virus e necessari solo se il medico rileva una sovrinfezione batterica. Ma non vanno mai presi di propria iniziativa

  • Come si diffonde il virus? I tempi di incubazione dell’infezione vanno da 1 a 7 giorni, ma più spesso da 1 a 4. Un soggetto influenzato è da considerarsi infettante da un giorno prima della comparsa dei sintomi a 7 giorni dopo l’inizio. I bambini possono essere infetti anche per 10 giorni. I virus dell’influenza si diffondono direttamente da persona a persona, espulsi nell’aerosol di saliva con i colpi di tosse e gli sternuti degli infetti. A volte ci si può infettare toccando oggetti o superfici (maniglie, ripiani, ecc) infette, e poi portandosi le dita agli occhi, al naso o alla bocca.

  • Quando preoccuparsi? Nei bambini la respirazione accelerata o difficoltà a respirare, colore della pelle bluastro o grigiastro, difficoltà a bere liquidi, vomito grave e persistente, difficoltà a svegliarsi e a interagire, irritabilità tanto da non voler essere tenuto in braccio, peggioramento di febbre e tosse dopo un breve miglioramento. Negli adulti difficoltà a respirare o fiato corto, dolore o senso di oppressione a petto e addome, improvviso giramento di testa, confusione, vomito grave e persistente, peggioramento di febbre e tosse dopo un breve miglioramento. "In questi casi non si va in ospedale, ma si chiama il medico di famiglia - dice Pregliasco. "Andare in pronto soccorso significa solo trasmettere questa malattia agli altri pazienti in attesa. Sarà il medico di famiglia a predisporre il percorso terapeutico migliore".

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