Salute

Influenza A, mamme e papà tenete l'ansia sotto controllo

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15 Settembre 2009
L’appello arriva da dai pediatri lombardi che hanno preparato un vademecum da affiggere in tutti gli ambulatori della Lombardia. Se il bambino ha un po' di febbre non andate subito al pronto soccorso. Se dopo tre giorni non passa, contattate il vostro medico.
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I pediatri lombardi hanno preparato una sorta di piccola guida per i genitori che sarà affissa negli ambulatori: “Se il bambino ha un po’ di febbre non andate subito a intasare il pronto soccorso – dice il presidente regionale della federazione medici pediatri Rinaldo Missaglia al Giornale -. Non sarà una malattia diversa dalle solite. Febbre, tosse, mal di gola, i genitori sono abituati ad affrontare questi sintomi”.

E allora quando bisogna preoccuparsi? “Quando al terzo giorno di antipiretici la febbre non cala - risponde Missaglia - e soprattutto quando si notano cambiamenti nelle condizioni generali del bambino: iperattività o depressione, bravissime le mamme a percepire questi segnali. Ma sintomi da tenere d’occhio sono anche la difficoltà respiratoria e il dolore, un mal d’orecchi o un forte mal di testa. A questo punto contattare subito il proprio medico”.

“I medici di base – spiega Missaglia - saranno dotati del Self-help diagnostico ambulatoriale, un esame che prevede il prelievo di una goccia di sangue e la conta al microscopio del globuli bianchi. Già da questo primo screening si potrà stabilire se l’influenza del bimbo è di origine virale o batterica”.

Missaglia precisa: “Non è il test per il virus N1H1, ma comunque uno strumento per escludere che si tratti della influenza A”. Una raccomandazione su tutte: “Non dare antibiotici prima di aver ricevuto il parere positivo del medico. Gli antibiotici potrebbero avere controindicazioni e anche inquinare il quadro dei sintomi e dunque impedire una diagnosi tempestiva”.

Per tutti valgano le regole affisse nei prossimi giorni negli ambulatori: “Evitare stretto contatto con persone ammalate, evitare luoghi molto affollati come i centri commerciali, lavarsi frequentemente le mani, aerare regolarmente le stanze dove si soggiorna, evitare di toccare naso, bocca occhi con mani non pulite, gettare i fazzoletti ad ogni uso”.