Salute

Influenza suina, precauzioni per i bimbi

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12 Maggio 2009
Ogni giorno ne parlano tutti i telegiornali, aggiornandoci doviziosamente sul numero di persone infettate nelle varie parti del mondo o sui nuovi casi sospetti in Italia. Ma è davvero allarme o si tratta di una ‘bolla’ ingigantita dai mass media? Ecco quel che c’è da sapere sul virus A(H1N1).
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  • Che cos’è? La nuova influenza A(H1N1) è un’infezione virale acuta dell’apparato respiratorio, che dà sintomi fondamentalmente simili a quelli classici dell’influenza: febbre superiore a 38° ad esordio rapido, raffreddore, tosse, sonnolenza, mancanza d’appetito. Come per l’influenza classica, potrebbe dare origine a complicazioni gravi, quali la polmonite.

Si tratta di un virus di derivazione suina ed infatti i primi casi sono stati legati a contatti ravvicinati tra maiali e uomo; in seguito, però, il virus si è adattato all’uomo ed è diventato trasmissibile da persona a persona.

  • Come si trasmette? Come per la classica influenza stagionale, la trasmissione da uomo a uomo può avvenire per via aerea, attraverso le goccioline di saliva di chi tossisce o starnutisce, oppure per via indiretta, attraverso il contatto con le mani contaminate dalla saliva.

Il virus invece non ci trasmette consumando carne suina: la cottura a 70-80° (anche all’interno), così come la stagionatura, sono sufficienti ad uccidere il virus.

  • C’è davvero un allarme pandemia? “Una cosa è certa” sottolinea il Prof. Gian Vincenzo Zuccotti, Direttore Clinica Pediatrica Università di Milano - AO Luigi Sacco: “sono anni che non si verifica una nuova pandemia e le statistiche ci dicono che episodicamente se ne presenta una. Se questa sarà o no una pandemia è prematuro dirlo; sicuramente il virus partito dal Messico è stato qualcosa di nuovo, ma forse è stato troppo enfatizzato.

Inizialmente si temeva un numero importante di persone ammalate, in realtà i decessi sono stati veramente pochi e bisogna ancora capire in quale tipologia di soggetti si sono verificati, se ad esempio si trattava di pazienti dal sistema immunitario particolarmente fragile o che vivevano in condizioni igieniche precarie. Insomma, in base a quel che si è visto finora non possiamo parlare di un’infezione particolarmente severa né di una pandemia”.

  • La situazione in Italia. Ad oggi i casi di influenza suina accertati in Italia sono solamente nove, ma si è trattato solo di persone provenienti dal Messico e dagli Stati Uniti. I pochi casi si sono risolti il più delle volte senza ospedalizzazione e senza neanche dover ricorrere ai farmaci antivirali, poiché i pazienti sono guariti spontaneamente.

  • I bambini rischiano di più? “Certamente i bambini sono una categoria più fragile dal momento che il loro sistema immunitario è ancora immaturo” mette in evidenza il prof. Zuccotti, “inoltre frequentando asili e scuole sono facilmente esposti al contagio. Ma questo non significa che se un bambino torna a casa con la febbre si deve pensare al virus A(H1N1): ha senso sospettare un’influenza suina solo nell’ipotesi remota che il bambino sia venuto a contatto negli ultimi 7 giorni con una persona già contagiata o sospettata di essere stata contagiata”.

  • Una diffusione maggiore in autunno? I virus di tipo influenzale in genere hanno origine in estate, ma il periodo critico della loro diffusione è sempre l’autunno. Perché? “Perché in autunno si vive in promiscuità in ambienti chiusi, spesso affollati, che fanno aumentare le occasioni di passaggio delle infezioni da una persona all’altra” risponde il prof. Zuccotti. “A questo si aggiunge il freddo, che abbassa le difese immunitarie, soprattutto le difese mucosali: il freddo rallenta infatti l’attività ciliare e la produzione di muco, e questo favorisce l’attecchimento dell’infezione stessa.

Nel caso dell’influenza suina però la situazione è diversa: l’infezione è sorta in primavera, quindi precede di qualche mese l’arrivo solito dei virus, ma questo ci dà tutto il tempo per prepararci ad affrontarlo con gli strumenti giusti”.

  • Strumenti di difesa molto più efficaci “Rispetto al passato, oggi abbiamo la possibilità di difenderci molto meglio da eventuali pandemie” prosegue il prof. Zuccotti, “e questo ci consente di guardare con molta più tranquillità anche ad una possibile diffusione del virus:

- innanzitutto, abbiamo strumenti all’avanguardia che ci hanno permesso in poco tempo di conoscere la natura del nuovo virus;

- ancora, al giorno d’oggi siamo in grado di mettere in produzione un vaccino in tempi molto più rapidi: i vaccini contro l’A(H1N1) sono già allo studio e in autunno dovrebbero essere già pronti.

- terzo elemento, per curare un’eventuale infezione, abbiamo già disponibili più di un tipo di antivirali che in passato non esistevano. Presso il Ministero della Salute, sono stoccati circa quaranta milioni di dosi di farmaci antivirali, acquistati in occasione della SARS e dell’influenza aviaria e che fortunatamente non c’è mai stato bisogno di utilizzare. Per la maggior parte, si tratta di dosi in polvere, ancora da incapsulare, ma questo costituisce un vantaggio, perchè la polvere ha una durata decisamente superiore rispetto ai farmaci già incapsulati.

- infine, in caso di complicanze batteriche legate all’infezione virale (tipo la polmonite), oggi ci sono a disposizione numerosi antibiotici di efficacia elevata.

In conclusione, se anche l’influenza messicana dovesse diventare una pandemia, abbiamo tutti gli strumenti per evitare le tragedie che si sono verificate in passato.”

  • Come regolarsi se, in vista dell’estate, si è programmata una vacanza in Messico? Rispetto ad un mese fa, anche in Messico la situazione è molto più tranquilla: è vero che in molti luoghi si continuano a distribuire mascherine, ma le scuole stanno riaprendo e tutto lascia pensare che la contagiosità sia in fase di contenimento. Pur tuttavia, non sappiamo quel che succederà nei prossimi mesi, pertanto, se si ha intenzione di recarsi in Messico, specie se si portano bambini, è buona regola prendere prima tutte le informazioni del caso.

Dove prendere le informazioni

Dal 28 aprile il Ministero della Salute ha attivato un call center in grado di fornire tutte le informazioni sulla nuova influenza, al quale rispondono medici e operatori del Ministero, appositamente formati. Il numero è 1500, è gratuito ed è attivo tutti i giorni dalle ore 8 alle ore 20. In più, sul sito www.ministerosalute.it. vengono pubblicati costantemente aggiornamenti sulla situazione dell’influenza. Altri canali di informazione sono gli Uffici Vaccinali per viaggi internazionali, abbastanza diffusi in tutta Italia, o i Centri Vaccinali dell’ASL.