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Istat: diminuiscono le nascite in Italia

di Luisa Perego - 17.03.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Un nuovo record negativo per le nascite in Italia. Secondo l'ultimo report dell'Istat la natalità non è mai stata così bassa

Stando ai dati del rapporto "Dinamica demografica 2021" dell'Istat, i nuovi nati nel 2021 sono stati appena 399.431, in diminuzione dell'1,3% rispetto al 2020 e quasi del 31% a confronto con il 2008. Meno di 400mila nati in un anno: un nuovo record negativo delle nascite dall'Unità d'Italia.

In oltre 160 anni di storia, infatti, nel nostro paese la natalità non è mai stata così bassa come nel 2021.

La pandemia ha influito sulle nascite in Italia?

Le nascite in Italia sono in calo da ormai molti anni, e la pandemia sembra aver dato un'ulteriore stangata alla natalità. I primi effetti sulle nascite riferibili ai concepimenti di marzo e aprile 2020 (il periodo del primo lockdown) possono essere osservati a partire dagli ultimi due mesi del 2020, in particolare a dicembre è stato registrato un calo del 10,7%.

L'andamento delle nascite nel corso del 2021 consente di avere un quadro più dettagliato delle conseguenze che l'epidemia ha avuto sull'andamento delle nascite.

A gennaio si è registrato un calo del 13,4% delle nascite in Italia, percentuale che arriva al 15% se si prende in considerazione solo il sud Italia. La diminuzione delle nascite continua anche a febbraio e secondo l'Istat la colpa sarebbe dalla pandemia che ha spinto molte coppie, soprattutto quelle più giovani, a posticipare il concepimento.

L'illusoria impressione di superamento dell'emergenza percepita a maggio 2020, precisa ancora l'Istat, può aver determinato l'aumento dei nati a marzo 2021, mese in cui si osserva una lieve inversione di tendenza (+4,7%) rispetto allo stesso mese dell'anno precedente; si tratta dei nati concepiti durante l'inizio della fase di transizione tra le due ondate epidemiche del 2020.

Il trend rimane ancora debolmente positivo ad aprile (+1,3% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente), per poi tornare negativo soprattutto nei mesi di giugno e luglio (rispettivamente -5,7% e -5,5%)

Fortunatamente, a partire dal mese di agosto, il trend negativo inizia a essere meno marcato, fino a invertire decisamente segno nei mesi di novembre e dicembre in cui si registrano aumenti consistenti di nati rispetto agli stessi mesi del 2020 (rispettivamente +6,8% e +13,5%). La ripresa nei mesi di novembre e dicembre 2021 riguarda soprattutto le nascite da donne di 35 anni o più.

La pandemia ha quindi sicuramente influito sul calo delle nascite, ma secondo l'Istat la bassa natalità si verifica principalmente per due fattori: le donne italiane in età riproduttiva sono sempre meno numerose e mostrano una minore propensione ad avere figli.

Diminuisce il numero di figli per donna

Stando a quanto riporta il report dell'Istat "Natalità e fecondità della popolazione residente", riferito all'anno 2020, il numero di figli per donna scende a 1,24 per le residenti in Italia. Negli anni 2008-2010, il numero di figli per donna era 1,44.

Questa cifra si abbassa ulteriormente, fino a 1,17 se prendiamo in considerazione le sole donne con cittadinanza italiana, il dato più basso di sempre. Senza contare poi che nel 2020 si è ridotto anche il contributo alla natalità dato dai cittadini stranieri.

Osservando le generazioni si ha una diminuzione continua di numero medio di figli per donna. Negli anni Venti era di 2,5 e 2 nell'immediato secondo dopoguerra. 

I figli, inoltre, si fanno più tardi e si diventa madri in media a 31,4 anni. Questo perché negli ultimi anni, sempre più donne decidono di aspettare di essersi stabilizzate nel mondo del lavoro e di aver migliorato il proprio reddito, prima di affrontare i rischi e i costi del primo figlio o di un figlio in più.

Aumentano le donne senza figli

In continuo aumento è invece la quota di donne senza figli: quasi 1 su 4. Al nord e nel centro-Italia, in particolare, le donne partoriscono principalmente un solo figlio, a differenza del sud dove invece molto donne hanno due o più figli.

Secondo l'ultima indagine Istat "Famiglie, soggetti sociali e ciclo di vita" sono in aumento anche le donne childfree, ossia le donne che decidono consapevolmente di non avere figli. Infatti, negli ultimi anni sempre più donne manifestano il desiderio di non volere figli, tra incertezza del futuro e desiderio di libertà e di autonomia. In mezzo al 45,4% di donne in età fertile senza figli, l'Istat segnala il 17,4% di childfree.

Sono soprattutto le donne con una laurea a non volere figli e a non prevedere di diventare madri nel loro progetto di vita. D'altro canto, è evidente che la pandemia ha aggravato una situazione di per sé già molto delicata, generando ulteriore incertezza sul futuro, contribuendo ad una maggiore percezione della crisi e spaventando le coppie riguardo la possibilità di mantenere un figlio o di farlo crescere in una situazione compromessa.  

Revisionato da Francesca De Ruvo

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