Home Famiglia Costume

Che cos’è lo ius scholae per i minori stranieri e quando verrà applicato in Italia

di Elena Berti - 04.04.2022 - Scrivici

ius-scholae
Fonte: Shutterstock
Ius scholae: che cos'è il diritto alla cittadinanza per motivi scolastici e quando entrerà in vigore in Italia, chi ne avrà diritto e come chiederlo

Ius scholae: coś’è e quando sarà in vigore

In questi giorni difficili, in cui la guerra in Ucraina ci rimanda immagini di profughi che lasciano il proprio paese bombardato alla ricerca di luoghi sicuri e in cui in decine di migliaia stanno arrivando in Italia per trovare riparo, torna alla ribalta un tema molto discusso nella politica italiana, quello dei diritti dei minori che crescono sul nostro territorio nazionale. Al Parlamento si discute una legge sullo ius scholae, vediamo cos'è, chi ne avrà diritto e se e quando entrerà in vigore la legge. 

In questo articolo

Che cos’è lo ius scholae

Per ius scholae si intende il diritto a prendere la cittadinanza di un paese in cui si studia. Ovviamente si tratta di una definizione molto semplicistica, ma appunto ius sta per diritto, per cui una legge sullo Ius scholae ha l'obiettivo di riconoscere il diritto alla cittadinanza del paese in cui il bambino o la bambina si trova perché lì studia regolarmente. È diverso infatti dallo ius soli e dallo ius sanguinis.

Non tutti i paesi riconoscono lo ius soli: si tratta infatti del diritto di cittadinanza per nascita. Accade per esempio negli Stati Uniti, dove basta nascere sul territorio statunitense per avere, in automatico, la cittadinanza. In Italia lo ius soli è stato a lungo, e in parte ancora è, in discussione, proprio per l'alto numero di stranieri residenti regolarmente nel paese. Per ora però non sembra un'ipotesi che verrà presa in considerazione. In ogni caso, l'Italia non è l'unico paese a non applicare questo diritto, mentre in alcuni stati europei viene applicato in maniera mitigata, per esempio per quei bambini che nascono da genitori stranieri nel paese e poi ci vivono regolarmente per alcuni anni. 

Lo ius sanguinis

Lo ius sanguinis è invece il diritto alla cittadinanza per eccellenza, per cui il minore prende la cittadinanza dei genitori, anche qualora fossero più di una.

Per esempio, un bambino nato in Italia da genitori con passaporto marocchino sarà automaticamente marocchino, mentre nel caso di un genitore marocchino e l'altro italiano avrebbe entrambe le cittadinanze, a prescindere dal luogo di nascita. 

La legge sullo ius scholae in Italia

Ma a che punto siamo con la legge sullo ius scholae in Italia? Una proposta di legge è arrivata in Parlamento a inizio marzo 2022 grazie all'iniziativa di un deputato 5 stelle, Giuseppe Brescia, ed è stata presentata alla Commissione Affari Costituzionali della Camera, di cui Brescia è presidente. Adesso si tratterà di iniziare la discussione in Parlamento, di proporre e votare eventuali emendamenti (cioè modifiche) e infine arrivare a un testo di legge definitivo che possa essere votato entro la fine della legislatura, che terminerà nel marzo 2023. 

Cosa prevede la proposta di legge sullo ius scholae

Secondo il disegno di legge, per ottenere la cittadinanza italiana tramite ius scholae il minore deve essere arrivato sul territorio italiano prima dei 12 anni, e aver frequentato regolarmente per almeno cinque anni la scuola, oppure diversi percorsi di formazione, anche professionali. Deve risiedere in maniera regolare in Italia, e anche i suoi genitori devono essere residenti. Al termine dei cinque anni, ed entro la maggiore età, il minore può fare richiesta della cittadinanza. Una volta compiuti i 18 anni, ed entro due anni, si può decidere se rinunciare alla cittadinanza a favore di quella o di quelle già in possesso. 

Per adesso la proposta di legge ha incontrato assenso tra i diversi partiti, sia del Movimento 5 stelle che della sinistra e di Forza Italia. Contrari invece la Lega e Fratelli d'Italia. 

Cosa cambia con lo ius scholae

Ma serve davvero una legge che introduca lo ius scholae in Italia? Il diritto alla cittadinanza è un tema molto discusso in Italia e che apre fratture anche profonde sia tra i partiti che tra i cittadini.

Di fatto, un bambino con passaporto extra UE non ha gli stessi diritti dei bambini con passaporto italiano o dell'Unione Europea, e questo lede i suoi diritti principali. Anche se nato e sempre vissuto in Italia, per esempio, si vede chiuse le porte a concorsi, posti di lavoro e molto altro ancora. Eppure un bambino che nasce in Italia e vive in Italia da sempre, che studia nelle scuole italiane, è a tutti gli effetti un bambino italiano, e si spera che presto questo venga riconosciuto. 

Aggiornato il 01.04.2022

TAG:

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli