Classifica Save the Children 2014

La Finlandia è il Paese migliore per mamme e bambini, l'Italia sale all'11° posto

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07 Maggio 2014
Secondo Save the Children, Finlandia, Norvegia e Svezia sono i Paesi dove le mamme vivono meglio. I peggiori sono Somalia e altri Paesi dell'Africa Sub-sahariana. L'Italia sale all'11° posto. Maglia nera anche a Siria e Filippine
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La Finlandia è il Paese con le condizioni di vita migliori per le mamme e i bambini. A seguire altri Paesi del Nord Europa: Norvegia, Svezia, Islanda, Paesi Bassi, Danimarca. I Paesi dove si sta peggio sono tutti dell'Africa subsahariana: Somalia (ultimo posto in classifica), poi risalendo Repubblica Democratica del Congo (RDC), a pari merito Niger e Mali, poi Guinea Bissau, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Nigeria,Ciad, Costa d’Avorio.

Buon posizionamento per l'Italia che sale all'11° posto dopo i Paesi del Nord Europa e la Spagna, sia per il basso tasso di mortalità materna e infantile, sia per la maggiore partecipazione delle donne in politica.

Questo è quanto emerge dalla classifica del 2014, redatta dall'organizzazione umanitaria Save the Children, sullo stato di salute delle madri nel mondo. I fattori su cui si basa la classifica: salute della mamma e rischio di morte per parto, benessere dei bambini e tasso di mortalità entro i 5 anni, istruzione, condizioni economiche e Pil pro capite, partecipazione politica delle donne al governo.

In Finlandia, Norvegia e Svezia sono ai massimi livelli sia lo stato di salute delle donne e dei bambini, sia il loro livello di istruzione, le condizioni economiche, la partecipazione alla vita politica e al mondo del lavoro. Subito sotto il podio c’è l’Islanda, poi Paesi Bassi, Danimarca, Spagna, Germania, Australia e Belgio. All'undicesimo posto, in salita, di sei posizioni l'Italia.

In Svezia 1 donna su 14.100 rischia di perdere la vita per cause legate alla gravidanza o al parto, in Ciad rischia 1 su 15.

In Sierra Leone 1 bambino su 5 rischia di morire prima dei 5 anni, mentre in Islanda corre questo rischio 1 su 435. (rapporto Save the children)

L'Italia sale in classifica nonostante il calo del reddito pro capite

L'Italia ha fatto un grande passo avanti: dal 17° posto dell'anno scorso è passata all'11°. Questo cambiamento è dovuto all'aumento della presenza delle donne al governo (passato dal 20,6% al 30,6%). Inoltre molto basso il tasso di mortalità per cause legate alla gravidanza e al parto, oltre a quello infantile: in particolare, il tasso di mortalità per cause legate a gravidanze e parto è di 1 ogni 20.300, quello di mortalità infantile è di 3,8 ogni 1000 nati.

Abbastanza alto è anche il livello di istruzione delle donne: pari a 16,3 anni di formazione scolastica.

Nota dolente: è diminuito il reddito nazionale pro capite, da 35.290 a 33.860 euro.

Problemi anche nei Paesi industrializzati

Nonostante i Paesi industrializzati risultino tra i posti migliori per le mamme, con Europa in testa insieme ad Australia, il rapporto mette in luce anche nuove problematiche legate alla salute delle donne. Infatti in alcuni Paesi sono aumentati i decessi legati alla maternità, per esempio in Svizzera del 23%, in Danimarca del 51%. Come mai in alcuni Paesi industrializzati c'è stato questo aumento? Lo stesso fenomeno si è verificato anche negli Stati Uniti: al 31° posto della classifica e con un aumento di rischio per la salute delle madri salito del 50% dal 2000 a oggi. E' ipotizzabile che tra le cause ci siano problemi di salute come: obesità, diabete, ipertensione, l'età più avanzata delle madri, l'aumento dei parti cesarei, i trattamenti di fecondazione con il conseguente aumento dei parti gemellari (che sono fattori di rischio).

Guerra e catastrofi naturali nemici numero 1 di mamme e bambini. I casi della Siria e delle Filippine

I Paesi in fondo alla classifica di Save the Children sono quelli che stanno vivendo o hanno vissuto recentemente una grave crisi umanitaria a seguito di guerre o catastrofi naturali. Tra le 28 nazioni che negli anni hanno raggiunto le 10 posizioni più basse della classifica, infatti 27 sono paesi in conflitto o post conflitto e 18 di esse sono state bersaglio di calamità naturali.

Un esempio drammatico è la Siria: prima della guerra la mortalità infantile prima dei 5 anni era di 15 ogni mille nati. Il Paese stava raggiungendo l'obiettivo dell'abbattimento della mortalità infantile e del miglioramento della salute materna. Oggi la situazione è drasticamente peggiorata: si stima che conflitto in corso sta causando in media la morte di 1000 donne e bambini al mese e migliaia i morti per la fame e la mancanza di cure mediche.

"Tra l'altro i bambini non hanno accesso alle vaccinazioni e si stanno diffondendo di nuovo, per la prima volta nell’ultimo decennio, la polio e il morbillo" affermato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia

Anche le catastrofi naturali incidono sulla salute e il benessere di madri e figli. Per esempio nelle Filippine le condizioni di vita per le madri e i bambini stavano migliorando, anche grazie ad una importante riforma avviata dal 2010 per fornire un copertura sanitaria a tutti. Ma negli ultimi tre anni il Paese è stato colpito da tre grandi tifoni che hanno messo in discussione questi fondamentali obiettivi.

Leggi tutto il Rapporto di Save the children

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