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Dal binario 21 al Senato, la storia di Liliana Segre

di Nostrofiglio Redazione - 26.01.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
A 13 anni vittima della persecuzione nazifascista, oggi senatrice a vita della Repubblica Italiana, ecco la storia di Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz

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Liliana Segre, la storia

Dal Binario 21 della Stazione Centrale di Milano, il 30 gennaio del 1944, Liliana Segre fu deportata al campo di Sterminio di Auschwitz perchè ebrea, insieme a più di seicento persone tra cui suo padre che non rivide mai più. Liliana, oggi senatrice a vita della Repubblica Italiana, ha 93 anni e ha vissuto il dramma della deportazione. E' una delle sopravvissute alle vittime dell'Olocausto insieme ad altri 24 bambini. E' una testimone degli orrori dell'Olocausto. 

Aveva tredici anni quando fu caricata su un vagone merci nei sotterranei della Stazione Centrale di Milano per essere deportata al campo di concentramento di Birkenau-Auschwitz. Da quel luogo buio, pieno di urla e paura partirono tanti convogli verso i campi di concentramento tra il 1943 e il 1945 e pochissimi fecero ritorno. Lei fu liberata a Malchow, il 30 aprile 1945. Delle 605 persone del suo trasporto, solo 20 fecero ritorno. 

Al campo di concentramento fu costretta ai lavori forzati in una fabbrica di munizioni ed essendo una prigioniera non aveva più un nome che la identificasse ma un numero. 

"Noi sopravvissuti siamo soprattutto il nostro numero. Prima del mio nome viene il mio numero: 75190. Perché non è tatuato sulla pelle, è impresso dentro di noi, vergogna per chi lo ha fatto, onore per chi lo porta non avendo mai fatto niente per prevaricare; essendo vivo per caso, come lo sono io" 

(Testimonianza di Liliana Segre, Conservatorio G. Verdi di Milano, Giorno della memoria 2010)

Ma facciamo un passo indietro.

La voce Memoria apparsa nella X Appendice dell’Enciclopedia Italiana, edita da Treccani nel 2020

Alla vigilia del Giorno della memoria Treccani.it ha pubblicato online la voce Memoria apparsa nella X Appendice dell'Enciclopedia Italiana, edita da Treccani nel 2020. Una voce scritta da Liliana Segre e nella quale spiega che l'unicità della Shoah rende ancora più necessaria la testimonianza dei sopravvissuti e la necessità di un sistema integrato della memoria fatto di scuola, università, formazione, centri di ricerca, mezzi di comunicazione, famiglie, società nel suo insieme'.

"Si può dire che specialmente in tempi come i nostri, a fronte di un'opinione pubblica tanto estesa quanto sfuggente, oggetto di flussi di informazioni spesso incontrollabili e per i più inverificabili, un sistema della memoria aperto e condiviso può costituire un decisivo fattore di crescita culturale e morale, elemento irrinunciabile di una coscienza civile quanto più possibile avvertita, informata, democratica" conclude la Segre.

 

L'infanzia, le leggi razziali e i tentativi di fuga

Liliana nasce a Milano nel 1930 e rimane orfana di madre ad un anno. Vive con il papà Alberto e i nonni paterni. Nel 1938, all'età di 8 anni è costretta ad abbandonare le scuole elementari per via dell'introduzione delle leggi razziali che diedero inizio alla discriminazione degli ebrei nella società con l'espulsione dei bambini dalle scuole ai licenziamenti nella pubblica amministrazione, alla pesante limitazione dei loro diritti.

«Mi restò per anni la sensazione di essere stata cacciata per aver commesso qualcosa di terribile, che in seguito tradussi dentro di me come "la colpa di essere nata"; perché altre colpe certo non ne avevo: ero una ragazzina come tutte le altre».

Nel 1943, più volte Liliana ha tentato la fuga. La prima volta, il papà la costrinse ad andare con il signor Pozzi, un fornitore della ditta tessile del padre di Liliana che si offrì di aiutarli e decise di mettere in salvo Liliana. Ma poi, quando i controlli divennero più stretti, un'altra fuga, presso un'altra famiglia a casa di Paolo Civelli, un amico fraterno del papà. Li vi rimase un mesetto.

Poi la decisione di papà Alberto di fuggire in Svizzera. Un tentativo vano perchè furono arrestati a Selvetta di Viggiù e poi trasferiti nel carcere di Varese, poi al carcere di Como e infine al San Vittore di Milano, dove vi rimase per 40 giorni

La deportazione, la liberazione, la sua testimonianza

Nel 1944 l'incubo della deportazione. Liliana inizia il suo viaggio verso una crudeltà senza eguali. Perde suo padre, nel giorno stesso dell'arrivo al campo e vive per un anno e mezzo la paura e le atrocità del nazismo. 

Dopo un anno e mezzo trascorso al Campo di concentramento di Birkenau-Auschwitz, insieme ad altre 700 donne, fu liberata dai Russi nel 1945. Tornò in Italia, a Milano ed è fra i 25 sopravvissuti di età inferiore ai 14 anni.

Dopo diversi anni di silenzio, nel 1990 ha cominciato a divulgare l'eperienza vissuta per evitare che l'indifferenza per i fatti accaduti possano essere peggio delle violenze subite. Ha scritto libri, ha ricevuto diverse onoreficenze e riconoscimenti, continua a ricordare e condividere quelle orribili pagine di storia.  

Nel gennaio del 2018 è stata nominata Senatrice a vita e nel 2021 l'Università di Pisa le conferisce la laurea magistrale honoris causa in "Scienze per la pace".

  • "L'indifferenza è più colpevole della violenza stessa"
    Liliana Segre
  • "La memoria è l'unico vaccino contro l'indifferenza"
    Liliana Segre
  • "Per un attimo vidi una pistola a terra, pensai di raccoglierla. Ma non lo feci. Capii che io non ero come il mio assassino. Da allora sono diventata donna libera e di pace".
    Liliana Segre
  • "Ad Auschwitz non scegliemmo di attaccarci ai fili elettrificati per scegliere la morte, che sarebbe arrivata in un secondo. Noi scegliemmo la vita, parola importantissima che non va sprecata e non va mai dimenticata nemmeno un minuto. Non bisogna perdere neanche un minuto di questa straordinaria emozione che è la vita. Perché nel tic-tac, che è il tempo che scorre, il tic è già tac".
    Liliana Segre

Interviste di Liliana Segre

Abbiamo raccolto le più recenti interviste video rilasciate da Liliana Segre.

Liliana Segre a Che tempo che fa (ottobre 2023)

Liliana Segre a Tv2000 (2018)

Fonti:

https://www.treccani.it/enciclopedia/liliana-segre

http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/liliana-segre

https://biografieonline.it/biografia-liliana-segre

https://www.focusjunior.it

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