Stanchezza

L'importanza del pisolino: come imparare a farlo in 10 mosse

pisolino
23 Agosto 2017
Quello perfetto dura 10, nel primo pomeriggio. E' vero, non tutti se lo possono permettere con la vita frenetica che ci incalza, ma le occasioni per ritagliarselo sono diverse. Fa bene a chi è incinta, a chi ha un bimbo che sta facendo il sonnellino pomeridiano, a chi lavora, magari staccando da tutto e da tutti anche per solo 10 minuti. Anche a chi deve studiare. Insomma, a tutti. Ecco le regole per imparare a fare il sonnellino e trarne giovamento.
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Per allentare un po' stanchezza e stress, per approfittare del bimbo che fa il sonnellino dopo una mattinata di giochi e corse, per rilassarsi in gravidanza, quando il pancione non fa più trovare una posizione comoda per dormire, per chi soffre spesso di mal di testa, per immagazzinare tantissime nozioni in poco tempo, per esempio per gli studenti. Per questi e per tanti altri motivi, il sonnellino è un vero toccasana!

Basta poco: 10, 20, non più di 30 minuti, per avere molti benefici.

Dopo averlo fatto, la mente torna limpida e rigenerata. Ed è stato il segreto di Churchill, lo è dei medici di guardia e degli uomini di stato. Anche degli abitanti di alcuni paesi, come i giapponesi e i cinesi.

 

Per lasciarsi ritemprare dal pisolino e imparare a farlo nel modo più giusto, abbiamo raccolto i consigli del libro "Il libro dei pisolini", di Thierry De Greslan & Megali Sallansonnet-Froment, pubblicato da Armenia.

 

Il pisolino a seconda dell'età


Nel neonato è polifasico (alternanza sonno e veglia ogni 3-4 ore circa). Tra i 4 e i 5 anni e più aleatorio. Più i bimbi crescono, meno lo accettano. Adolescenti ed adulti sono i meno avvezzi al pisolino. Torna invece presente tra gli anziani, con una frequenza stimata tra il 60 e il 68%.

Imparare a fare il pisolino in 10 mosse

 

Imparare a fare il pisolino si può. Per qualcuno sarà più facile, per altri un po' meno. Il segreto è non arrendersi. L'importante è sapere che il sonnellino ottimale dura circa 10 minuti e quello nel primo pomeriggio fornisce i maggiori benefici.

N.B.: il pisolino lungo (da 30 a 60 minuti) è quello che permette di recuperare una notte in bianco o il debito di sonno di una settimana. Ma può essere deleterio per la forma fisica, l'umore e le prestazioni nelle ore successive.

 

1 - Sperimentate e capite che cosa non va

Pensate a quando avete provato a fare il pisolino e a che cosa non andava. Ambiente non adatto? Troppo rumore? Cambiate qualcosa e isolatevi per 20-30 minuti. I cinesi per esempio per trovare il tempo del pisolino, accorciano la durata del pranzo!

 

2 - Non pensate che sia una perdita di tempo

No, non è una perdita di tempo. Il pisolino aiuterà la vostra resa pomeridiana e vi farà stare meglio. Se non lo avete mai fatto prima, potete approfittare delle vacanze e dei weekend per allenarvi. Provateci per un mese e vedrete i risultati. E' più facile che meditare.

 

3 - Fatevi guidare dal corpo

Avete deciso se volete fare un pisolino da 10, 20 o 30 minuti? Ecco, ora sarà il vostro corpo a indicarvi la posizione giusta. Proprio come già ci guida la notte.

 

4 - Allenatevi

Avete fallito? Non è un problema. Riprovateci. Anche se non avete avuto la percezione di un sonno ristoratore, comunque avete riposato. Non dovete dormire profondamente, ma entrare in un sonno leggero.

 

5 - Sì, siete in grado di farlo

Il sonnellino non è per scansafatiche e per pigri. E' solo un modo per adattarsi al nostro mondo sempre più frenetico. Il cervello ha bisogno di pause. Bastano davvero anche solo 10 minuti...

 

E ora che vi siete messi in testa che lo potete fare, ecco i consigli pratici per metterlo in atto.

 

6 - Adattate l'ambiente

Scegliete sempre lo stesso luogo. Il più adatto a voi. Tranquillo, ma non silenzioso. State comodi e scegliete un posto dove pensate non verrete disturbati per 20-30 minuti. Sul divano con il bimbo che dorme in cameretta? Su una panchina al parco nella pausa pranzo? A braccia conserte su una scrivania? Non è necessario stare al buio, ma è meglio se non c'è troppa luce.

 

7 - Mettetevi a vostro agio

Non serve mettersi il pigiama, l'importante è che stiate comodi. E se non siete in casa potete usare una fascia per coprire gli occhi o anche delle cuffie per ascoltare la musica a volume basso.

 

8 - Non vi sforzate di farlo!

Deve venire da sé. Non sforzatevi. Chiudete gli occhi e rilassatevi. Le palbebre si appesantiscono da sole e il sonno leggero vi porterà lontano dal mondo per un po'. L'importante è svegliarsi entro al massimo 20 minuti, per non entrare in un ciclo completo di sonno che rischia di rendirvi più stanchi per il resto della giornata.

 

9 - Imparate a svegliarvi

Anche questo è da imparare. All'inizio è meglio mettere una sveglia, per non entrare nel sonno profondo. Scegliete però una suoneria piacevole.

L'ideale è imparare poi a svegliarsi da soli. Man mano che acquisirete pratica, lo farete in maniera inconscia.

 

10 - Lavatevi il viso

Una volta svegli, lavatevi il viso con un po' d'acqua. Serve, secondo diversi studi, a riprendere più velocemente le attività intellettuali. Se volete fate un po' di stretching. E concedetevi ancora 1-2 minuti per il risveglio.

 

 

Avete trovato la soluzione a quel problema che vi assillava? Vi è venuta all'improvviso l'idea che cercavate. Vi sentite meglio? Ecco, potrebbe essere merito del pisolino da 10 minuti che vi siete appena concessi.

 

Sugli autori del libro

Thierry de Greslan è stato capo del servizio di neurologia dell’Hôpital d’instruction des armées (HIA) di Val-de-Grâce (Parigi) sino alla sua chiusura nel giugno 2016. Da allora, riveste lo stesso ruolo presso l’Hôpital d’instruction des armées di Percy (Clamart). È specializzato in malattie del sonno e, da diversi anni, è consulente nel centro di riferimento della professoressa Arnulf presso l’ospedale di Pitié-Salpêtrière. Egli permette, e anzi raccomanda, di fare un pisolino a chi lavora alle sue dipendenze: c’è una stanza apposita per i sonnellini.

La dottoressa Magali Sallansonnet-Froment, di 40 anni, è una neurologa che, a partire dal 2005, ha lavorato presso l’Hôpital d’instruction des armées (HIA) di Val-de-Grâce (Parigi), poi confluito nel 2016 nell’HIA di Percy (Clamart).