Psicologia

Impara il linguaggio del corpo

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26 Febbraio 2013
Ci sono gesti che possono essere eloquenti più di qualunque parola, più di qualunque discorso. Che possono svelare il non detto e permettere di intravedere quello che chi parla vorrebbe magari mantenere per sé. Conoscere i codici del linguaggio del corpo è un po’ come imparare a leggere nel pensiero altrui.
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Che cosa esprime ...

Il portamento

  • Dritti come fusi, con le braccia parallele e attaccate al corpo: intransigenza, alto senso del dovere, poca elasticità, spirito di sacrificio, affidabilità.

  • Andatura leggermente e piacevolmente sbilenca, caratterizzata da impercettibili movimenti delle spalle e della testa: generosità, tendenza al buon umore, creatività, superficialità, scarso senso pratico, difficoltà a onorare gli impegni presi.

  • Spalle leggermente incurvate, braccia un po’ piegate, mani semichiuse: timidezza, introversione, paura di mettersi in gioco, diffidenza , incapacità di dare il meglio di se stessi.

  • Bacino fermo, gambe che si muovono trasmettendo rigidità (gambe da burattino) in contrapposizione a una significativa mobilità di testa e spalle: alta considerazione di se stessi, temperamento da leader, ottima capacità di giudizio, bisogno di conferme, poca propensione all’affettività.

  • Testa reclinata in avanti, spalle un po’ curve, braccia abbandonate lungo i fianchi: scarsa stima di se stessi, paura di non farcela ad affrontare le situazioni difficili, malinconia, ansia.

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Il modo di tenere i piedi camminando

  • Punte in dentro: impulsività, creatività, energia.

  • Punte in fuori (a formare una V): incapacità di sfruttare le proprie potenzialità, dispendio eccessivo di energia.

  • Punte asimmetriche (una dritta, l’altra in fuori): emotività, sensibilità estrema, buon autocontrollo.

  • Punte dritte e parallele: sicurezza si sé, propensione a raggiungere qualunque obiettivo e il successo.

  • Punte “in fila” (camminare portando un piede davanti all’altro): innata eleganza, buone capacità seduttive, desiderio di sentirsi accolti e protetti.

Il modo di tenere le gambe da seduti

  • Vicine, con un piede portato sul ginocchio della gamba opposta: sicurezza di sé e distacco.

  • Divaricate parallele e non troppo distanti con i talloni sollevati da terra: noia, irritazione, desiderio di andarsene.

  • Aperte e leggermente divergenti: voglia di piacere e grande attrazione nei confronti di chi sta parlando.

  • Accavallate: riservatezza e interesse.

  • Allungate in avanti con pianta del piede verticale: desiderio di imporsi.

  • Allungate in avanti con pianta in appoggio a terra: apprezzamento per l’interlocutore, desiderio di rimanere.

  • Piegate all’indietro: rigidità mentale, desiderio di mantenere le distanze.

  • Oblique rispetto alla sedia o alla poltrona (un ginocchio sfiora la seduta): desiderio di aprirsi all’altro e di intimità con l’interlocutore.

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Il modo di muovere le mani

  • Grattarsi la parte anteriore della testa: aggressività, desiderio di sopraffazione.

  • Passarle nei capelli: desiderio di sedurre.

  • Toccarsi le labbra parlando: poca sincerità.

  • Toccarsi il naso: forte tensione emotiva.

  • Toccarsi la fronte con la mano aperta: tristezza, desiderio di allontanarsi.

  • Attorcigliare una ciocca di capelli: timore, sensazione precarietà.

  • Portarle entrambe davanti alla bocca o al naso: insicurezza.

  • Toccarsi la nuca: disagio interiore, imbarazzo.

  • Toccare gli occhiali: concentrazione, desiderio di prendere tempo.

  • Spostare oggetti posti sul tavolo verso l’interlocutore: noia e disinteresse.

  • Avvicinare oggetti verso di sé: grande interesse e gradimento.

  • Tenerle in tasca: disagio, chiusura.

  • Tenere il palmo della mano aperto e in appoggio: desiderio di imporsi.

  • Giocherellare con la biro o gli occhiali: apertura, interesse, concentrazione.

  • Giocherellare con i bottoni di giacca, camicia, cappotto: massima fiducia verso l’interlocutore, disponibilità.

  • Giocherellare con un anello: forte attrazione fisica nei confronti dell’interlocutore.

  • Giocherellare con la cravatta: desiderio di sedurre.

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