Russia 2018

Mondiali come fare il tifo senza dare cattivi esempi ai bambini

tifo
24 Giugno 2014 | Aggiornato il 20 Giugno 2018
Vedere la partita con i bambini può essere un'occasione educativa: favorisce il sentimento di appartenenza e di convivenza civile. L'importante è che i genitori non mostrino atteggiamenti aggressivi verso gli avversari e ricordino sempre che si tratta di un gioco. Ecco i consigli degli esperti per vivere al meglio le emozioni dei Mondiali.
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Vedere i mondiali in famiglia è un'occasione di svago e festa anche per i bambini. L'importante è che i genitori non si mostrino troppo aggressivi verso l'altra squadra.

Lo sport è un momento educativo importante per promuovere i principi della convivenza civile

"Lo sport è un momento educativo importante da promuovere con uno spirito basato sull'identificazione e il sostegno della propria squadra e al tempo stesso sui principi della convivenza civile. Per primi i genitori devono imparare a viverlo in modo tranquillo e sereno, rendendo l'agonismo interessante e piacevole e ricordando che si tratta pur sempre di un gioco" dice Piercarlo Salari, membro della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps) in occasione degli ultimi Mondiali del 2014.

Bisogna insegnare ai bambini che saper perdere è più importante che vincere

"E' altrettanto importante mantenere un atteggiamento positivo ed equilibrato in rapporto ai risultato, insegnare ai propri figli che saper perdere è molto più difficile ed importante che saper vincere, perché nello sport, così come nella vita, il più delle volte non si vince e dopo una caduta bisogna sapersi rialzare" dice Salari.

I genitori devono creare un clima da partita festoso e non aggressivo

"I bambini e ragazzi sono fortemente influenzati dall'ambiente in cui vivono, soprattutto dai comportamenti dei propri genitori e degli adulti di riferimento: assimilano immediatamente il loro comportamento senza la consapevolezza che sia corretto o no, e tendono a riproporlo" dice Stefania Bianchi, psicologa e psicoterapeuta presso l'Associazione ProXXima a Milano.

"Spetta dunque ai genitori il compito di creare un clima 'da partita' che sia occasione di svago e divertimento, non di aggressività e competizione violenta, e favorisca un vissuto di appartenenza e di identità collettiva, senza sfociare nella lotta al nemico avversario" conclude Bianchi.

"Il consiglio è favorire un clima di ascolto e comunicazione sia durante sia dopo la partita: il dialogo con i propri figli può favorire il confronto e la condivisione riguardo a scene e a temi più aggressivi, spiegando e sottolineando l'importanza del rispetto delle regole e delle persone".