Vaccini e autismo. Che non ci sia correlazione se ne parla ormai da anni.
Come il fatto che sia una bufala iniziata nel 1998, a partire da uno studio inglese condotto dal medico Andrew Wakefield, poi radiato dall'ordine.
Probabilmente però, non abbastanza. E' stata pubblicata poco più di un mese fa, il 5 settembre, sul Journal of Inorganic Biochemistry, una ricerca di due studiosi dell'Università della British Columbia (Canada), Christopher Shaw e Lucijia Tomljenovic, secondo la quale l'alluminio usato come adiuvante per alcuni vaccini dia sintomi simili a quelli dell'autismo nei topi.
Una ricerca destinata a durare poco
Questo studio però, è pronto per essere ritrattato, cioè ritirato. Come se non fosse mai stato pubblicato.
La comunità scientifica ha trovato infatti degli errori di metodo, dati manipolati e dubbi su basi statistiche e interessi economici di parte.
Il giornale è quindi pronto a ritrattare lo studio.
Tra le principali accuse al lavoro: aver iniettato nei topi una dose che non corrisponde a quella usata nei bambini; aver inoculato sottopelle e non, come avviene nelle persone, nel muscolo; aver fatto riferimento a studi superati; aver usato strumenti statistici non accurati; aver manipolato le immagini che correlano la loro relazione ed essere stati finanziati con assegni di ricerca da associazioni che mettono in dubbio la sicurezza sui vaccini.
Christopher Saw si è difeso dicendo che dati e immagini sono stati manipolati a sua insaputa. Oltre a non aver accesso ai dati originali. Avrebbe quindi chiesto lui stesso di ritrattare il paper. Il ricercatore, insieme a Tomljenovic, non è però nuovo alle ritrattazioni. Nel 2014 un loro lavoro sempre sul tema autismo era stato pubblicato e poi ritrattato.
Per approfondire: Focus.it - Vaccini e autismo: un nuovo caso di pseudoscienza