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9 settembre, giornata mondiale della sindrome feto-alcolica

di Lorenza Laudi - 03.09.2020 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Difetti alla nascita, disturbi dell'apprendimento e malattie mentali sono i disturbi che possono colpire il feto se si assume alcol in gravidanza. Per evitarli? Basta scegliere di non bere nei nove mesi. Questo il messaggio lanciato in occasione della giornata mondiale della sindrome feto-alcolica.

In tutto il mondo 70 milioni di persone soffrono delle conseguenze dell'esposizione all'alcol prima della nascita, quando erano ancora nel grembo materno. Circa il 60% delle donne beve alcol durante la gravidanza ed ogni anno nascono circa 120 mila bambini (in Italia quasi 2500) che probabilmente svilupperanno lo spettro dei disordini feto-alcolici (FASD).

Le malattie più comuni sono

  • difetti alla nascita,
  • disturbi dell'apprendimento,
  • problemi comportamentali
  • e malattie mentali.

Sono quelli che i medici chiamano "disordini feto-alcolici" (Fasd), e ne sono affetti circa l'1% dei bambini negli Stati Uniti e almeno il 2% in Europa. Si tratta di una grande eterogeneità di anomalie fisiche e neuro- comportamentali, di gravità molto variabile e relative sequele, che possono colpire il nascituro esposto all'alcol durante la gravidanza e l'allattamento.

In occasione della giornata mondiale della sindrome feto-alcolica, che si celebra ogni anno il 9 settembre, il messaggio lanciato alle donne in gravidanza è quello di non bere alcol durante la gestazione: l'European Fasd Alliance ha posticipato il consueto ritrovo annuale per fare il punto sulla malattia, causa coronavirus. 

Come risporta la Sin, la Società italiana di neonatologia, molte donne in gravidanze sono erroneamente convinte che consumare vino, birra, liquori, amari o superalcolici in maniera "moderata" non comporti problemi per il feto. Da noi in Italia spesso è un fattore culturale: l'alcol è accettato e viene associato spesso a immagini positivi, come il "bicchiere di vino che fa buon sangue". La conseguenza è che l'Italia è tra le nazioni al mondo con prevalenza maggiore di sindrome feto-alcolica.

Sono poche le donne informate del fatto che il consumo di alcol in gravidanza sia sempre nocivo a prescindere dalla quantità assunta e dalle volte in cui viene consumato. 

Sindrome Feto-alcolica: l’ISS raccomanda “zero alcol” in gravidanza

In Italia la campagna di sensibilizzazione contro la sindrome feto-alcolica è sostenuta dall'Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute.

Ecco le dieci raccomandazioni dell'Istituto Superiore di Sanità alle donne in gravidanza:

  1. consumare bevande alcoliche in gravidanza aumenta il rischio di danni alla salute del bambino
  2. durante la gravidanza non esistono quantità di alcol che possano essere considerate sicure o prive di rischio per il feto
  3. il consumo di qualunque bevanda alcolica in gravidanza nuoce al feto senza differenze di tipo o gradazione
  4. l'alcol è una sostanza tossica in grado di passare la placenta e raggiungere il feto alle stesse concentrazioni di quelle della madre
  5. il feto non ha la capacità di metabolizzare l'alcol che quindi nuoce direttamente alle cellule cerebrali e ai tessuti degli organi in formazione
  6. l'alcol nuoce al feto soprattutto durante le prime settimane e nell'ultimo trimestre di gravidanza
  7. se si pianifica una gravidanza è opportuno non bere alcolici e si è già in gravidanza è opportuno interromperne l'assunzione sino alla nascita
  8. è opportuno non consumare bevande alcoliche durante l'allattamento
  9. i danni causati dall'esposizione prenatale dall'alcol, e conseguentemente manifestati nel bambino, sono irreversibili e non curabili
  10. si possono prevenire i danni e i difetti al bambino causati dal consumo di alcol in gravidanza, evitando di consumare bevande alcoliche

Sul portale del Ministero è attiva anche la pagina sulla Sindrome Fetoalcolica.

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