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Primi mille giorni di vita, le mamme di oggi sono più consapevoli

di Sara De Giorgi - 27.11.2019 - Scrivici

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Secondo il recente studio portato avanti dal "Sistema di sorveglianza sui determinanti di salute nella prima infanzia", finanziato dal Ministero della Salute e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, le mamme odierne sono più consapevoli della cura e della salute del neonato nei primi mille giorni di vita. Tuttavia, sono ancora poche le madri che allattanno a 4-5 mesi di vita e tante non assumono l’acido folico prima dell’inizio della gravidanza.

I primi mille giorni di vita del bambino sono fondamentali per la sua salute futura: di ciò attualmente molte madri sono più consapevoli, ma ancora occorre far comprendere nella maniera adatta l'importanza dell’allattamento e della prevenzione delle malformazioni congenite.

Ciò è quanto emerge dal Sistema di sorveglianza sui determinanti di salute nella prima infanzia, finanziato dal Ministero della Salute, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e presentato il 26 novembre 2019 durante un apposito convegno.

In particolare, lo studio ha riguardato circa 30.000 mamme intervistate, tra dicembre 2018 e aprile 2019, nei centri vaccinali. La ricerca è stata svolta in collaborazione con la Ulss 9 Scaligera di Verona e con le 11 Regioni che ad oggi hanno aderito alla Sorveglianza: Piemonte, Valle d’Aosta, Provincia Autonoma (PA) di Trento, Marche, Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia e Sardegna.

Angela Spinelli, Direttrice del Centro Nazionale Prevenzione delle Malattie e Promozione della Salute dell’ISS, ha affermato che «Nel periodo compreso tra il concepimento e il compimento del secondo anno di vita si pongono le basi per lo sviluppo psico-fisico del bambino».

Ha continuato specificando che «I risultati, se evidenziano che ormai molti genitori hanno compreso l’importanza di mettere a dormire i neonati a pancia in su ed è diminuita la percentuale di mamme che non allattano, mettono anche in risalto che ancora solo una mamma su 4 allatta il proprio bambino in maniera esclusiva a 4-5 mesi di vita e ancora molte non assumono l’acido folico prima dell’inizio della gravidanza».

Dallo studio è emerso che quasi tutte le donne con neonati non hanno fumato in gravidanza (93,8%) e che la maggior parte di loro (64%) fa dormire il bambino a pancia in su, per prevenire la morte improvvisa in culla (Sids). Infine, l’80,5% ricorre ai vaccini raccomandati e a quelli obbligatori.

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È alta invece la percentuale di mamme con neonati che convivono con un genitore e/o un’altra persona fumatrice (41,9%).

Sono ancora pochi i neonati allattati per il tempo previsto dall’OMS: appena il 23,6% a 4-5 mesi di età. Quasi tutte le donne intervistate hanno assunto acido folico (97,3%) in gravidanza, ma poche (21,7%) lo hanno fatto iniziando un mese prima del concepimento.

Poi, il 15% delle mamme di neonati con meno di 6 mesi afferma di avere difficoltà nel farli stare al seggiolino.

Infine, tanti sono i bambini che trascorrono del tempo davanti a uno schermo dai primi mesi di vita: il 34,3% dei piccoli sotto ai 6 mesi. La quota sale al 76,4% oltre l’anno di età.

Enrica Pizzi, coordinatrice dell’Indagine e ricercatrice del Reparto Salute della Donna e dell'Età Evolutiva dell'ISS diretto da Serena Donati, ha affermato che grazie alla nuova Sorveglianza «si potrà misurare la diffusione di "buone pratiche" su alcuni determinanti di salute nei Primi 1000 giorni di vita per progettare strategie di prevenzione sempre più mirate».

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