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Resoconto sugli adolescenti dopo un anno di covid

di Penelope Greco - 03.07.2021 - Scrivici

adolescenti
Fonte: Shutterstock
Come stanno gli adolescenti dopo un anno di Covid? Tanta voglia di riprendersi la vita e ricominciare soprattutto a viaggiare.

Vogliono tornare a scuola, vogliono tornare a viaggiare, hanno avuto un anno decisamente disordinato, ma hanno un grande sogno di ricominciare. Sono gli adolescenti un anno dopo il Covid. È questa la prima fotografia che emerge dall'edizione 2021 dell'indagine sugli stili di vita degli adolescenti che vivono in Italia, realizzata da Laboratorio Adolescenza e Istituto di ricerca IARD su un campione nazionale rappresentativo di oltre 10500 studenti di età compresa tra i 13 e i 19 anni. Vediamo nel dettaglio.

In questo articolo

Adolescenti e smartphone

L'anno di emergenza Covid ha reso sempre più invasiva la presenza dei social network nella vita degli adolescenti e ulteriormente abbassato l'età in cui i ragazzi entrano in possesso di uno smartphone. L'80% degli adolescenti ha affermato di aver utilizzato i social, nell'anno della pandemia, "più che in passato" e tra questi il 45% ha precisato "molto più che in passato". E il 76,5% non spegne il cellulare neanche di notte. L'overdose social non sembra però aver incrementato il cyberbullsmo.

Il fenomeno che appare più insidioso, relativamente all'uso di telefonini e social, è un sempre maggiore utilizzo precoce. Nel 2019 aveva lo smartphone a meno di 11 anni il 60,4% degli adolescenti (era il 40,9% nel 2016), oggi la percentuale è salita al 78,1%. Discorso analogo per l'uso di social da parte degli under 11: 20,5% nel 2016; 34,5% nel 2019; 41,8 nel 2021. Tra i più trendy, TikTok è passato in un anno da un utilizzo da parte del 28,7% del campione (indagine 2020) al 65% (indagine 2021).Se Facebook continua la sua inesorabile discesa tra i "teen" (ormai lo utilizza meno del 15%) rimane stabile Instagram (90%). Per Whatsapp si conferma un utilizzo pressoché universale (oltre il 98%).

La scuola a scuola

La difficoltà a seguire le lezioni a distanza (a prescindere dalle difficoltà di tipo tecnico) è stato il problema più segnalato dagli studenti (47% negli istituti tecnici e professionali, 42,7% nei licei e 37,2% nelle scuole medie inferiori). Al secondo posto la mancanza dei compagni e a seguire, con percentuali intorno al 15%, sono state segnalate le difficoltà tecniche e la mancanza del contatto
diretto con gli insegnanti.
Interessante osservare che le difficoltà tecniche erano state segnalate dal 56% degli studenti in un analogo rilevamento effettuato da Laboratorio Adolescenza nell'aprile-maggio 2020, in pieno lockdown. Segno evidente che, passata la prima emergenza a cui si è fatto fronte in modo inevitabilmente improvvisato e confuso, la scuola è riuscita ad organizzarsi in modo tutto sommato efficace, almeno nella gestione degli aspetti tecnici.

La Dad

Della Dad, con tutti i suoi limiti, gli studenti hanno però anche segnalato dei punti a favore. Se si esclude l'aspetto della comodità (minor perdita di tempo negli spostamenti, indicato dal 57% degli studenti delle superiori e dal 38% degli studenti delle medie inferiori la cui scuola è generalmente più vicina a casa), circa un quinto del campione (un terzo se ci riferiamo solo alle scuole medie
inferiori) ha indicato la maggiore autonomia nei tempi di studio e un ulteriore 20% ha indicato la maggiore responsabilizzazione nello studio o il modo complessivamente più moderno di studiare.

Il problema del sonno e del cibo

Disordine che ha riguardato il già non ottimale rapporto che gli adolescenti hanno con il cibo – ragazze e ragazzi "prigionieri" hanno mangiato più del solito (52,6%) e in modo più disordinato (53,6%) – ma soprattutto il sonno.
Se nel 2019 affermava di andare a letto dopo le 23.00 (in periodo scolastico) il 28% degli adolescenti, oggi la percentuale è salita al 43% e supera il 63% tra gli studenti delle scuole superiori. Al 43,4% che ha affermato di aver dormito complessivamente meno del solito risponde, infatti, un consistente 35% che afferma di aver dormito di più. Il problema è stato la distribuzione – disordinata appunto – delle ore di sonno: molte meno di notte (quando si dovrebbe) e di più la mattina o nel corso della giornata. On-demand, appunto: dormo quando ho sonno. Un comportamento certo non sano.

Voglia di viaggiare

Nel 2020 (indagine realizzata da Laboratorio Adolescenza in collaborazione con Intercultura) il 36% degli studenti delle scuole superiori avrebbe desiderato frequentare un anno di scuola all'estero. Dopo un comprensibile calo rilevato nell'indagine realizzata durante il lockdown (20%) il rimbalzo c'è stato ed oggi a voler fare questa esperienza è addirittura il 62% degli studenti delle scuole superiori. E sta passando anche la "paura". Se nel 2020, pensando ad un anno di studio all'estero, il timore di avere problemi di salute riguardava il 34% degli studenti intervistati, dopo il picco durante il lockdown (45,2%) si sta tornando alla normalità (40,7% dato 2021).

Il rapporto con i genitori e con se stessi

Se lockdown, coprifuoco e divieti di assembramento hanno inevitabilmente aumentato – in termini quantitativi – le ore trascorse in famiglia, questa convivenza forzata, spesso anche in spazi ridotti, non ha migliorato o facilitato i rapporti. A definire conflittuali o critici i rapporti familiari prima del Covid era il 23% degli adolescenti, mentre oggi la percentuale è salita al 25,4% e a soffrire di più
sono risultate particolarmente le ragazze con il 28,3%.
Ma nemmeno la distanza forzata sembra aver avuto un effetto positivo. Anche le relazioni all'interno del gruppo dei pari hanno subito, sia pure in forma minore, un peggioramento. A definire insoddisfacenti o difficili i rapporti con gli amici era il 10,2% prima del Covid e oggi è il 14%. Ed anche in questo caso la criticità maggiore è segnalata dalle ragazze (16,5%). E l'insoddisfazione risulta rivolta anche verso se stessi. A non piacersi (fisicamente) prima del Covid era il 39% e oggi è il 42,5% (ragazze 50,1%).

Fonte articolo: Adolescenti un Anno Dopo a cura di Laboratorio Adolescenza e Istituto IARD.

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