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7 storie sulla disabilità che ti toccheranno il cuore

di Luisa Perego - 03.12.2019 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
C'è la storia di Christian, che vede solo con il cuore. Mamma Francesca, che ha adottato un bimbo di 15 anni disabile. Veronica, con un bimbo autistico ad alto funzionamento ma nessuna competenza sociale. Alessandro, sordo alla nascita. E per finire Christian e il suo migliore amico “impianto cocleare". Abbiamo raccolto queste cinque storie in occasione della giornata mondiale delle persone con disabilità. 

C'è Cristian, 5 anni, bambino intelligente e sempre sorridente, sprigiona gioia contagiosa con la sua ilarità permanente. Cristian non vede. Non vede solo tramite gli occhi.

Alessandro invece alla nascita non sentiva niente. Oggi, dopo otto anni, l'impianto lo aiuta a sentire e a definirsi lui stesso un sordo che ci sente.

Mamma Francesca ha deciso di adottare invece il figlio della sorella deceduta. Un ragazzino invalido di 15 anni.

C'è poi mamma Veronica con i due figli: Francesca, con un'anomalia genetica, e Michele, bimbo autistico ad alto funzionamento.

Adil è un bambino dolce, bravo e sensibile ai problemi degli altri. Era nato molto piccolo e sin da quando era piccino i medici spiegarono ai genitori che la "sostanza bianca" non era ben sviluppata.

Per finire, la storia di Christian, affetto da sordità profonda bilaterale e del suo compagno di vita chiamato “impianto cocleare".

Sono le sette storie che abbiamo scelto in occasione della giornata mondiale sulle persone con disabilità che ricorre il 3 dicembre.

Leggile qui sotto.

Laura Coccia, ex parlamentare e atleta, ha 33 anni ed ha una tetraparesi spastica dalla nascita. L'ex onorevole, che ora è felicemente incinta, ci ha narrato la sua esperienza, spiegandoci perché ha voluto rendere pubblica sui social la sua gravidanza.

Mio figlio è nato con diversi problemi ed è attualmente portatore di una disabilità. Ora ha 11 anni e da un anno ha anche una sorellina che adora. Nonostante tutti i problemi, abbiamo tanta forza. Con le parole è difficile spiegare quanto sia speciale mio figlio Adil. Le famiglie devono insegnare che i bimbi con disabilità non sono diversi da tutti gli altri.

Sono una mamma che ha deciso di condividere con le altre mamme un video. Nel video ci sono il mio compagno, insegnante di jujitsu, e il suo allievo Cristian non vedente di 5 anni. Si sono esibiti insieme e insieme si preparano e si allenano. Di per sé Cristian è un bambino sorprendente per gli anni che ha perché è in grado di praticare l'arte marziale come un qualsiasi bimbo vedente. Sì, perché Cristian non vede. Non vede solo tramite gli occhi! Mentre le sue mani e il suo cuore sono le sue pupille che lo fanno ogni giorno andare lontano.

Ecco le immagini di una storia d'amore e di coraggio.

Leggi i due racconti su Cristian:

Poco dopo la sua nascita, mi accorsi che mio figlio era completamente sordo. Io e mio marito facemmo in modo che fosse operato. Furono momenti difficili. Oggi, dopo otto anni, l'impianto lo aiuta a sentire e a definirsi lui stesso un sordo che ci sente, sua sorella è probabilmente la più grande e brava logopedista che lui potrebbe avere, noi siamo qui a ritenerci veramente felici e fortunati ad avere lui insieme a sua sorella, così, proprio così, tra mille difficoltà e problemi, ma con infinita gioia e carica. La disabilità c'è, ma qualche volta la si può anche prendere in giro!

Il cielo mi ha donato un figlio ma la vita me ne ha regalati due. A novembre mio serella è morta e ha lasciato a noi l'unica ragione della sua vita: suo figlio. L'invalidità di mio nipote non mi ha mai fatto paura. Volete sapere cos'è per me l'amore? Amore è: prendersi cura del figlio invalido di tua sorella nonostante le difficoltà che sapevi sin dall'inizio avresti dovuto affrontare. Amore è: non aver paura di una sedia a rotelle. Amore è: vedere mio figlio amare suo cugino come fosse suo fratello, un fratello che non gli ho mai potuto regalare.

veronica-asara

Michele è stato stra-desiderato, non mi sono nemmeno chiesta se fosse il momento giusto, lo volevamo ed è arrivato. Michele non è un caso grave (ovviamente rispetto a certi casi più seri..): è quello che si dice un autistico ad alto funzionamento, senza ritardo mentale, con un QI superiore alla media ma senza alcuna competenza sociale.

Poi è arrivata Francesca. L'esito della villocentesi è stato: trisomia 16 omogenea, incompatibile con la vita. La mia libertà sono loro, i miei figli, nei loro limiti e nelle loro risorse, nelle loro abilità e disabilità. Ora siamo a casa, tutti insieme e per me, più nessuna libertà da cercare.

Questa è la storia del mio grande uomo Christian, affetto da sordità profonda bilaterale e del suo compagno di vita chiamato “impianto cocleare", affinché diventi luce nel tunnel della sofferenza di chi sta attraversando la mia stessa esperienza.

Non si può dire a dei genitori che vivono la mia stessa esperienza di non cedere alla disperazione. Essa arriva e ti travolge. Lo fa, e non c'è scampo. Ma come arriva se ne va, quando meno te lo aspetti. Non sarete forti, né pronti. Non avrete voglia di leggere, ascoltare, parlare, ma dopo avrete una necessità enorme di comunicare la vostra esperienza. E farete come me, cercherete di portare la luce della speranza in quella camera fredda e buia dove due genitori, con un figlio diventato sordo, racchiudono le loro angosce. In quell'oscurità pensate al sorriso di Christian mentre racconta ai compagni di scuola del fratellino che cresce nella pancia della mamma, e che non vede l'ora di guardarlo negli occhi e dire: «Ciao Francesco, sono tuo fratello maggiore, benvenuto al mondo!».

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