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Violenza sulle donne: le testimonianze di chi è riuscita a dire BASTA

di Luisa Perego - 24.11.2020 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Donne, mamme, che a un certo punto della loro vita si rendono conto che qualcosa non va. Che l'uomo che dovrebbe renderle felici, il proprio compagno, ma anche il proprio padre, in realtà è diventato un aguzzino. Geloso, possessivo, padrone. Violento. Non parliamo solo di violenza fisica, ma anche psicologica. Queste storie sono la dimostrazione che ce la si può fare. Si può dare un taglio a quel circolo vizioso che porta solo più dolore e riprendere in mano la propria vita.

Storie di violenza e di coraggio. Di donne, di mamme, che lottano, che riprendono in mano la propria vita, i bambini e riescono ad allontanarsi da quel circolo vizioso che porta alla violenza. Violenza sulle donne causata da mariti e compagni, ma anche dal padre, come leggeremo nell'ultima storia.

In occasione della Giornata del 25 novembre contro la violenza sulle donne abbiamo raccolto testimonianze di donne che ce l'hanno fatta a dire basta.

Il podcast: come riconoscere la violenza?

Come riconoscere la violenza psicologica su donne, mamme, figlie, ragazze, bambine? Quali sono i segnali? Risponde Pamela Pace psicoterapeuta e psicoanalista. Presidente dell'Associazione Pollicino e Centro Crisi genitori Onlus

Ho avuto un fidanzato violento per 5 anni. Ho trovato il coraggio di lasciarlo e ho trovato il vero amore

Subii violenze per anni da parte del mio fidanzato otto anni più grande di me. Era molto geloso e mi picchiava, convinto che io lo tradissi. Non avevo neanche il coraggio di denunciarlo. Dopo molto tempo finalmente lui mi lasciò stare e conobbe un'altra ragazza. Io incontrai nuovamente il mio primo ragazzo, di cui ero innamorata da piccola. Adesso abbiamo una splendida figlia e i tempi tristi sono lontani.

Leggi tutta la storia di questa mamma che ce l'ha fatta

Pensavo fosse amore, invece erano maltrattamenti. Ho trovato il coraggio di ricominciare

Scrivo per raccontare la mia storia difficile. All'inizio pensavo fosse un grande amore. Ma il mio idillio si è trasformato in un incubo a causa di mio marito. Per fortuna, ho trovato la forza di andare avanti, grazie al mio migliore amico e ai miei meravigliosi figli.

Leggi tutta la storia di questa mamma che ha trovato il coraggio di ricominciare

No alla violenza sulle donne. Ecco la mia dolorosa storia, ora sono felice

Oggi vi narro una storia dolorosa, diversa da quelle che si leggono su questo sito. Una storia di violenza, soprusi. Ero molto giovane e in quel momento non mi rendevo conto di quello che mi stava accadendo. Una spirale dalla quale è difficile uscire. Un dolore dal quale mi sono rialzata. Credo che nel mio racconto possano trovare conforto molte donne che come me non hanno avuto il coraggio di denunciare velocemente.

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C'è sempre una luce in fondo al tunnel. La mia oggi ha tre mesi bambino-tunnel

La mia storia è tristissima prima, felicissima poi. Mi sposo nel 2006 a 18 anni. Ero troppo giovane e innamorata di un uomo di un uomo più grande di me. Prima di sposarci era tutto perfetto finché la prima notte di notte (io vergine), subisco da lui una vera e propria violenza. La storia di questa mamma, segue su mammenellarete

Ho lasciato il mio ex geloso e violento per amore di mio figlio. Ora sono una donna più forte

Rimasi incinta a 20 anni. Il mio compagno mostrò da subito il suo carattere possessivo e geloso. Dopo otto anni riuscii, con molte difficoltà, a lasciarlo. Attualmente non ci vediamo, ma ci sentiamo pochissimo tramite messaggi per cose che riguardano nostro figlio. Al resto ci pensano i servizi sociali. Io ne sono uscita, ora sto bene, sono tornata al mio peso di sempre. Lavoro, ho delle amicizie e penso di più a me stessa. La forza di reagire me l'ha data mio figlio!

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La separazione di mia madre da mio padre è stata una liberazione: i miei occhi avevano visto troppa violenza

Mio padre aveva un brutto vizio: quello delle donne. Arriva un bel giorno in cui il marito mette incinta una delle sue amanti e da quel giorno (inizi degli anni '90) inizia l'incubo. Incolpa di tutto mia madre e quindi giù botte. Nel 1995 dopo continui scontri, occhi neri umiliazioni varie e pugni, mia madre ha detto basta e ha chiesto la separazione. Una liberazione!!

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Mio figlio, figlio della violenza: ho comunque deciso di non abortire

Avevo 17 anni e lui all'inizio era perfetto. Non so che cosa sia successo nel frattempo, ma iniziò a essere violento. Mi prendeva a forza, anche se io mi opponevo; se non facevo ciò che diceva lui erano botte. Fino a quando rimasi incinta. Non potevo abortire, nonostante tutto, ERA MIO FIGLIO, SANGUE DEL MIO SANGUE. Decisi di tenerlo, anche quando lui se ne andò via e io rimasi sola.

Leggi la storia della rinascita di questa mamma

Mio padre era un padre padrone: sono riuscita a fuggire dalla sua violenza

Questa è la mia storia. Una storia fatta di sofferenza, di un matrimonio con un uomo che non amavo, di figli non cercati ma arrivati, di violenza e soprusi. Ma oggi sono felice, insieme a mio marito e ai miei quattro bimbi.

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Maltrattamenti in famiglia, cosa fare per uscirne

La violenza sulle donne è un dramma ancor oggi attuale. Le statistiche sono agghiaccianti. Le Nazioni Unite stimano che nel mondo una donna su tre abbia subito violenze fisiche o sessuali, nella maggioranza dei casi da parte del partner o di un familiare. E l'Italia non è certo esclusa da questo fenomeno. Nei primi sei mesi del 2020 sono stati commessi 59 femminicidi. Uccise da mariti, fidanzati, compagni. Perché a uccidere sono per la maggior parte uomini, uomini che hanno un legame con la vittima.

Abbiamo intervistato la psicologa Luisanna Porcu, dell'associazione Onda Rosa di Nuoro, uno dei centri antiviolenza della rete D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza), per sapere quali passi bisogna fare per uscire da una situazione di violenza domestica. Leggi qui l'intervista e cosa fare.

Tra le cose principali:

  • capire che si sta subendo una violenza
  • prendere consapevolezza che un uomo violento non cambia
  • telefonare a un centro antiviolenza
  • fissare un colloquio individuale
  • in caso di pericolo ci sono le case rifugio (e puoi portare con te il tuo bambino)

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