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Violenza di genere, così la pandemia ha aggravato la situazione delle donne

di Elena Cioppi - 23.11.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Violenza sulle donne, i dati del 2020 accendono i riflettori su una situazione allarmante e aggravata dalla pandemia di Covid-19.

Uno dei dati che fa capire l'entità e la gravità della situazione in merito alla violenza sulle donne è quello rilasciato da ActionAid, che ha evidenziato di come le chiamate al numero antiviolenza 1522 tra marzo e giugno 2020 siano state più di 15 mila, il 119,6% in più rispetto allo stesso periodo del 2019. Un dato che deve allarmare e non soltanto in vista delle celebrazioni per la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne del 25 novembre, che ogni anno accende di eventi e manifestazioni il mondo intero contro la violenza di genere. La cultura dello stupro, i femminicidi, le molestie e lo stalking purtroppo, hanno beneficiato del periodo di lockdown, secondo quanto emerge da un report del Ministero degl Interni sul tema violenza sulle donne: i dati del 2020 sono un susseguirsi di percentuali aggravate dalla solitudine e dalla chiusura sociale.

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Violenza sulle donne: i dati del 2020

Il report del Ministero dell'Interno sul durante e dopo lockdown

Il report del Ministero dell'Interno sulla Violenza di genere e omicidi volontari con vittime donne relative al semestre Gennaio-Giugno 2020 ha evidenziato in particolare l'aumento di reati con un incremento dopo la fine del periodo di lokcdown.

  • i reati di maltrattamenti contro familiari e conviventi e atti persecutori che erano diminuiti in lockdown, sono aumentati nel mese di maggio tornano ad aumentare nel mese di maggio 2020
  • le violenze sessuali sono aumentate a maggio, con un picco a giugno, ma al di sotto dei valori di gennaio e febbraio 2020
  • i reati di minaccia, lesione personale e percosse soprattutto in ambito familiare hanno registrato una flessione nel periodo di lockdown e sono aumentati a maggio e giugno, pur restando inferiori rispetto ai dati del 2019
  • gli omicidi si confermano in calo rispetto all'analogo periodo del 2019, ma le vittime di sesso femminile sono aumentate, anche se di poco; l'incidenza delle persone offese donne è aumentata nel 2020, anche per gli omicidi in ambito familiare/affettivo;
  • si è registrato un lieve incremento anche degli omicidi commessi da partner o ex partner

L'Istat, in una pagina dedicata, raccoglie tutti i dati del periodo, relativi alla violenza sulle donne e a come il lockdown abbia probabilmente incentivato quel genere di violenza silenziosa di cui difficilmente si può parlare all'esterno, causata dalla permanenza in casa di entrambi i coniugi o di tutti i membri familiari. Sebbene sia difficile capire - per chi sta fuori - il perché le donne difendano uomini violenti, i dati parlano chiaro. La pandemia di Covid-19 non tocca solo direttamente la salute degli italiani, ma fa pressing anche indirettamente.

La violenza di genere nell'estate 2020

Un altro report presentato nel Dossier Viminale presentato ad agosto 2020 ha evidenziato di come il trend osservato nel periodo subito successivo al lockdown non sia andato a migliorare con i mesi estivi. Anzi, se possibile, è ancora peggiorato.

I dati che emergono sono allarmanti: dal 9 marzo al 3 giugno sono morte 44 donne in ambito familiare su 58 omicidi di tipo affettivo. Solo 14 le vittime uomini. In 89 giorni di lockdown generalizzato, è dunque morta una donna ogni due giorni, uccisa da un membro della sua famiglia. Sebbene i dati del dossier confermino che, nell'ultimo anno, in Italia, gli omicidi sono dimunuiti (in una percentuale che si aggira intono al -16,8%), rimane alta la percentuale dei crimini commessi in ambito familiare: su un totale di 278 omicidi registrati tra agosto 2019 e luglio 2020, 149 sono familiari e ben 104 hanno avuto una donna come vittima. 

Qual è la situazione oggi

Oggi la situazione è aggravata dall'emergenza messa in evidenza da un report di ActionAid sui Centri Antiviolenza e case rifugio a rischio, che ad oggi, non hanno ancora beneficiato del decreto del Presidente del Consiglio per la ripatizione dei fondi antiviolenza del 2019. Secondo il report infatti "solo lo 0,39% dei fondi 2018 è stato liquidato dalle Regioni ai centri antiviolenza e alle case rifugio; per i fondi del 2017, a quasi due anni dall'emanazione del decreto, la percentuale di risorse erogate ai centri è al 34%, mentre per le annualità 2015-2016, il dato è al 63%.Percentuali che rischiano di vanificare l'impatto dell'aumento progressivo dei fondi stanziati (solo tra il 2017 e il 2018 i fondi sono aumentati da 12,7 a 20 milioni di euro)".

Al 6 novembre 2020 il Ministero per le Pari Opportunità riportava lo stanziamento di 28 milioni per l'anno 2020 er i Centri Antiviolenza da parte della Ministra Elena Bonetti, che ha promesso così maggiore attenzione per il tema anche attraverso la distribuzione di budget utili al corretto funzionamento di centri di accoglienza per donne ferite, vittime di violenza e maltrattate.

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