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Dalla "Disordinary Family", un libro per spiegare le famiglie allargate

Di Sara De Giorgi
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14 novembre 2019
Spiegare ai bimbi il concetto di famiglia allargata: è possibile farlo leggendo ai bambini il libro "La famiglia 3 cognomi" (De Agostini Pianeta Libri). Gli autori del testo sono Maurizia Triggiani e Marco Bottarelli, genitori blogger, scrittori e autori del sito "Disordinary Family". In questo libro illustrato c'è una storia fantastica e tenera, che racconta le avventure di una famiglia allargata, e grazie alla quale si può far familiarizzare i piccoli con il concetto di nuclei familiari non ordinari.
 

Non esistono soltanto famiglie "classiche": la famiglia è ovunque vi sia amore. Vale sempre la pena ribadirlo. Questa volta a confermarlo sono Maurizia Triggiani e Marco Bottarelli, genitori blogger, scrittori e autori del sito "Disordinary Family", nel libro da loro realizzato insieme all'illustratrice Enrica Mannari e denominato La famiglia 3 cognomi (De Agostini Planeta Libri). Attraverso questo testo illustrato, nel quale c'è una storia fantastica e tenerissima, è possibile spiegare ai bambini cosa sono le famiglie non ordinarie.

 

Il libro racconta la storia di Orsetta Mannara, una bimba che adora suo fratello Gatto Vampiro, anche se lui è nato da un altro papà. I due piccoli non si somigliano affatto, eppure sanno di essere profondamente legati. Perché per quanto una famiglia possa apparire strana o insolita, non ci sarà mai un posto migliore in cui potersi rifugiare per trovare affetto e conforto. La trama rispecchia in parte la storia di Maurizia e Marco: quando si sono conosciuti, lei aveva un'altra famiglia e un bimbo. I due sono diventati prima amici, poi soci e, infine, c'è stato un colpo di fulmine: si sono innamorati e hanno avuto, dopo poco tempo, una bimba.

 

Abbiamo intervistato Maurizia Triggiani, che ci ha raccontato di più sulla sua storia, sul progetto "Disordinary Family" e sul recente libro La famiglia 3 cognomi.

 

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"La famiglia tre cognomi", l'ultimo libro di Disordinary Family

 

Maurizia e Marco hanno dato questo titolo al libro per ampliare il più possibile il concetto positivo di "famiglia allargata" (evidenziato nella storia del testo) a tutte le famiglie che vivono situazioni simili.

 

«Per noi voleva essere un modo per far riconoscere nel libro tantissime famiglie italiane, che vivono realtà diverse e che hanno anche problematiche simili. Solo un esempio: in Italia ci sono tante famiglie che possiedono da due a cinque cognomi. Noi abbiamo scelto il titolo La famiglia tre cognomi perché ci sembrava inclusivo».

 

 

Come e quanto questo libro rispecchia la vostra storia?

 

«Questo libro rispecchia la nostra storia a livello di "proiezione" perché la nostra bimba è più piccola rispetto all'Orsetta Mannara, personaggio del libro. Nel testo rappresentiamo quello che potrebbe essere il nostro futuro e le problematiche che potrebbero esserci tra qualche anno, quando la nostra piccola inizierà a parlare e interagirà con bambini che cominciano a capire cosa sono le diversità».

 

«Dovrà spiegarsi perché due fratelli hanno un cognome diverso e dovrà scontrarsi con un "potenziale bambino" che dice: "Quello non può esser tuo fratello, perché ha un cognome diverso!". La storia narrata nel libro parte da ciò e racconta la difficoltà di una bimba che un giorno torna a casa e tenta di spiegarsi una diversità che la riguarda».

 

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Cosa vi ha fatto innamorare l'uno dell'altro?

 

«Sicuramente alla base di tutto c'è stata una scintilla chimica, estetica, ecc. Quando ho visto Marco, ho pensato che era bellissimo. Dopo averlo conosciuto, siamo diventati amici e abbiamo scoperto di avere tantissime cose in comune. Ma penso che ciò che ci abbia davvero fatto innamorare siano state la passione per la scrittura e la nostra progettualità, poiché abbiamo capito subito che insieme riuscivamo a fare tante cose molto bene. Ci siamo innamorati perché, in due, avevamo la capacità di potenziare le cose belle e ciò che ci creava entusiasmo e interesse».

 

 

Quando avete deciso di ampliare la vostra famiglia?

 

«Ho comunicato alla mia famiglia la decisione di chiudere un matrimonio a fine maggio, perché mi ero innamorata di Marco. A settembre ero già incinta. Quando fai una rivoluzione di vita "da grande", fai le cose fino in fondo e l'idea di avere un figlio non sembra lontana. Effettivamente non pensavamo che però sarebbe arrivato così in fretta».

 

 

 

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Come unire una famiglia allargata?

 

«Noi parliamo ogni giorno con tante persone che vivono la nostra stessa situazione. Quando si è in una famiglia allargata, ci si trova costretti a dover ridimensionare il proprio ego per amore dei figli. Per esempio, io parlo della compagna del mio ex marito chiamandola "l'altra mamma": le persone restano stupite. A loro sembra che io mi stia togliendo qualcosa, dando metà del mio ruolo a un'altra donna. Ma la realtà è che mio figlio ha due mamme e due papà e va bene così».

 

«Più amore, come diciamo nel libro, non fa male. Ciò che fa male è ricevere meno amore. Inoltre, è perdere un genitore che fa male, non guadagnarne uno. Bisognerebbe capire che avere più genitori non toglie nulla a nessuno: occorre soltanto mettersi d'accordo e trovare compressi. Nella famiglia allargata bisogna considerare che le personalità diverse possono diventare complementari per aiutare un bambino a crescere. Non è facilissimo, ma lo si può fare».

 

«Ci possono essere ovviamente problemi di dialogo e di incomprensione, ma questi possono presentarsi in qualsiasi rapporto. La realtà è che queste sono per tutti le difficoltà della vita, che vanno affrontate mediante la gestione dei compromessi. Devo dire che noi, per fortuna, siamo tutti allineati».

 

 

Da dove nasce il vostro successo social?

 

«Da due fattori. Per prima cosa, abbiamo scelto di parlare di un argomento molto diffuso, perché le famiglie allagate e le separazioni sono all'ordine del giorno. Ma se ne discute ancora poco in termini positivi. Spesso, se si deve dire qualcosa di bello, lo si censura. Noi abbiamo scelto di affrontare l'argomento portando positività».

 

«In secondo luogo, abbiamo deciso tramite i social di rendere pubblica la nostra vita autentica al 100 per cento, anche in "disordine". Non abbiamo i completi uguali per i bimbi, non abbiamo set per fare le foto. Da noi nulla è perfetto, ma siamo reali e se piacciamo alla gente, è perché siamo quasi come "i vicini di casa". Raccontiamo la nostra vita quotidiana per quello che è e probabilmente, guardandoci, le persone come noi si sentono meno sole».

 

Disordinary Family, chi siamo

Siamo Maurizia e Marco. Scriviamo sui social, realizziamo libri e per finanziare le nostre passioni abbiamo deciso di aprire un nostro e-commerce e di vendere prodotti per famiglie "disordinarie". Questi prodotti provengono da vari brand di una tipologia di artigianato italiano che cerca di essere il più possibile sostenibile o che supporta cause benefiche. Insomma, cerchiamo di fare "qualcosa che ci somigli". In più Marco è anche un bravissimo web master e si occupa di consulenza informatica.
Ecco il sito di Disordinary Family, la pagina Facebook e quella Instagram.
 

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