Religione

Come spiegare l’esistenza di Dio ai bambini

Di Giorgia Fanari
religione
15 Dicembre 2016
«L’uomo nasce religioso, in ciascuno è presente l’anelito verso qualcosa che non finisce. Per questo è importante parlare di Dio con i bambini». Per saperne qualcosa in più abbiamo chiesto aiuto ad Andrea Monda, professore di religione, saggista, scrittore, ideatore e conduttore del programma “Buongiorno Professore” su Tv2000.
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La dimensione spirituale è qualcosa di innato nell’uomo e trascurarla significherebbe non far crescere il bambino globalmente. Per questo è importante affrontare l’argomento di Dio con i bambini, a casa con i genitori e a scuola con l’ora di religione. Ma come e quando parlarne? Abbiamo chiesto aiuto ad Andrea Monda, professore di religione, saggista, scrittore, ideatore e conduttore del programma “Buongiorno Professore” su Tv2000.

 

1. Perché parlare di religione ai bambini

«L’uomo nasce religioso, in ciascuno è presente l’anelito verso qualcosa che non finisce. Proprio questo ha dato vita a tante diverse religioni: c’è sempre stata, in tutti i tempi e in tutti i luoghi, la pratica religiosa, l’esigenza di pregare, di organizzare i riti in una comunità. Studiare come queste religioni siano nate e si siano sviluppate è fondamentale per i bambini e per i ragazzi, anche per comprendere l’attualità e per evitare di camminare nel presente con gli occhi bendati».

 

2. Spiegare come nascono le religioni

«L’uomo nei millenni ha sperimentato il senso di trascendenza, verso qualcosa che è più grande di lui, che ha a che fare con il proprio destino e con il senso della propria vita. Si è messo alla ricerca avendo sperimentato nella sua interiorità un senso di smarrimento e di angoscia che si coniuga paradossalmente con il suo opposto, con la fiducia: dialogando con una realtà più grande di lui l’uomo si sente confortato. Per questo ha cercato di mettere a fuoco questa realtà trascendente e l’ha nominata in tanti modi. Per millenni è stato un nome plurimo con le divinità dell’antichità. C’è stata poi la grande svolta dell’ebraismo con il monoteismo, il dio unico, che si è sviluppato portando a tre grande religioni. In queste religioni è evidente la differenza con le altre, non più la ricerca dal basso da parte dell'uomo ma la rivelazione di Dio stesso agli uomini: è il dio che si rivela, che prende iniziativa e scende in Terra per incontrare l’uomo. I cristiani vanno anche oltre: Dio si fa uomo per dialogare con gli uomini. Quello che è importante sottolineare anche con i bambini è il fatto che ci siano tanti sentieri di ricerca, far capire che le religioni nascono da un desiderio umano, di sacro e di divino che può esprimersi in tanti modi diversi».

 

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«È importante spiegare ai bambini che le religioni nascono da un desiderio umano, di sacro e di divino che può esprimersi in tanti modi diversi» | Pixabay


3. Il momento giusto per parlare di Dio

«Essendo la religione un sentimento insito nell’uomo ad ogni momento, non c’è un tempo opportuno o inopportuno per parlarne. Si può sempre parlare di Dio ai bambini e ai ragazzi, certamente bisogna capire il modo giusto, ma il momento è sempre buono: i bambini non verranno mai turbati dai discorsi religiosi se son sviluppati in maniera non violenta e coerente con la loro età. Un ruolo fondamentale in questo lo gioca la famiglia, dove si fanno i primi “incontri" con il senso religioso: in qualche modo, tramite mamma e papà, i bambini sono introdotti naturalmente al rapporto con Dio. A scuola si crea invece una situazione paradossale poiché la religione diventa materia, pur essendo parte della vita stessa. Il rischio quindi può essere quello di far perdere al discorso religioso la linfa vitale: la religione forse più di ogni altra materia non va insegnata, bisogna farla incontrare ai ragazzi».

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«Si può sempre parlare di Dio ai bambini e ai ragazzi, bisogna solo capire il modo giusto» | Pixabay

 

4. Parlare di Dio con i cartoni animati

«Per avvicinare i più piccoli ai temi della religione un valido aiuto viene dall’arte: dalla musica al teatro, dalla poesia alla letteratura, tutto ciò che è stato prodotto dall’arte umana può andare bene per parlare di Dio e della religione, poiché la dimensione artistica è quella che più si avvicina alla dimensione religiosa. Si tratta dello stesso fenomeno: l’arte, come la religione, rappresenta la ricerca dell’uomo di qualcosa di più grande e di più alto. Con le giuste proporzioni, si possono far riflettere bambini e ragazzi attraverso i film ed i cartoni animati: anche le storie all’apparenza più semplici rivelano qualcosa di più profondo. Ad esempio Cenerentola parla del riscatto degli umili, mentre La Bella e La Bestia è la grande favola della carità: la bestia viene trasformata dall’amore in maniera miracolosa. Il film animato Galline in Fuga racconta invece l’Esodo biblico, se guardato con occhi attenti. Per i più grandicelli invece The Truman Show mostra come, per quanto un uomo possa trovarsi in un mondo perfetto, efficace ed efficiente, avrà sempre dentro di sé un senso religioso, una sete di infinito che lo spinge ad andare oltre, anche al di là dell’orizzonte finto del fondale dipinto, come Abramo, che prende e parte senza sapere bene dove andare ma che si fida ed è spinto dall’amore».