Salute donna

Ecografia e mammografia per prevenire il tumore al seno

Di Angela Bisceglia
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18 aprile 2012
L'ecografia al seno e la mammografia: i controlli da fare periodicamente per prevenire il tumore al seno.

È la forma di tumore femminile più frequente, con 33mila nuovi casi all’anno in Italia. La fascia d’età più a rischio è tra 60 e 70 anni (quando il cancro al seno può colpire addirittura una donna su dieci!), ma può coinvolgere anche donne in età fertile, sia pure in misura inferiore.

 

Nonostante questi numeri un po’ inquietanti, le statistiche sulla guarigione sono sempre più confortanti: oggi scoprire un tumore molto piccolo, quando ancora non è palpabile, né dalla donna né attraverso la visita senologica, vuol dire avere una probabilità di guarigione vicina al 98%.

 

“Questo perché un tumore scoperto in epoca così precoce probabilmente non ha ancora le capacità biologiche per creare un danno a distanza, quindi è più probabile che la malattia resti circoscritta alla zona in cui insorge” spiega Alberto Luini, Direttore della Divisione di Senologia dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO). “La diagnosi precoce consente di ridurre drasticamente le asportazioni inutili del seno, che oggi si effettuano solo in casi selezionati ed in modo sempre meno invasivo”. Ad oggi però solo il 30% dei tumori alla mammella vengono scoperti così presto: una percentuale che potrebbe aumentare considerevolmente se tutte le donne si sottoponessero periodicamente a semplici esami strumentali. Ecco quali sono e a chi sono indicati.

 

L'ecografia al seno

Viene consigliata in età giovane, quando la mammella è costituita prevalentemente da tessuto denso ghiandolare, che la mammografia non riuscirebbe a distinguere da un tessuto patologico: l’ecografia infatti è in grado non solo di riconoscere un nodulo di piccole dimensioni, ma anche di individuarne le caratteristiche che consentono di discernere tra lesioni di natura maligna e lesioni benigne. “Intorno ai 30-40 anni ad esempio è abbastanza frequente riscontrare due formazioni nodulari che possono creare allarme nella donna, ma in realtà sono del tutto benigne” rassicura il prof Luini: “i fibroadenomi e le cisti.

 

I fibroadenomi sono lesioni, di solito bilaterali e multiple, che possono formarsi a livello superficiale (e quindi essere palpabili) o profondo; possono restare di piccole dimensioni o crescere fino a raggiungere 1,5-2 cm di diametro, in ogni caso non è quasi mai necessario asportarli, anche perché col trascorrere degli anni tendono ad andare incontro a necrosi spontanea, calcificandosi.Le cisti invece sono formazioni pseudo-nodulari contenenti liquido. Creano molta apprensione perché sono piuttosto fastidiose ed insorgono rapidamente, ma basta l’ecografia per rassicurare la donna sulla loro natura. Le cisti non richiedono alcun trattamento: solo se particolarmente dolenti o fastidiose si possono svuotare con un’agoaspirazione”.

 

N.B. I noduli veri e propri non sono da confondere con certe nodularità che si possono avvertire prima delle mestruazioni, quando la struttura ghiandolare della mammella si modifica fisiologicamente in relazione alle variazioni ormonali del ciclo e si verifica una maggiore vascolarizzazione che dà un senso di tensione: è una situazione temporanea, che si risolve subito dopo il ciclo.

 

Anche durante l’allattamento il seno ha una struttura molto più nodulosa, legata alla produzione del latte, così come in seguito ad ingorghi mammari potrebbero restare dei ‘noduli’ per alcuni giorni. Ancora una volta si tratta di situazioni fisiologiche che non devono assolutamente preoccupare! E’ vero però che una modularità che non si risolve durante o dopo l’allattamento vada sottoposta al giudizio del medico.

 

Quando si fa Se non c’è un rischio legato alla storia famigliare – alcune parenti di primo grado che si siano già ammalate di cancro al seno – è buona regola iniziare dai 20 anni ad eseguire l’autopalpazione mensile (che non è un esame di diagnosi precoce, ma serve per prendere confidenza con la struttura del proprio seno) e rivolgersi al medico di base o al senologo se si rilevano delle anomalie, mentre a partire dai 30 anni è consigliabile sottoporsi ad un’ecografia una volta all’anno.

 

La mammografia

È un esame che utilizza raggi X (ad un dosaggio che non è assolutamente dannoso per la salute della donna) per analizzare la struttura del seno da un punto di vista radiologico. “Fino ad una certa età mammografia ed ecografia si completano a vicenda” spiega Luini: “se la mammella è ancora particolarmente densa, segno che la struttura ghiandolare è ancora prevalente, la mammografia da sola non fornisce molte informazioni e si può studiare meglio attraverso l’ecografia, mentre se la donna ha avuto più gravidanze ed ha allattato al seno, già a 40 anni la sua mammella potrebbe essere più trasparente e quindi meglio osservabile attraverso la mammografia”.

 

Quando si fa E’ consigliabile fare una prima mammografia intorno ai 40 anni e ripeterla ogni due anni, abbinandola all’ecografia annuale fino ai 60 anni circa; dopo questa età la ghiandola mammaria va incontro ad atrofia ed il potere diagnostico dell’ecografia diminuisce sensibilmente, pertanto la sola mammografia resta il migliore strumento di screening.

 

La risonanza magnetica al seno

Non è un esame di screening ma un’indagine di secondo livello; vi si ricorre se l’ecografia e la mammografia non sono state sufficienti a dirimere eventuali dubbi.

 

A chi rivolgersi per fare ecografia e mammografia? La mammografia deve essere eseguita dal radiologo; l’ecografia può essere effettuata anche da altri specialisti, ma il più indicato resta sempre il radiologo, poiché è un esame che viene interpretato nel momento in cui lo si fa, quindi l’esito è fortemente condizionato dall’esperienza di chi lo esegue.

L’assunzione della pillola anticoncezionale aumenta il rischio di tumore al seno? La moderna pillola anticoncezionale è molto ben dosata e a basso dosaggio, pertanto sotto controllo medico può essere assunta tranquillamente.

È vero che allattare i figli aiuta a combattere il tumore al seno? Usare il seno per lo scopo per cui esiste, cioè allattare, aiuta perché favorisce il ricambio cellulare salutare.

 

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