Film sull'Olocausto

Giorno della memoria: i film sulla Shoah che possono vedere anche i bambini

Di Niccolò De Rosa
lavita-e-bella
25 Gennaio 2019
Anche i bambini devono sapere che cosa fu l'Olocausto. Ecco una lista di titoli che, pur senza traumi, mostrano la terribile realtà dei campi di concentramento
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Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria, la data in cui si ricordano tutte le vittime dell'Olocausto (o Shoah) , il genocidio perpetrato dai nazisti  tra il 1941 ed il 1945 nei confronti del popolo ebraico e delle altre minoranze considerate "inferiori".

 

Nonostante l'orrore e l'atrocità del tema, è importante che anche i più giovani conoscano cosa accadde davvero in quei luoghi di morte che erano i campi di concentramento (e sterminio). 

 

Per farlo senza eccessivi traumi - crescendo avranno modo di approfondire i dettagli della barbarie nazista - il cinema può essere un valido alleato.

 

Ci sono infatti alcune pellicole capaci di trattare l'argomento e restituire le atmosfere dell'epoca, pur senza troppe sfumature cruente.

 

Naturalmente sarebbe meglio che i bambini si avvicinassero a tali film insieme ad un adulto che possa spiegare e contestualizzare il tutto. 
Si può strutturare la visione con un'introduzione da parte di un adulto e un "dibattito" con domande a conclusione della proiezione.

 

 

Ecco qualche titolo.

 

Jona che visse nella balena (1993)

La storia è tratta dal romanzo autobiografico di Jona Oberski Anni d'infanzia. Un bambino nei lager.

 

Il protagonista, Jona, ha solo sei quando viene deportato in un campo di concentramento.
La vita nelle baracche dove sono stipati i prigionieri è molto dura e Jona, che riesce a rimanere con la madre ma non con il padre (costretto ai lavori forzati), patisce freddo e fame fino alla fine della guerra.

 

Il finale è piuttosto tragico, ma se "filtrata" da un adulto, la visione è consigliata anche per i bambini.

 

La Vita è Bella (1997)

Il film cult di Roberto Benigni è sicuramente una pietra miliare del cinema italiano e può essere tranquillamente guardato anche da un pubblico molto giovane.

 

I più piccoli infatti possono affrontare la storia con gli stessi occhi di Giosué, il bimbo di 5 anni che si ritrova a dover vivere nelle baracche di Auschwitz dopo la deportazione di tutta la sua famiglia e che papà Guido (Roberto Benigni) cercherà di proteggere facendogli credere di essere dentro ad un gigantesco gioco.

 

Una storia toccante, immortale, e che mostra con una patina fiabesca la catastrofica realtà dei campi di sterminio.

 

 

Train de vie (1998)

La pellicola diretta da Radu Mihăileanu rappresenta un modo sorprendentemente riuscito di raccontare ironicamente la Shoah.

 

L'intera vicenda ruota attorno ad una comunità ebraica che, per evitare la prigionia nazista, organizza una finta deportazione per raggiungere la Palestina e trarsi in salvo.

Nel convoglio, reso davvero simile ai macabri treni tedeschi, si creano così situazioni assurde ed equivoci tra ebrei travestiti da nazisti (che però si lasciano prendere la mano), ebrei travestiti da prigionieri, e persino veri tedeschi che finiscono per farsi ingannare da questa combriccola ai limiti del farsesco.

 

Il bambino con il pigiama a righe (2008)

Un film divenuto iconico nel filone di pellicole sul tema della Shoah.

 

Bruno è un bambino berlinese di otto anni che si trasferisce insieme alla famiglia per seguire il padre, ufficiale delle SS, che ha ricevuto una promozione e un nuovo incarico.

Poco tempo dopo, Bruno scopre che il padre è diventato il responsabile del campo di concentramento che poco distante dalla bella casa dove abitano.

 

Curiosando nei dintorni, Bruno conosce così Shmuel, un altro bambino più o meno della stessa età che però vive nel campo.
Inconsapevoli della situazione che stanno vivendo, Bruno e Shmuel diventano ottimi amici. Ma tra di loro c'è sempre il filo spinato...

 

La chiave di Sara

(2010)

Nella Parigi occupata dai tedeschi, i rastrellamenti per stanare ebrei da mandare a morire a Est si fanno sempre più frequenti.

Alla fine i soldati vengono a prendere anche la famiglia di Sarah Starzynski, una bambina di 10 anni che però, prima di venire catturata, riesce a nascondere il fratellino dentro ad un armadio.

 

La storia allora fa un balzo ai giorni nostri, dove una giornalista cerca di ricostruire il destino dei due bambini attraverso una scia di indizi lasciata nel corso dei decenni.

 

 

La stella di Andra e Tati (2018)

È il primo cartone animato sul tema mai realizzato in Europa.

 

Il film, tutto italiano, racconta la vera storia delle sorelle Bucci, Andra e Tatiana, deportate ad Auschwitz nel 1944 e salvatesi dall'immediata uccisione perché scambiate per gemelle e dunque buone per futuri esperimenti del Dottor Morte, Joseph Mengele.

 

Il cartone, sostenuto dal MIUR e realizzato in collaborazione con RAI e Larcadart è visibile anche su RaiPlay.