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Genitori e figli: consigli per migliorare il rapporto in 21 giorni

di Nostrofiglio Redazione - 15.06.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Come fare a ristabilire i ruoli di genitori e figli? Anche i genitori possono essere educati? Ecco i consigli per ricostruire un rapporto sano con i consigli di Roberta Cesaroni, esperta in relazioni fra genitori e figli

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Genitori e figli: consigli per migliorare il rapporto in 21 giorni

"Figli si nasce, genitori si diventa e non esiste un manuale delle istruzioni del genitore perfetto".

Tantissime volte abbiamo sentito ripetere questa frase ma purtroppo gli errori commessi dai genitori, anche se fatti in buona fede, possono incrinare il rapporto con i figli e causare problemi nell'adolescenza.

La buona notizia, però, è che si può imparare ad essere genitori. A sostenerlo è Roberta Cesaroni, Mental Coach e psicologa del Lavoro, esperta nelle relazioni tra genitori e figli.

"Anche i genitori vanno educati", afferma Cesaroni. "Ma c'è di più: in soli ventuno giorni si può ristabilire un sano rapporto tra genitori e figli". Come?

Chiarezza dei ruoli

Secondo la dottoressa, prima di tutto è necessario fare chiarezza sui ruoli del padre, della madre e del figlio. In passato, il genitore era semplicemente una figura rassicurante ma anche severa, mentre oggi si è trasformato in un amico o un fratello. Questo aspetto mina l'autorità genitoriale e crea seri problemi.

"Non sto giudicando i genitori, dico solo che non devono essere amici dei loro figli, ma piuttosto 'allenatori', come sosteneva lo psicologo Daniel Goleman. Devono essere dei coach che costruiscono i campioni del domani attraverso comprensione, amore e capacità di ascolto", sottolinea Roberta Cesaroni. "Ho applicato le mie competenze nel campo delle risorse umane all'interno della famiglia, lavorando su tre aree: le relazioni, l'autonomia e le competenze".

Parola chiave " Prevenzione"

La Mental Coach insiste sulla "parola chiave" della prevenzione. "Ogni settimana vado nelle scuole per fare attività di prevenzione. Dedico un'ora ai genitori, li ascolto e indico loro un percorso alternativo da seguire, affrontando temi come la chimica cerebrale e tutto ciò che si scatena quando qualche meccanismo si inceppa. Devo dire che i risultati sono straordinari e ricevo costantemente messaggi di ringraziamento per averli aiutati a ritrovare la bussola.

"

Dialogo

Un altro aspetto che influisce sul rapporto genitori/figli è emerso da una ricerca condotta dall'Università Cattolica di Milano. Lo studio si è concentrato sulla convivenza di cinque generazioni all'interno dello stesso nucleo familiare: le generazioni dell'era analogica rispetto a quelle dell'era digitale. È ovvio che, parlando linguaggi diversi, ci sia una mancanza di comprensione, ma nel costruire una relazione sana, il dialogo è fondamentale.

Roberta Cesaroni chiarisce: "I genitori di oggi appartengono alla Generazione X, ovvero quelli tra i 34 e i 55 anni. Poi ci sono i nonni, la generazione dei Baby boomers, tra i 55 e i 74 anni. Non dobbiamo dimenticare i tradizionali, che sono i nonni e i bisnonni, dai 75 anni in su. Inoltre, abbiamo a che fare con la Generazione Z, quella dei figli, e infine c'è un'altra generazione, la Generazione Alfa. È evidente che ci troviamo di fronte a differenze culturali e generazionali che comunicano in modi diversi e distanti tra loro."

Cosa succede quando non si riesce a comunicare in modo sano con un adolescente?

La dottoressa avverte: "I primi 2-3 anni dell'adolescenza sono caratterizzati da una fase di contrasto, conflitto e ribellione.

La ribellione non è qualcosa di insano o innaturale

Purtroppo, spesso tendiamo a considerare la ribellione come qualcosa di insano o innaturale. In realtà, è una forma di amore verso ciò che viene percepito come ingiusto ed è parte di un processo di crescita e autoconsapevolezza. È un atto di presa di coscienza. Se non si comprende questo concetto, si crea un muro di incomprensioni. È molto probabile che i ragazzi cerchino una spalla su cui piangere al di fuori della famiglia. Potrebbero trovare un'amica fantastica, ma potrebbero anche trovare un'amica che ha le sue stesse difficoltà o che la trascina lungo strade pericolose. Oppure cercheranno risposte sui social media, nel mondo virtuale. Spesso, infatti, quando mancano le basi educative all'interno della famiglia, i ragazzi sviluppano i loro valori e modelli in base a ciò che vedono o leggono online".

I ruoli devono essere chiari e ben definiti

Un altro errore comune in un'epoca in cui le coppie si separano è voler essere contemporaneamente madre e padre per i nostri figli. "I ruoli devono essere chiari e ben definiti. Alcuni aspetti educativi spettano al padre e altri alla madre, e non bisogna confondere i ruoli", continua la dottoressa Cesaroni.

C'è anche la questione della "chimica" da considerare

"Durante la gravidanza, il primo senso che doniamo ai nostri figli (e che attiva le sinapsi nel cervello) è il tatto. Il secondo è il gusto (Freud lo definiva 'Sentimento Oceanico'), il terzo è l'olfatto. Tutto il nostro benessere e le nostre difficoltà derivano dai sensi, e invece cosa succede? Nell'adolescenza, quando non riconosciamo più i nostri figli, a volte finiamo per comportarci come carnefici! Castighiamo i ragazzi, neghiamo loro carezze, abbracci e l'amore di cui hanno bisogno. In poche parole, neghiamo loro l'ossitocina, 'l'ormone dell'amore' che è fortemente coinvolto durante la gravidanza. Dove lo cercheranno? Spesso, purtroppo, nelle sostanze stupefacenti o nell'alcool".

"Manuale delle istruzioni" della mental coach

Senza cadere nello sconforto, ecco il "manuale delle istruzioni" proposto dalla Cesaroni, secondo cui potremmo risolvere i nostri drammi in ventuno giorni. Quindi "quali sono i punti cardinali da seguire per non perdere la bussola?".

"L'amore è il primo ingrediente, seguito da una chiara definizione dei ruoli e delle regole. Queste ultime non devono essere assurde o dettate dalla rabbia del momento, né eccessive. Bastano pochi punti fermi su cui non si può transigere. Un sano 'no' fa crescere più di molte facili vittorie, ma una severità ingiustificata non porta a nulla.

È importante evitare qualsiasi forma di 'Santa Alleanza' tra un genitore specifico e un figlio, soprattutto in caso di divorzio, e amare incondizionatamente. Freud sosteneva che siamo il risultato di ciò che ci è stato dato nei primi sette anni di vita, mentre le neuroscienze sostengono che siamo ciò che ci è stato dato nei primi 3 anni di vita, ovvero l'amore che abbiamo ricevuto dalla nostra madre.

Nel dopoguerra, lo psicologo John Bowlby formulò la 'Teoria dell'attaccamento', studiando gli aspetti che caratterizzano il rapporto madre-bambino e i legami affettivi all'interno della famiglia. Egli notò che coloro che avevano ricevuto l'amore di una madre erano più sereni rispetto ai bambini non amati. Le neuroscienze hanno poi confermato che la materia grigia nel cervello di un bambino amato è maggiore rispetto a quella di un bambino non amato".

Insomma, le regole del manuale non sono così difficili da seguire, ma se vogliamo cambiare un adolescente, dobbiamo prima cambiare noi adulti. Non dobbiamo portare in casa le nostre frustrazioni o insoddisfazioni. "Loro cambieranno solo se cambiamo noi, attraverso l'amore e non tramite punizioni. Le punizioni portano alla vendetta, mentre l'amore porta quel senso di colpa che ti fa dire: 'Mamma e papà mi amano, non posso tradirli'".

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