Salute

Genitori fumatori: figli con più rischio cardiovascolare

Di Lorenza Laudi
fumobambino.600
17 maggio 2018
Malattie respiratorie? Non solo. Genitori che fumano aumentano il rischio di malattie cardiovascolari nei figli. E non riguarda solo il fumo passivo, ma anche quello di "terza mano". Sono questi i risultati di uno studio italiano pubblicato sulla rivista “Thorax” e presentati al Congresso SIAIP (Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica).

Nei figli dei genitori fumatori c'è più stress ossidativo rispetto ai figli di chi non fuma. Questo comporta un'alterazione della dilatazione arteriosa.

 

Quindi genitori che fumano non solo aumentano il rischio di malattie respiratorie nei figli, ma anche di quelle cardiovascolari.

 

A indagare la relazione tra sigarette e sistema cardiovascolare nei bambini è stato uno studio italiano pubblicato su Thorax, una delle principali riviste di medicina respiratoria al mondo, condotto dai Dipartimenti di Medicina interna e di Pediatria e Neuropsichiatria della Università di Roma “Sapienza”. I risultati vengono presentati al Congresso della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP) che si apre oggi a Milano e in programma sino al 19 maggio.

 

Ad essere preso in causa non è stato solo il fumo passivo, ma anche quello di terza mano: sarebbe quello - non meno dannoso - originato dai prodotti di combustione sprigionati dalla sigaretta che si deposita sui vestiti, sulle pareti, sui mobili, sugli oggetti e che, a contatto con i gas dell’aria, sprigiona sostanze tossiche che rimangono negli ambienti anche per mesi. Sostanze che vengono inalate o assorbite dall’organismo anche semplicemente attraverso il contatto con la pelle.
 


“Stiamo parlando di effetti a lungo termine”, precisa il professore Lorenzo Loffredo, professore aggregato del Dipartimento di Medicina Interna alla “Sapienza” e primo autore dello studio con Anna Maria Zicari, professoressa aggregata di Pediatria presso l’Università “Sapienza” di Roma.

 

“Avere un rischio cardiovascolare aumentato non vuol dire che il figlio di fumatori rischia un infarto, ma che potrebbe avere un rischio aumentato di eventi cardiovascolari in età adulta”, aggiunge.

 

Lo stress ossidativo

 

Sono stati osservati un aumento dello stress ossidativo e la presenza di disfunzione endoteliale (alterazione della parete del vaso sanguigno), due condizioni fisiopatologiche che favoriscono la genesi della placca aterosclerotica e di conseguenza aumentano il rischio di complicanze cardiovascolari. I ricercatori avevano evidenziato in precedenza che negli adulti il fumo di sigaretta aumenta lo stress ossidativo, attivando un enzima (NADPH ossidasi) e diminuendo la biodisponibilità di ossido nitrico, che ha una funzione dilatatoria e antiossidante, quindi protegge da aterosclerosi e rischio cardiovascolari. “Lo studio italiano – spiega Anna Maria Zicari - ha valutato la produzione di ossido nitrico in un gruppo di bambini figli di fumatori e in un gruppo di controllo. I figli di fumatori hanno dimostrato di avere una minore produzione di ossido nitrico e più stress ossidativo rispetto ai figli di non fumatori con conseguente alterazione della dilatazione arteriosa”.

 

Attenzione all’automobile!


L'auto è il luogo più a rischio. “Studi recenti hanno dimostrato che (a causa della limitatezza dello spazio) le concentrazioni tossiche in automobile possono essere più di venti volte superiori a quelle osservate nell’ambiente domestico”, spiega ancora Lorenzo Loffredo. Nonostante questo il 65% dei fumatori italiani ha dichiarato in uno studio di fumare in auto regolarmente; e purtroppo esiste ancora una percentuale di fumatori, pari al 21%, che fuma in auto in presenza dei bambini. "La convinzione che abbassare i finestrini serva a evitare rischi cardiovascolari e respiratori si è dimostrata del tutto errata”.
 

Come spiega la Presidente SIAIP Marzia Duse, il danno sarà evidente quando i bimbi saranno grandi: “Le malattie cardiovascolari sono in allarmante aumento in tutto il mondo: secondo le stime della Organizzazione Mondiale della Sanità rappresentano quasi il 50% delle malattie non trasmissibili con interessamento di oltre 18 milioni di persone. Una delle missioni principali del pediatra moderno – e dei futuri pediatri - è quella di prevenire le malattie dell’adulto che, ormai sappiamo bene, originano prevalentemente nell’infanzia. La grande importanza di questo nostro studio è di aver messo in evidenza una condizione altamente predisponente allo sviluppo di disturbi cardiovascolari e di averne documentato lo stretto collegamento con l’esposizione a fumo passivo o di terza mano. Questi dati ci danno la forza dell’evidenza per intervenire con misure educazionali, per cercare di correggere gli stili di vita genitoriali e sociali, puntualizzando come semplici misure comportamentali – smettere di fumare - possano incidere positivamente sullo stato di salute dei nostri figli. Il danno che possiamo procurare loro con il nostro fumo è anche e soprattutto “nascosto” e silente, ma ahimè si renderà evidente proprio quando loro saranno grandi e nel pieno della loro attività sociale e lavorativa. Abbiamo il dovere morale di esserne consapevoli”.

 

Leggi anche: