Essere genitori

"Genitori, non complichiamoci la vita da soli!"

Di Niccolò De Rosa
mamma-stressata
03 Maggio 2019
Secondo la blogger Natalie Romero i genitori di oggi tendono a rendere il loro ruolo più difficile di quanto sia in realtà, oberandosi di impegni e preoccupazioni per programmare la vita dei figli, che però se la caverebbero benissimo da soli...
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La vita di un genitore moderno sembra essere davvero stressante, tra corse in auto, "affollatissime"chat di classe e serate intere passate ad organizzare attività finalizzate al perfetto sviluppo psicofisico dei nostri pargoli (film stimolanti, laboratori educativi, pomeriggi di gioco basati sull'ultimo modello pedagogico danese...). Insomma, una vita frenetica!

 

Ma deve essere per forza così? La blogger Natalie Romero ha i suoi dubbi.

 

«Nelle foto Social di gite e pomeriggi di gioco accuratamente coordinati, genitori da ogni parte stanno pianificando e organizzando l'infanzia dei bambini al loro posto - scrive all'inizio di una lunga riflessione pubblicata sul sito CBC Parents - E ci stupiamo di essere esausti?»

 

 

Genitori troppo "coinvolti"?

Nell'epoca delle attenzioni pedagogiche, dove ogni giorno saltano fuori nuove tecniche e filosofie educative per crescere figli super-intelligenti e super-felici, l'articolo della Romero sembra andare controcorrente, ma forse è solo una ventata di sano realismo.

 

Perché - si chiede la Romero - i genitori si sfiancano così tanto per programmare ogni aspetto della vita quotidiana dei propri figli? Per quale ragione mamma e papà sono ossessionati dal riempire le giornate dei bambini con giochi e attività per mantenerli felici e stimolati? I piccoli forse non possono provvedere da soli (almeno in parte) al loro divertimento?

 

«Noi ci intrattenevamo per i fatti nostri - continua la blogger - I miei genitori non hanno mai organizzato appuntamenti di gioco con i figli dei vicini. Quando mi portavano a casa di qualcuno, era perché io e la mia amica ci eravamo telefonate per chiedere se avevamo voglia di giocare, non perché i nostri genitori avevano passato la mattinata a "messaggiarsi" a vicenda per trovar un orario che andasse bene per tutti».

 

 

Adesso invece ci si preoccupa persino della disposizione dei giocattoli, che deve rispettare le inclinazioni dei giovani talenti in erba, o dell'organizzazione dei week-end del mese (non sia mai che un sabato pomeriggio sia dedicato all'inattività più totale!).

 

 

Riprendersi un po' di tempo e affidarlo ai figli

Per uscire da questo tunnel basterebbe lasciarsi un po' andare, delegando una piccola fetta della giornata a coloro che dovrebbero essere i protagonisti più attivi della vicenda: i nostri bambini.

 

Certo, non è facile. La stessa Romero ammette di spendere tempo e soldi per fare in modo che i suoi figli vivano più esperienze possibili, ma permettere che ogni tanto i ragazzi gestiscano da soli il loro divertimento, dando sfogo alla loro inventiva e immaginazione, farà bene sia a loro che ai genitori stessi.

 

«È ok per i bambini giocare da soli. È ok che abbiano i giocattoli sparsi in un cestino e che decidano con quali giocare senza che i genitori preparino tutto su un tavolo [...]. È ok per noi fare la lavatrice mentre loro si divertono da soli. È ok prenderci un'ora per leggere un libro e lasciare che se la cavino da soli. Lasciare che i nostri figli giochino per i fatti propri non ci rende cattivi genitori».