Giochi anni '80-'90

Barbie, Poochie e tanti altri giochi degli anni Ottanta raccolti da un collezionista di Palermo

Di Sara De Giorgi
21.watergames
27 Marzo 2018
Ricordate He-man, Poochie, i Paciocchini e i Transformers? Allora siete nati negli anni '80. Fabio Covais, 36 anni, palermitano, ha creato una collezione vintage di giochi celebri nei decenni Ottanta e Novanta. Lo abbiamo intervistato per voi e lui ci ha raccontato com'è il suo singolare 'museo dei ricordi'. 
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Barbie, Poochie, He-man... sono tutti giochi impressi nella mente dei trentenni d'oggi. E chi non ricorda con nostalgia i pupazzetti Paciocchini oppure quelli dei Transformers o di Polly Pocket?

 

Un collezionista palermitano, Fabio Covais, 36 anniha voluto condividere i ricordi di una generazione, realizzando una bellissima e vasta raccolta vintage di giochi celebri nei decenni Novanta e Ottanta del Novecento. Lo abbiamo intervistato e gli abbiamo chiesto da dove nasce la sua passione per il collezionismo e com'è articolato il suo particolarissimo 'museo' di giochi.

 

LA GALLERIA FOTOGRAFICA CON ALCUNI GIOCHI ANNI '80-'90 COLLEZIONATI DA FABIO COVAIS:

 

La passione per i giochi prodotti nei decenni Ottanta e Novanta

 

Fabio ha spiegato che la passione per questi giochi è 'ri-nata' in lui per puro caso mentre era in una piccola bottega di un mercato inglese.

 

"Mi trovavo lì a curiosare fra padiglioni e bancarelle e quando vi entrai fu un’epifania. Erano accatastati sopra scaffali polverosi e impiegai qualche minuto per metterli a fuoco, perché non pensavo a quei giocattoli da vent’anni. L’effetto fu un baccano di emozioni contrastanti: felicità euforica e malinconia, stupore e nostalgia. Riconoscevo quei giochi ma non sapevo più dirne i nomi, così decisi di ricollezionarli. Dei miei giochi dell’epoca, purtroppo, i miei genitori si sbarazzarono anni addietro quando si resero conto che non ero più interessato", ha raccontato.

 

Covais ci ha comunicato di voler lanciare un accorato appello a tutti i neo-genitori che leggono quest'intervista, invitandoli a non commettere l'errore di buttare i giochi. "Conservateli! Anche le scatole! Pensate al futuro. Se l’aspetto emotivo della questione non vi tocca, forse quello economico vi interesserà: vi sono alcuni pezzi che oggi, dopo trent’anni, hanno un valore di mercato pari a svariate migliaia di euro", ha detto.

 

La pagina Facebook "Giocattoli Anni 80/90 - Alla ricerca del tempo perduto", creata da Fabio per condividere le memorie di un tempo in cui era "tutto gioco e fantasia", ha più di 217.000 like.

 

"Ho pensato che fosse un racconto che andava dritto al cuore di un’intera generazione, una storia di tutti. Per raccontarla mi sono avvalso della potenza del mezzo fotografico: un’immagine curata, una fotografia ben pensata può sprigionare una forza comunicativa ancora più forte di quanto possa averne il giocattolo in sé", ci ha raccontato. "In ogni caso, la reazione emotiva del pubblico è spesso scomposta: c’è chi piange lacrime nostalgiche, chi grida di felicità, chi mi accusa di rievocare traumi d’infanzia sepolti".

 

‘Giocattoli anni 80/90 - Alla ricerca del tempo perduto’: un nome evocativo

 

Per la scelta del nome della collezione e della relativa pagina Facebook, il collezionista palermitano si è ispirato all’opera letteraria Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust, in particolare al passo della Madeleine, uno dei più famosi della letteratura del Novecento.

 

"L’autore, assaggiando il popolare biscotto francese, attiva la cosiddetta memoria involontaria: viene invaso da una "deliziosa voluttà" che per un momento cancella le sue malinconie e riduce i disastri della sua vita; il solo sapore di quei dolcetti lo conduce fino al ricordo della zia Léonie che glieli preparava quand’era bambino. Ecco, questo è più o meno quello che accade a chi sfoglia le mie fotografie. In un attimo si stende un ponte col passato e riaffiorano memorie di compagni e luoghi d’infanzia", spiega Fabio, che ci dice che questo meccanismo della memoria involontaria diventa ancor più straordinario se applicato alla 'memoria collettiva' della sua community su Facebook.

 

I giochi della collezione

 

Fabio racconta di aver collezionato tantissimi giochi maschili, femminili, di società, figurine, sorpresine, cancelleria scolastica dell’epoca. Tra i più rappresentativi degli anni '80 e '90 ci sono Barbie, Paciocchini, Transformers, Masters Of The Universe, Lego, Playmobil, Cavalieri dello Zodiaco, Polly Pocket e altri.

 

Ci sono anche le icone pop dell’epoca come Poochie e Iridella, Camilla e Spumone, Bebi Mia e Cicciobello, ma è presente anche tutta una parte 'a tema retrogames': dalla prima console Nintendo ai Gig Tiger, dal primo Game Boy al Game Gear a colori. Poi ci sono i giochi da tavolo e altri classici: Monopoli, il Paroliere, Cluedo, il Gioco del 15, trenini, soldatini, macchine telecomandate e piste Polistil.

 

"La mia collezione però non ha pretese di completezza. Non m’interessa possedere ogni singolo pezzo, né averli tutti ancora sigillati nelle loro scatole originali come impone il collezionismo più ortodosso. Il mio approccio è prettamente emotivo", ha chiarito Fabio. 

 

I giochi più particolari...

 

Fra i più particolari della collezione c’è il Tyrannosaurus rex della linea Dinoriders. Covais riferisce al proposito: "Figuratevi un dinosauro alto 40 centimetri, corazzato, ricoperto di missili, guidato da alieni, che, grazie a una batteria, cammina e spalanca le fauci. Vi lascio soltanto immaginare che razza di effetto potesse fare un giocattolo così nella mente di un bambino…".

 

E i giochi anni ‘80/’90 più amati

 

"Se come metro di misura usassimo il numero di like lasciati sulle mie fotografie,  Gira La Moda, le sorpresine della Mulino Bianco e la Casa di Barbie salirebbero sul podio in quest’ordine. In generale sono i giochi femminili a piacere molto perché sulla mia pagina godono di un pubblico più numeroso rispetto a quello maschile. Ma in realtà ognuno ha i propri ricordi legati ai giochi più disparati. Ad ogni foto si scatenano ondate di commenti e si possono leggere aneddoti divertenti o ricordi meravigliosi, che rappresentano il vero valore del mio progetto", ha sostenuto Fabio. "Credo che "Giocattoli Anni 80/90 - Alla Ricerca Del Tempo Perduto" sia qualcosa di più di una pagina Facebook: è diventato uno spazio sacro per la generazione di coloro che sono nati tra gli anni Ottanta e Novanta. Lì ricordiamo i nostri sogni bambini, qualcosa di assai prezioso".

 

Progetti per il futuro

 

"Un progetto che ho già pronto è un libro fotografico su questo tema. L’opera, oltre alle immagini realizzate da me, raccoglie una serie riflessioni sulla cultura di gioco dell’epoca, nozioni tecniche su ogni gioco descritto, e una serie di pillole di storia del giocattolo. Prossimamente mi metterò alla ricerca di un editore per pubblicarlo", conclude Fabio.

 

Il collezionista palermitano spiega però che il suo sogno più grande è quello di allestire un vero e proprio museo a tema anni Ottanta e Novanta nella sua Palermo, una delle città più affascinanti d'Italia.

 

Per saperne di più, ecco le pagine Facebook e Instagram di "Giocattoli Anni 80/90 - Alla ricerca del tempo perduto"

 

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