Imparare divertendosi

Filastrocche di Natale per i bambini

Di Sveva Galassi
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20 Dicembre 2018 | Aggiornato il 20 Dicembre 2018
Rodari, Gozzano e tanti altri autori: abbiamo raccolto le più belle filastrocche natalizie per bambini. Tra le altre ci sono filastrocche in rima, poesie antiche e moderne, canzoncine natalizie. Sfoglia la galleria fotografica!
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Ci sono alcune bellissime filastrocche da insegnare ai bambini durante le feste natalizie, da cantare o da recitare assieme. Abbiamo selezionato per voi le più belle: ecco filastrocche in rima, poesie antiche e moderne, canzoncine natalizie. Non mancano le filastrocche d'autore, tra cui spiccano quelle del bravissimo scrittore Gianni Rodari.

 

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Filastrocche di Natale in rima

 

"Babbo Natale di rosso vestito" (di Jolanda Restano)

 

Babbo Natale di rosso vestito
lascia ogni bimbo sempre stupito
con i suoi doni e i suoi regali
sempre fantastici, sempre speciali!

Babbo Natale con la barba bianca
lavora di notte e non si stanca;
vola lassù insieme alle renne
porta per tutti i doni e le strenne!

 

"Arriva Natale" (di Jolanda Restano)

 

Cade la neve, scende dal cielo
e lieve, lieve copre di un velo
case e palazzi, strade e sentieri,
tetti aguzzi e comignoli neri.

Non c’è rumore, tutto tace
ascolto il mio cuore: senti che pace!
Arriva Natale, crea l’atmosfera
senti nel cuore la pace vera!

 

"Babbo Natale" (di Patrizia Nencini)

 

Sono un papà molto speciale
mi chiamo Babbo Natale!

Il vestito che porto addosso
è di un vivace colore rosso.

Cappello, stivali e cintura
completano la mia figura.

Quando mi guardo nello specchio
vedo la faccia di un bel vecchio.

Vivo al Polo tra nevi e orsachiotti
insieme a tanti gnomi grassotti.

Al lume fioco di una lampadina
leggo la posta fino a mattina.

Nella stanza delle sorprese
incarto i regali dal primo del mese.

Ho una slitta a nove renne
e scio sulla neve carico di strenne.

Per non sentire la tramontana
mi copro tutto con la sciarpa di lana.

Arrivo in città a notte scura
lascio le renne per una nuova avventura.

Salgo svelto sopra il tetto
poi scivolo piano nel caminetto:

nella casa tutto tace
e a luci spente regna la pace.

L’albero di Natale è luminoso:
metto i giocattoli e mi allontano silenzioso.

Dopo un dolcetto e un riposino
lascio la casa di ogni bambino.

Al mattino, tutto solo,
sveglio le renne e …via verso il Polo!

Durante il viaggio saluto tutti:
i piccoli, i grandi, i belli e i brutti!

A casa arrivo con un po’ d’affanno,
mi stendo sul letto e dormo per un anno.

Sogno una notte fatata e speciale…
il tempo è passato: è già Natale!

 

"Babbo Natale" (di Monique Hilton)

 

In un nido di cicogna
Babbo Natale sogna
un albero illuminato
un bimbo incantato
un giorno più lieto
un mondo più quieto.

Sogna sotto le stelle
tutte le cose più belle.
Nel cuore del suo sogno,
sai chi c’è?
Un regalo tutto per sé.

 

"Buon Natale" (di Dino Buzzati)

 

E se invece venisse per davvero?
Se la preghiera, la letterina, il desiderio
espresso così, più che altro per gioco
venisse preso sul serio?
Se il regno della fiaba e del mistero
si avverasse? Se accanto al fuoco
al mattino si trovassero i doni
la bambola il revolver il treno
il micio l’orsacchiotto il leone
che nessuno di voi ha comperati?
Se la vostra bella sicurezza
nella scienza e nella dea ragione
andasse a carte quarantotto?
Con imperdonabile leggerezza
forse troppo ci siamo fidati.
E se sul serio venisse?
Silenzio! O Gesù Bambino
per favore cammina piano
nell’attraversare il salotto.
Guai se tu svegli i ragazzi
che disastro sarebbe per noi
così colti così intelligenti
brevettati miscredenti
noi che ci crediamo chissà cosa
coi nostri atomi coi nostri razzi.
Fa piano, Bambino, se puoi.

 

Filastrocche di Natale: i testi

 

"A Gesù bambino" (di Umberto Saba)

 

La notte è scesa

e brilla la cometa

che ha segnato il cammino.

Sono davanti a Te,

Santo Bambino!

Tu, Re dell’universo,

ci hai insegnato

che tutte le creature sono uguali,

che le distingue solo la bontà,

tesoro immenso,

dato al povero e al ricco.

Gesù, fa’ ch’io sia buono,

che in cuore non abbia che dolcezza. F

a’ che il tuo dono

s’accresca in me ogni giorno

e intorno lo diffonda,

nel Tuo nome.

 

"Alla vigilia di Natale" (di Bertolt Brecht)

 

Oggi siamo seduti, alla vigilia
di Natale, noi, gente misera,
in una gelida stanzetta,
il vento corre fuori, il vento entra.
Vieni, buon Signore Gesù, da noi, volgi lo sguardo:
perchè tu ci sei davvero necessario.

 

"Buon Natale" (di Alda Merini)

 

A Natale non si fanno cattivi
pensieri ma chi è solo
lo vorrebbe saltare
questo giorno.
A tutti loro auguro di
vivere un Natale
in compagnia.
Un pensiero lo rivolgo a
tutti quelli che soffrono
per una malattia.
A coloro auguro un
Natale di speranza e di letizia.
Ma quelli che in questo giorno
hanno un posto privilegiato
nel mio cuore
sono i piccoli mocciosi
che vedono il Natale
attraverso le confezioni dei regali.
Agli adulti auguro di esaudire
tutte le loro aspettative.
Per i bambini poveri
che non vivono nel paese dei balocchi
auguro che il Natale
porti una famiglia che li adotti
per farli uscire dalla loro condizione
fatta di miseria e disperazione.
A tutti voi
auguro un Natale con pochi regali
ma con tutti gli ideali realizzati.

 

"È Natale" (di Madre Teresa Calcutta)

 

È Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
È Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
È Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
È Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
È Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
È Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

 

"L'albero di Natale" (di Nazim Hikmet)

 

 A sud del golfo di Finlandia la notte
vicino al mare brumoso
l’albero di Natale scintilla
tra oscure torri gotiche
corazze di cavalieri teutoni
e ciminiere di fabbriche
l’albero di Natale
l’albero di Natale canta
sulla piazza bianca di neve
canzoni dell’Estonia
lunghissimo scintillante
pagliuzzato d’oro
l’albero di Natale
tu sei nella palla di vetro rosso
i tuoi capelli son paglia gialla le ciglia azzurre
sono io che l’ho appesa
mettendotici dentro
il tuo collo bianco è lungo e rotondo
ti ho messa nella palla di vetro rosso
con i miei dubbi
con le mie ansietà con le mie parole
le mie speranze le mie carezze
a tutti gli alberi di Natale a tutti gli alberi
a tutti i balconi le finestre i chiodi le nostalgie
ho appeso la palla di vetro rosso.

 

Filastrocche di Natale divertenti

 

"Il Natale dei bambini" (da "Un mondo da scoprire")

 

Il Natale è di tutti
ma ancor più dei bambini
perchè sono i più vicini
all’amor di Gesù.

Vanno e vengono per casa
tutti presi nell’attesa.
Il presepe coi Re Magi
l’alberello di Natale:
tutto è pronto, tutto è bello
sta tornando il Bambinello.

Tutto vostro è il Natale,
o bambini tanto cari,
custoditelo nel cuore
perché insegna solo amore.

 

"Natale" (di Mimì Menicucci)

 

Stanotte a mezzanotte
è nato un bel bambino
bianco, rosso e ricciolino.
La sua mamma con grande amore
lo accarezza e lo stringe al cuore.

Stanotte a mezzanotte
è nato un bel bambino
bianco, rosso e ricciolino.
Con le greggi escono fuori
lunghe file di pastori.

Stanotte a mezzanotte
è nato un bel bambino
bianco, rosso e ricciolino.
Portan cacio, frutta, fiori
ed un bianco pecorino.

Stanotte a mezzanotte
è nato un bel bambino
bianco, rosso e ricciolino.

 

"Quanti giocattoli!" (di Lina Schwarz)

 

Quanti giocattoli
nelle vetrine!
Tutti si fermano
bimbi e bambine.
Ma si divertono
solo a vedere,
san già che tutto
non si può avere!

 

"Ninna nanna di Natale" (di Jolanda Restano)

 

Dorme la renna dentro alla stalla,
mentre nel cielo brilla una stella.

Dormon gli gnomi nei loro lettini
e sognan regali portati ai bambini.

Dorme anche il Babbo di rosso vestito
stanco, distrutto davvero sfinito…

Dormono tutti dopo Natale!
La loro notte è stata speciale:

han consegnato migliaia di doni
a tutti i bimbi buoni!

 

"Lina la pallina" (di Gigliola Balatresi)

 

Lina la pallina
nell’albero splendeva,
bambini sorridenti
di luce rifletteva.
Le amiche sue palline
brillavano più in alto
gridavano: “Dai Lina!
Raggiungici, fai un salto!
Sei l’unica sì gialla
appesa al ramo in basso!”
“Silenzio!”disse Lina
“Che fate un gran fracasso!
Se qui quella manina
mi ha posta e sistemata
devo considerarmi
parecchio fortunata!
Da qui il Presepe ammiro
ed i regali sfioro,
a farmi compagnia
il ramo dell’alloro!
Non posso io saltare
amiche mie palline!
Intera voglio arrivare
al prossimo Natale!”

 

Vecchie poesie di Natale

 

"Natale" (di Giuseppe Ungaretti)

 

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade.

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle.

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata.

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono.

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare.

 

"Il presepio (alla nonna)" (di Gabriele D'annunzio)

 

A Ceppo si faceva un presepino
con la sua brava stella inargentata,
coi Magi, coi pastori, per benino
e la campagna tutta infarinata.
La sera io recitavo un sermoncino
con una voce da messa cantata,
e per quel mio garbetto birichino
buscavo baci e pezzi di schiacciata.
Poi verso tardi tu m’accompagnavi
alla nonna con dir: “Stanotte L’Angelo
ti porterà chi sa che bei regali!”.
E mentre i sogni m’arridean soavi,
tu piano, piano mi venivi a mettere
confetti e soldarelli fra’ i guanciali.

 

"Il Presepe" (di Salvatore Quasimodo)

 

Natale. Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.

Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure di legno: ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende,
e l’asinello di colore azzurro.

Pace nel cuore di Cristo in eterno;
ma non v’è pace nel cuore dell’uomo.
Anche con Cristo e sono venti secoli
il fratello si scaglia sul fratello.
Ma c’è chi ascolta il pianto del bambino
che morirà poi in croce fra due ladri?

 

"È nato! Alleluia!" (di Guido Gozzano)

 

È nato il sovrano bambino,
è nato! Alleluia, alleluia!
La notte che già fu sì buia
risplende di un astro divino.

Orsù, cornamuse, più gaie
suonate! Squillate, campane!
Venite, pastori e massaie,
o genti vicine e lontane!

Non sete, non molli tappeti,
ma come nei libri hanno detto
da quattromill’anni i profeti,
un poco di paglia ha per letto.

Da quattromill’anni s’attese
a quest’ora su tutte le ore.
È nato, è nato il Signore!
È nato nel nostro paese.

Risplende d’un astro divino
la notte che già fu sì buia.
È nato il Sovrano Bambino,
è nato! Alleluia, alleluia!

 

"Natale degli spalatori di neve" (di Jacques Prévert)

 

(Quando cade a Natale)
I nostri camini sono vuoti
le nostre tasche rivoltate
ohè ohè ohè

i nostri camini sono vuoti
le nostre scarpe bucate
ohè ohè ohè

e i nostri figli lividi
sono a pancia vuota
ohè ohè ohè

Eppure è Natale
Natale che bisogna festeggiare
Festeggiamo festeggiamo il Natale
lo si fa ogni anno
Ohè la vita è bella
Ohè felice Natale

Ma ecco la neve che cade
che cade così dall’alto
Si farà certo male
cadendo così dall’alto
ohè ohè èho

Povera neve novella
corriamo corriamo verso quella
corriamo con le nostre pale
corriamo a raccoglierla
perchè questo è il nostro mestiere
ohè ohè ohè

Graziosa neve novella
tu che arrivi dal cielo
dicci dicci o bella
ohè ohè ohè

Quando a Natale
cadranno di lassù
i tacchini di Natale
con i loro piccoli
ohè ohè èho!

 

Poesie di Natale di Gianni Rodari

 

"La cometa" (di Gianni Rodari)

 

Sono la Cometa
di Natale.
Ardo nel firmamento;
illumino i presepi;
riposo sulle punte degli abeti;
prometto pace alla terra
e doni ai bimbi buoni.

Ma voi mi fate certe confusioni!
Perchè, con tutta la vostra scienza,
non avete ancora scoperto
che di bimbi cattivi non ce n’è?

 

"Un abete speciale" (di Gianni Rodari)

 

Quest’anno mi voglio fare
un albero di Natale
di tipo speciale,
ma bello veramente.

Non lo farò in tinello, lo farò nella mente,
con centomila rami,
e un miliardo di lampadine
e tutti i doni
che non stanno nelle vetrine.

Un raggio di sole
per passero che trema,
un ciuffo di viole
per il prato gelato,
un aumento di pensione
per il vecchio pensionato.

E poi giochi,
giocattoli, balocchi
quanti ne puoi contare
a spalancare gli occhi:
un milione, cento milioni
di bellissimi doni
per quei bambini
che non ebbero mai
un regalo di Natale,
e per loro un giorno
all’altro è uguale,
e non è mai festa.

Perché se un bimbo
resta senza niente,
anche un solo, piccolo,
che piangere non si sente
Natale è tutto sbagliato.

 

"Ritorna ogni anno" (di Gianni Rodari)

 

Ritorna ogni anno, arriva puntuale
con il suo sacco Babbo Natale:
nel vecchio sacco ogni anno trovi
tesori vecchi e tesori nuovi.

C’è l’orsacchiotto giallo di stoffa,
che ballonzola con aria goffa;
c’è il cavalluccio di cartapesta
che galoppa e scrolla la testa;
e in fondo al sacco, tra noci e confetti,
la bambolina che strizza gli occhietti.

Ma Babbo Natale sa che adesso
anche ai giocattoli piace il progresso:
al giorno d’oggi le bambole han fretta,
vanno in auto o in bicicletta.
Nel vecchio sacco pieno di doni
ci sono ogni anno nuove invenzioni.

Io del progresso non mi lamento
anzi, vi dico, ne son contento.

 

"Il pianeta degli Alberi di Natale" (di Gianni Rodari)

 

Ritorna ogni anno, arriva puntuale
con il suo sacco Babbo Natale:
nel vecchio sacco ogni anno trovi
tesori vecchi e tesori nuovi.

C’è l’orsacchiotto giallo di stoffa,
che ballonzola con aria goffa;
c’è il cavalluccio di cartapesta
che galoppa e scrolla la testa;
e in fondo al sacco, tra noci e confetti,
la bambolina che strizza gli occhietti.

Ma Babbo Natale sa che adesso
anche ai giocattoli piace il progresso:
al giorno d’oggi le bambole han fretta,
vanno in auto o in bicicletta.
Nel vecchio sacco pieno di doni
ci sono ogni anno nuove invenzioni.

Io del progresso non mi lamento
anzi, vi dico, ne son contento.

 

"Il pellerossa nel Presepe" (di Gianni Rodari)

 

Il pellerossa con le piume in testa
e con l’ascia di guerra in pugno stretta,
come è finito tra le statuine
del presepe, pastori e pecorine,
e l’asinello, e i magi sul cammello,
e le stelle ben disposte,
e la vecchina delle caldarroste?
Non è il tuo posto, via, Toro seduto:
torna presto di dove sei venuto.

Ma l’indiano non sente. O fa l’indiano.
Ce lo lasciamo, dite, fa lo stesso?
O darà noia agli angeli di gesso?
Forse è venuto fin qua,
ha fatto tanto viaggio,
perchè ha sentito il messaggio:
pace agli uomini di buona volontà.

 

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