Imparare divertendosi

Filastrocche di Natale per i bambini

13 Dicembre 2011 | Aggiornato il 01 Novembre 2015
Rodari, Gozzano e tanti altri autori: abbiamo raccolto le più belle filastrocche natalizie per bambini. Sfoglia la galleria fotografica
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indiano

Il pellerossa nel presepe - Gianni Rodari

Il pellerossa con le piume in testa
e con l'ascia di guerra in pugno stretta,
come è finito tra le statuine
del presepe, pastori e pecorine,
e l'asinello, e i maghi sul cammelo,
e le stelle ben disposte,
e la vecchina delle caldarroste?
Non è il tuo posto, via, Toro seduto:
torna presto di dove sei venuto.
Ma l'indiano non sente. O fa l'indiano.
Ce lo lasciamo, dite, fa lo stesso?
O darà noia agli angeli di gesso?
Forse è venuto fin qua,
ha fatto tanto viaggio,
perchè ha sentito il messaggio:
pace agli uomini di buona volontà.

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Storielle allegre - Heinrich Hoffmann

Nella notte di Natale
Vien dal cielo un angioletto
A posar presso il guanciale
Del sopito fanciulletto.

E se, a tavola, e obbediente,
Se giocar sa senza chiasso,
Se tranquillo, fra la gente,
Suol seguir la mamma a spasso,

Risvegliandosi il fanciullo,
Troverà, sul suo lettino,
La sorpresa ed il trastullo
D'un dipinto libriccino.

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Natale - Guido Gozzano

È nato! Alleluia! Alleluia!
È nato il Sovrano Bambino.
La notte che già fu si buia
risplende d'un astro divino.

Orsù, cornamuse, più gaie
sonate, squillate, campane!
Venite, pastori e massaie
o genti vicine e lontane!

Per quattro mill'anni s'attese
quest'ora su tutte le ore.
È nato! È nato il Signore?
È nato nel nostro paese!

La notte che già fu si buia
risplende d'un astro divino,
è nato il Sovrano Bambino.
È nato! Alleluia! Alleluia!

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Verso il presepe - Olga Vicentini

La notte è tutte stelle,
il cuore è tutto buono,
vien da lontano un suono
di flauti e ciaramelle.
E passano i pastori,
passano tutti i cuori:
s’affollano al presepe
dove un bambino giace,
dolce, ridente, in pace.
E il popolo fa siepe.

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Un dono speciale - Roberto Piumini

Quest'anno Natale mi ha fatto un bel dono,
un dono speciale.
Mi ha dato allegria,
canzoni cantate in gran compagnia.
Mi ha dato pensieri,
parole e sorrisi di amici sinceri.
Dei vecchi regali non voglio più niente:
ad ogni Natale io voglio la gente.

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Lo sciopero di Babbo Natale - Anna Baccelliere

Filastrocca tutta matta,
con la valigia ancor disfatta,
Babbo Natale sta nel letto
col pigiama e col berretto.
Si stiracchia, poi sbadiglia
infin succede un parapiglia:
cade giù dal materasso.
Patatrac! Che gran fracasso!
"Uffa, Rudolph" lui protesta
"ho una strana idea in testa!
Per quest'anno scioperiamo,
dai bambini non andiamo.
Li lasciam senza balocchi,
senza doni con i fiocchi!"
E' la renna un po' stupita:
la sua faccia è intontita.
"Ma babbino cosa dici?
Li vuoi rendere infelici?
Senza dolci e senza doni
non saran certo più buoni.
Presto, su! Non puoi scherzare
: c'è la slitta da preparare"
"Io non scherzo: sono serio!
Questo è un mio desiderio.
Faccio sciopero quest'anno!
Le altre renne già lo sanno!
Che m'importa dei bambini
che si divertono ai giardini?
Lor si scordano di me
e non pensan neanche a te!
Mi lascian solo tutto l'anno
fino già da Capodanno.
E in estate, giù al mare,
non fan altro che giocare.
Da novembre poi, pian piano,
pensan a me che son lontano.
Più che a me, ad un regalo.
La mia fama ormai è in calo!
Chi pensa al Babbo sol soletto
brontolone e un po' vecchietto?
Non passa mai qui il tempo al Polo
ed io resto sempre solo.
Vorrei almeno una cartolina
dal Giappone o dalla Cina,
dall'Italia o dal Perù,
ma che arrivi fin quassù;
che mi faccia compagnia.
e nel cuor metta allegria."
"Dai babbino, non far capricci!
Abbiamo già dei grossi impicci:
ci son pacchi da incartare
e i dolciumi da glassare."
"Rudolph, renna, amica cara,"
dice poi con voce amara,
"M'è venuto un gran sospetto
che ti racconto ora di getto:
Sono amato dai bambini
per i doni e i regalini.
Per loro sono un gran panzone,
potrei andare anche in pensione.
E le loro letterine?
Non son più tanto carine.
Voglio questo e voglio quello,
anche se sono un po' monello.
Non esiste il "per piacere":
pare quasi sia un dovere
portar loro tanti doni
anche se non sono stati buoni.
Sono stanco, sono anziano;
me ne sto sul mio divano,
sorseggiando un the bollente,
assaporando il non far niente.
Vediamo un po' cosa succede
se quest'anno resto in sede.
Sarà strano un po' il Natale
di sicuro assai speciale."
"Ma babbino stai scherzando?
Il Natale sta arrivando.
Metti giubba e pantaloni,
carichiamo i pacchi e i doni.
Questo altr'anno ti prometto,
i bambini, è presto detto,
ti scriveranno letterine
dalle spiagge e le colline,
dai monti o la riviera,
dal safari o la crociera.
Penseranno un po' più a te
e, magari, un po' anche a me.
Egoisti non saranno:
t'ameranno tutto l'anno."
"E va bene, amica mia:
m'hai convinto e così sia.
Partiamo in giro per il mondo
Sono buono, lo sai, in fondo.
Ma ai bambini voglio dire,
e tu non mi puoi zittire,
una giusta verità
che forse un po' li annoierà:
Ogni tanto, a noi anziani,
bisogna tendere le mani.
Un sorriso od un pensiero
ci fan felici per davvero.
Ora andiamo presto su,
scioperar non voglio più."
Filastrocca tutta matta
con i bimbi è pace fatta.
Babbo Natale è già partito
e lo sciopero è finito.

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Lo zampognaro - Gianni Rodari

Se comandasse lo zampognaro
che scende per il viale,
sai che cosa direbbe
il giorno di Natale?
«Voglio che in ogni casa
spunti dal pavimento
un albero fiorito
di stelle d'oro e d'argento».
Se comandasse il passero
che sulla neve zampetta
sai che cosa direbbe
con la voce che cinguetta?
«Voglio che i bimbi trovino,
quando il lume sarà acceso,
tutti i doni sognati,
più uno, per buon peso».
Se comandasse il pastore
dal presepe di cartone
sai che legge farebbe
firmandola col lungo bastone?
«Voglio che oggi non pianga
nel mondo un solo bambino,
che abbiano lo stesso sorriso
il bianco, il moro, il giallino».
Sapete che cosa vi dico
io che non comando niente?
Tutte queste belle cose
accadranno facilmente;
se ci diamo la mano
i miracoli si fanno
e il giorno di Natale
durerà tutto l'anno.

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Natale - Fiorella

Natale! Natale! Per quanti bei doni
mi porti, dall'alto suo cielo, Gesù,
il dono più bello fra tutti quei doni,
il dono più caro, babbino, sei tu.

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