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Gioco d'azzardo e adolescenti: non lasciamo i ragazzi soli

di Rosy Maderloni - 28.02.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Gioco d'azzardo e adolescenti: così i ragazzi cadono nella ludopatia tra scommesse sportive, loot box e gratta e vinci.

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Gioco d'azzardo e adolescenti

Nei tribunali della vicina Austria e nel Parlamento tedesco, tanto per restare in Europa, si riflette da tempo su come il sistema delle Loot box, prodotti acquistabili dai giocatori di videogame su cloud, riproduca dinamiche molto associabili al gioco d'azzardo. Ancora, da quanto emerge in una indagine di Nomisma che fotografa i comportamenti delle giovani generazioni rispetto al gambling, scommesse sportive (online e offline) e gratta e vinci suscitano l'interesse di buona parte della Generazione Z. Gioco d'azzardo e adolescenti: quanto è rilevante il tema in Italia? Ne parliamo con il sociologo Maurizio Fiasco, relatore a Cambio Gioco.

Perché un adolescente dovrebbe divertirsi a tentare la fortuna?

"Gli neuroscienziati ci spiegano come le connessioni del sistema nervoso centrale, deputate alla capacità di prendere decisioni responsabili, siano ancora in fase di sviluppo a questa età - esordisce Fiasco - e più semplicemente potremmo dire che l'evoluzione dei ragazzi sia ancora in formazione. Nel periodo dello sviluppo sappiamo anche come la personalità e l'identità dei nostri soggetti stiano formandosi, alla ricerca di conferme che provengono da ambienti esterni alla famiglia, si pensi al rapporto tra pari ad esempio. Queste premesse sono importanti per capire in che modo i meccanismi di frustrazione e gratificazione, amministrati dalle piattaforme digitali di gaming, attivano una dipendenza patologica, in particolare nella popolazione in età evolutiva. Stiamo parlando dei videogiochi, del gaming. Ma la struttura dei prodotti che oggi prevalgono è molto simile a un gioco d'azzardo, al gambling". 

Che cos'è il gioco d'azzardo?

"A dire il vero - chiarisce il sociologo - potremmo rilevare che è un'attività estremamente banale nella sua struttura: si prende del denaro, o un oggetto dal valore venale, e lo si mette a rischio, puntando su un evento incerto. Senza il lucro, al netto, dunque, della prospettiva di ottenere un premio erogato dal caso, si proverebbe solo noia. Cosa c'è di eccitante nell'azione di grattare un tagliando, nel veder girare una pallina nella roulette, nell'attendere che compaia nel display di una slot machine una combinazione di numeri o di semi… Se è assente il denaro? Nel tempo che viviamo, interviene una progettazione industriale che trasforma un dispositivo così elementare in un'idrovora di denaro (e di tempo di vita).

Nell' "industria della Fortuna", tuttavia, nessun elemento è determinato dal caso. Il banco ha provveduto a garantirsi un margine netto di profitto, con regole di gioco passate al vaglio del calcolo matematico. La macchina dell'azzardo è predisposta per catturare l'utente, con il corredo di sonorità e di frequenze luminose selezionate. L'apparecchio entra nel fisico della persona, diviene un'estensione del self. I suoni degli apparecchi hanno la stessa frequenza di quella dei battiti cardiaci quando siamo in stato di eccitazione e di attesa. Si spiega anche così il fattore che mantiene le persone incollate nella postazione di una slot machine, o che impedisce loro di fermare il susseguirsi di scommesse al terminale mobile".

Anziani e adolescenti: motivazioni diverse portano alla stessa dipendenza?

"La fortuna che rilascia una ricompensa, possiede una valenza forte per la popolazione della terza età: raccoglie la speranza di una 'svolta nella vita', di una virata esistenziale. Diverso è il fattore invece che incide sull'adolescente - commenta Maurizio Fiasco – e lo si nota nel settore delle scommesse sportive online, che interessano sempre più ragazzi. Alea (il caso) è contraffatta con Agòn (abilità). Scommettere è sport, dunque. Lo sport è la scommessa: con questo rovesciamento di significato, lo sport è cancellato come evento narrativo, con l'epica che lo connota. Il match è infatti degradato a mero contenitore della scommessa, non è più orientata a definire un pronostico sulla vittoria di questa o di quella squadra. Ma a puntare denaro su chi risulterà autore del primo gol, o sul succedersi di ammonizioni, falli, errori, calci d'angolo. Nel caso del tennis sarà sulle battute, sui net o sui let, sulle volée o sugli ace, eccetera. L'evento sportivo viene sezionato e ridotto a una veloce frequenza di battute e scommesse, attorno a micro eventi o aspetti parziali di un match.

 

Che fine fa la passione sportiva?

"L'epica dell'incontro agonistico, come ho fatto notare, scompare davanti all'induzione a scommettere su una frazione della manifestazione sportiva - chiarisce Fiasco -. La "sportività", che tradizionalmente è attribuita all'abilità del calciatore, alla tecnica, alla strategia messa in campo dal "mister", è malintesa come capacità dello scommettitore di indovinare la sequenza che gli permetterà di vincere un premio. Questa presunta componente di abilità alletta molto di più il giovane. Si tratta di un'emozione analoga a quella che prova nel gaming, nell'esperienza dei videogiochi a distanza. In questo caso, il premio consiste nell'ottenere "poteri" digitali, armi virtuali, pacchetti di punti necessari per avanzare nei livelli successivi di gioco. Elementi astratti che si pagano con denaro vero. Ma la quantità di essi e la qualità sono determinati dal caso quando, aprendo la loot box, la fortuna vuole che nel pacco vi siano, anche solo virtuali, superpoteri, armi, soluzioni per procedere nel gioco. Gratificazione di abilità corroborata dalla gratificazione dell'esito casuale. Una sinergia, dunque, che però costa denaro in misura crescente per le loot box, ad esempio".

Scommesse legali e scommesse illegali: stessi danni negli adolescenti?

"Queste pratiche sono giudicate legali e in parte, anche la decisione di abolire la pubblicità delle società di scommesse è stata presentata come una scelta che avrebbe favorito l'aumento del gioco illegale - commenta il ricercatore -. Questo però non è stato dimostrato con ricerche empiriche e dati disponibili. Ma seppure fosse (e non lo è), tanto il gioco illegale quanto quello autorizzato provocano un danno profondo all'età evolutiva. Trattasi infatti di una forma di manipolazione sempre in agguato e insistente ed è perciò una marchiana impostura parlare di "gioco sicuro". Ma davvero si può sostenere questa qualifica, in un Paese che registra, in termini di volume d'affari, ben 150 miliardi di euro di transazioni di azzardo (nel 2023)? È una cifra pari a 15 volte quella registrata nell'anno 2000, quando in Italia vi era una forte tradizione del risparmio familiare.

Ma come può ritenersi "sicuro" un settore nel quale l'utente è fidelizzato grazie alla dipendenza patologica? Ricordiamo che la patologia correlata al gioco d'azzardo è riconosciuta anche in Italia a partire dal 2012. Ecco la ragione che indica di intervenire sulla dipendenza dal gioco d'azzardo, anche negli adolescenti, per una questione di salute pubblica".

Quali sono i segnali di una ipotetica dipendenza da gioco d’azzardo?

"I nostri figli trascorrono molto tempo su console e giochi su cloud in cui svolgono combattimenti, superano prove sportive, sfidano altre persone o affrontano prove all'interno di narrazioni fantastiche o verosimili - spiega Fiasco -. Molti di questi giochi si avvalgono della possibilità di "acquistare" componenti che permettano di superare livelli e match. Questa gratificazione, dunque, è svolta proprio dall'aprire il pacco che contiene il premio prescelto in funzione di migliorare la propria prestazione di gioco. Quanto incide sul benessere e sull'approccio al gioco del ragazzo questo elemento? Quanto spende per i suoi giochi?

  • Impariamo a osservare e a conoscere meglio il mondo in cui stanno immersi diverse ore al giorno. Per riconoscere i segni di una dipendenza patologica, infatti, occorre esplorare l'architettura del progetto del gioco o dell'ambiente digitale che stanno frequentando. Una architettura che li imprigiona. 
  • A loro volta, i medici pediatri hanno colto dei segnali associati, quali obesità e ipertensione arteriosa, correlazione con disturbi alimentari, eccessiva sedentarietà a causa dell'ossessione da internet e da social network.
  • L'aspetto più frequente è un disturbo nella regolazione del ritmo sonno/veglia.
  • Sul piano educativo si ostacola la maturazione di una progressiva competenza nel gestire il piccolo budget personale, la paghetta: spesa velocemente per giocare al terminale.
  • Conviene inoltre osservare il tempo di connessione, ma non come misura a sé, ma come modalità del vivere tale esperienza: quando il ragazzo alterna momenti di euforia e gratificazione a momenti di sconforto e frustrazione".

Come intervenire?

"Le diagnosi vere e proprie, ovviamente, sono di pertinenza dei professionisti clinici - conclude Fiasco -.

Suggerisco di interpellarli al primo segnale. Ricordo infatti che si sta verificando, proprio con la congerie dei giochi online, una riduzione della quantità di tempo per cadere in una dipendenza. E infatti l'allarme è risuonato in diversi Paesi nel mondo. Oltre a class action di cittadini che hanno intentato procedimenti giudiziari contro i produttori di questi giochi, cominciano a sorgere azioni per investire sull'educazione e la prevenzione. In Italia siamo però ancora all'anno zero. Per questo è importante che il sistema degli adulti – a partire da quanti hanno responsabilità educative sui nostri ragazzi – sia informato della portata che il binomio gaming-gambling può avere sulla salute pubblica, anche nelle fasce più giovani".

L'evento e l'intervistato

Di "La lotta al gioco d'azzardo parte dai giovani" si parlerà a "Cambio Gioco. Settimana della prevenzione delle dipendenze comportamentali e del gioco d'azzardo patologico" organizzato dall'ULSS6 Euganea di Padova con la collaborazione di Alterevo Società Benefit e I AM. L'appuntamento con Maurizio Fiasco in dialogo con Sabrina Molinaro è martedì 12 marzo alle ore 20.30.

Maurizio Fiasco, laureato in filosofia è sociologo, svolge ricerca, formazione e consulenza di direzione su sicurezza pubblica, amministrazione locale e fenomeni socioeconomici, quali il gioco d'azzardo, l'usura e la criminalità economica. Con motu proprio, il 9-X-2015 il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, lo ha insignito del titolo di Ufficiale OMRI, "Per la sua attività di studio e ricerca su fenomeni quali il gioco d'azzardo e l'usura, di grave impatto sulla dimensione individuale e sociale". Consulente (1990-2001 e 2019 al 2022) della Commissione parlamentare antimafia, presiede l'associazione scientifica Alea. Fa parte dell' "Osservatorio sul contrasto al gioco d'azzardo e alla dipendenza grave" presso il Ministero della Salute.

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