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Gratificazione istantanea o ritardata? A cosa educhiamo i nostri figli?

di Rosy Maderloni - 29.02.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Educhiamo i nostri figli a preferire la ricerca di una gratificazione istantanea o ritardata? Come agiscono l'una e l'altra in preadolescenza? Risponde Pellai.

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Gratificazione istantanea o ritardata? A cosa educhiamo i nostri figli?

Sovraesposti a internet, abili e autonomi nel muoversi sul web e sui social network, i preadolescenti e gli adolescenti di oggi, la cosiddetta generazione Z, trascorrono una porzione della loro vita online e c'è da chiedersi in che modo quest'attrazione costituisca una forma di gratificazione. Gli esperti parlano di gratificazione istantanea o ritardata per definire quelle esperienze che comportano piacere e benessere a seconda che si intenda soddisfare un impulso nell'immediato o che si tragga un appagamento futuro a partire da un comportamento più faticoso del momento. Come si esercitano la prima e la seconda modalità nell'età dello sviluppo? Ne parliamo con Alberto Pellai, psicoterapeuta e ricercatore, ospite dell'edizione 2024 della rassegna Cambio Gioco.

Cosa sono la gratificazione istantanea e la gratificazione ritardata?

"Con gratificazione istantanea intendiamo quella situazione di cui ricerchiamo il piacere istantaneo. Possiamo definirla come esperienza dopaminergica verso un piacere desiderato e rincorso, si associa al processo del 'qui e ora', e del 'tutto e subito'. L'uso di internet, dei social e dei videogiochi si connota come esperienza dopaminergica, cioè volta a dare ai ragazzi un gratificazione immediata che come reward, come ricompensa, porti divertimento e piacere, una dinamica difficile da controllare e dosare in autonomia alla loro età. La gratificazione ritardata, invece, è frutto di un impegno che nel lungo termine porta a un risultato sperato, a un obiettivo raggiungibile accettando che, per ottenerla, occorra fare fatica e attivare risorse interiori ulteriori. Il processo assomiglia alla corsa del maratoneta, il quale arriva a concludere la sua prestazione con la mente, non più solo col corpo". 

Gratificazione istantanea e gratificazione ritardata a scuola

"L'impegno scolastico è un ambito che porta l'allievo a sentirsi gratificato certamente non nell'immediato in quanto lo studio generalmente è difficilmente associato al divertimento puro - chiarisce il ricercatore -, ma si evince quando lo studente è soddisfatto delle proprie prestazioni, al termine di un anno scolastico andato bene o nell'interesse verso le materie che si scoprono piacere più di altre, ad esempio.

La demotivazione allo studio è strettamente collegata a queste esperienze: il reward non immediato, la mancata soddisfazione verso argomenti che possono non essere capiti subito o che richiedono maggiori sforzi possono portare uno studente a desistere. Per questo è importante lavorare per responsabilizzare alla fatica come impegno quotidiano".

Adolescenti ed esperienze di gratificazione: ruolo dei genitori

"Tanto più come genitori stentiamo a responsabilizzare i nostri figli a una fatica o a un impegno quotidiano, tanto più non li aiuteremo ad autodeterminarsi verso forme di gratificazione ritardata, importanti per la loro crescita. Sia chiaro, non tutte le esperienze di gratificazione immediata sono negative. Pensiamo all'innamoramento: quelle emozioni di felicità che i nostri ragazzi provano già in tenera età sono una manifestazione di questa forma di gratificazione. Ma anche qui è importante educarli a una evoluzione dei sentimenti e trasformare un innamoramento in una relazione d'amore che richiede impegno, il rispetto di regole e dell'altro in una forma più complessa. La preadolescenza è un tempo fragile in cui si sta imparando ad autoregolarsi sui stimoli correlati: il nostro contatto di autorevolezza nel territorio di crescita dei nostri figli è importantissimo. E' un lavoro che assomiglia al tiro alla fune in cui si cerca di limitare la predisposizione alla gratificazione istantanea e si cerca di allungare i tempi in cui il proprio figlio è allenato alla fatica. La sovraesposizione a forme di gratificazione spontanea online sono un fattore che può avvicinare alle dipendenze, dipendenza dai videogiochi, dipendenza da internet, dipendenza dai social network fino anche alla ludopatia". 

Gratificazione istantanea o ritardata: consigli per i genitori

"Più in generale, quando parliamo di educare i propri ragazzi a valorizzare i benefici della gratificazione ritardata, dobbiamo capire come genitori quali sono gli strumenti a nostra disposizione nella nostra relazione educativa coi figli - aggiunge Pellai -:

  • L'ascolto attento e il dialogo permettono di capire cosa attrae tanto i nostri ragazzi e di sentirci coinvolti nelle loro vite. L'assenza degli adulti nella preadolescenza e nell'adolescenza potrebbe portarci a sentirci impotenti di fronte a quanto accade dentro ai loro telefoni come fuori dalle loro stanze.
  • Il nostro contratto educativo con loro sia chiaro. Stabiliamo in famiglia quali sono i valori e le idee prioritarie. Negoziamo con loro i temi conflittuali e una volta tracciati i confini manteniamo il rispetto dei patti.
  • Impariamo a gestire la tecnologia, senza con questo diventare per forza espertissimi, ma cerchiamo di conoscere gli strumenti e le piattaforme frequentate dai nostri figli. Abbiamo una responsabilità educativa chiara nei loro confronti.
  • La testimonianza e l'esempio verso ciò che si desidera ottenere dai propri figli è un altro strumento: gestiamo in modo consapevole e sicuro noi per primi la nostra presenza sui social network".

L’esempio dei Patti digitali di comunità

"La fatica di questa costante pratica di tiro alla fine che i genitori intraprendono nell'educazione dei figli può davvero essere tanta - conclude lo psicoterapeuta - soprattutto se intorno alle proprie scelte la società si muove diversamente.

Ad esempio, rispetto all'età in cui dare al proprio figli il suo primo telefono: è importante che i genitori facciano comunità, avere una mente adulta comune che dia senso a quello che succede nelle situazioni individuali aiuta non soltanto le famiglie a non sentirsi sole, ma anche i ragazzi a non sentirsi indietro rispetto ai coetanei. Diverse comunità locali stanno definendo le tappe fondamentali della vita digitale dei figli dando le stesse regole condivise e avendo sviluppato una idea condivisa di valori e strategie educative e resistendo così alla pressione sociale che spinge a una accelerazione dei tempi e a un uso prolungato quando non consapevole dei dispositivi digitali". 

Di "L'arte di ascoltare: una risposta alle esigenze profonde degli adolescenti" si parlerà a "Cambio Gioco. Settimana della prevenzione delle dipendenze comportamentali e del gioco d'azzardo patologico" organizzato dall'ULSS6 Euganea di Padova con la collaborazione di Alterevo Società Benefit e I AM. L'appuntamento con Alberto Pellai in dialogo con Matteo Lancini è mercoledì 13 marzo alle ore 20.30.

Alberto Pellai è medico, psicoterapeuta dell'età evolutiva, dottore di ricerca in Sanità Pubblica, specialista in Igiene e Medicina Preventiva, ricercatore in Educazione alla Salute, Educazione Sanitaria e Prevenzione in età evolutiva per l'Università di Milano e Medaglia d'argento al merito in Sanità Pubblica dal Ministero della Salute nel 2004. Molti i suoi libri per docenti e genitori, tra cui "Tutto troppo presto. L'educazione sessuale dei nostri figli ai tempi di Internet", "L'età dello tsunami", "Il metodo famiglia felice", "Il primo bacio", "Girl R-Evolution", diventati best seller con diverse ristampe e traduzioni in quindici nazioni. Collabora con molte testate nazionali e ha vinto numerosi premi letterari. La sua pagina Facebook dedicata all'educazione ha più di 150.000 followers, mentre su Instagram è attivo con oltre 50.000 followers.

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