Famiglia felice

I segreti delle famiglie più felici d'Europa. Il modello della Danimarca

Di Emanuela Mei
famigliadanese
26 Maggio 2015
Troppo spesso si parla della centralità della famiglia senza però aiutarla concretamente. Ecco perché perfino l'Onu ha esortato i suoi Stati membri a ispirarsi al modello danese che vanta la popolazione più soddisfatta d'Europa rispetto alla propria vita famigliare e lavorativa
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Vincere la battaglia tra lavoro e famiglia e ridurre il senso di incertezza quando pensiamo al futuro è possibile. La Danimarca, con un sistema di welfare da manuale, c'è riuscita e per questo da anni occupa i primissimi posti della classifica dei Paesi più felici del mondo.

 

Come ci riesce? Ecco i suoi segreti rivelati dall'Happiness Research Institute di Copenaghen, presentati ieri a Milano nel corso di un incontro organizzato da Assimoco (Assicurazione Movimento Cooperativo) sui nuovi bisogni di welfare delle famiglie.

 

1) Lavorano entrambi i genitori

 

La Danimarca detiene una delle più alte percentuali di donne lavoratrici di tutta Europa e il dato colpisce ancora di più se lo si paragona con quello italiano, un misero 47%. A permetterlo è una flessibilità che si traduce nella possibilità di riproporsi sul mercato del lavoro in modo più facile, anche dopo aver avuto un figlio.  (Leggi anche: congedo maternità, come funziona nel mondo)

 

2) ...ma non fino a tardi

 

Un orario di lavoro flessibile fa la differenza perché permette di passare più tempo in famiglia ed è uno dei motivi per cui i danesi sono oggi i più soddisfatti in Europa rispetto alla propria vita famigliare e lavorativa. Si lavora per vivere e non viceversa, insomma.

 

3) A casa si spartiscono i compiti

 

In Danimarca il capofamiglia è un ruolo condiviso tra uomo e donna. Spartendosi compiti e responsabilità e aiutandosi a vicenda, riescono entrambi a lavorare e a dedicare tempo ed energie alla propria famiglia. In questo senso, le pari opportunità sono una questione che i danesi prendono molto sul serio.

 

4) Lui gode di un lungo e ben pagato congedo di paternità

 

Il modello danese di welfare garantisce un aiuto ai genitori durante il primo anno di vita di un figlio. In Danimarca il congedo per maternità ammonta a 52 settimane (un anno preciso) durante le quali i genitori ricevono fino a 32 settimane di sussidio economico dallo Stato. Le settimane di congedo sono suddivise tra quattro settimane prima della nascita del bambino e 14 a seguire, obbligatorie per la madre, e due obbligatorie per il padre successive al lieto evento (sì, avete letto bene, 2 settimane). E, indovinate un po', i neo-papà danesi se le prendono fino all'ultimo giorno.

 

5) … e può scegliere il part-time senza essere giudicato male

 

In Danimarca un padre che sceglie un lavoro part-time o più flessibile non è guardato come un animale raro né giudicato male perché non pensa alla carriera. Al contrario, è incentivato a farlo perché sa di poter contare anche sul salario della donna che, a differenza dell'Italia, non è affatto inferiore a quello dell'uomo.

 

6) Hanno una rete di servizi che funziona

 

Asili nido, materne, centri di assistenza, scuole e tantissimi asili aziendali sono i servizi all'infanzia di cui godono le famiglie danesi. Quasi tutti pubblici e gratuiti, fanno sì che i genitori possano dedicarsi al proprio lavoro ed essere tranquilli che qualcuno si stia occupando dei loro figli. Non è un caso che la Danimarca sia il paese europeo che più investe nell'assistenza infantile nella fascia d'età al di sotto dei cinque anni (fonte OECD, Organisation for Economic Co-operation and Development).

 

7) E sono felici di pagare le tasse

 

Non neghiamolo, questo è il punto che ci fa più sorridere. Secondo la ricerca dell'Happiness Research Institute di Copenaghen, 9 danesi su 10 sono contenti di pagare le tasse perché contribuiscono a migliorare la qualità della loro vita. E come dargli torto?

 

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