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Bambini e coronavirus: ora più che mai non dimentichiamoci del gioco libero

di Valentina Murelli - 23.04.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Gli impegni scolastici durante il lockdown possono diventare fonte di stress e tensioni. Per superarli è importante offrire ai bambini la possibilità di continuare a giocare liberamente: i consigli di due psicologi infantili inglesi

Se c'è qualcosa di certo in questi mesi segnati dall'emergenza coronavirus è l'incertezza che ci circonda, con tutto il carico di ansia e preoccupazioni che questa incertezza può comportare, sia per gli adulti sia per i bambini. Per questi ultimi, ora più che mai è fondamentale la possibilità di giocare e di farlo liberamente, perché come mostrano i risultati della ricerca scientifica il gioco è una componente importante per la costruzione del benessere mentale dei bambini stessi e delle loro famiglie.

A dirlo, in un articolo pubblicato a fine marzo sulla rivista online The Conversation, sono due psicologi infantili dell'Università di Reading, Helen Dodd e Tim Gill, proponendo una riflessione sul gioco libero che parte dalla constatazione delle difficoltà collegate alla chiusura delle scuole e conseguente carico di responsabilità anche didattiche che si sono riversate sui genitori.

Se la scuola a casa rischia di creare tensioni

"Nella prima settimana di chiusura delle scuole in Gran Bretagna il numero di volte in cui su Google sono state cercate espressioni relative all'homeschooling è aumentata di 200 volte. Ma davvero i genitori dovrebbero mettersi a ricreare la scuola a casa?" si chiedono Dodd e Gill. I due inoltre sottolineano che in circostanze normali l'homeschooling è una scelta consapevole, organizzata e a lungo termine e che i genitori che la praticano in genere non tentano allo stesso tempo di lavorare.

Le circostanze create dall'emergenza coronavirus sono invece completamente diverse e anche senza arrivare a parlare di homeschooling in molte famiglie le richieste relative alla didattica a distanza (specialmente nel caso di bambini ancora piccoli, alla scuola primaria, e di genitori che tentano di lavorare da casa) possono creare stress e tensioni.

I vantaggi del gioco libero

Che fare, allora? L'alternativa proposta da Dodd e Gill è appunto quella di lasciare più spazio possibile al gioco libero, che offre numerosi vantaggi in termini di salute fisica e mentale: "Sappiamo infatti che contribuisce a diminuire i livelli di stress e a facilitare l'apprendimento".

E ancora: insieme a una routine il più possibile "normale", che è di per sé rassicurante, il gioco libero è importantissimo per permettere ai bambini di sperimentare un minimo senso di controllo, in un momento in cui tutto appare invece come fuori controllo. "Durante il gioco libero – sottolineano gli esperti – i bambini decidono esattamente cosa fare, come vogliono farlo, quando cominciare e quando smettere. In questo modo non solo seguono, esplorano e approfondiscono i loro interessi, ma sentono di essere in grado di controllare qualcosa".

Infine, il gioco libero può aiutare a comprendere e contestualizzare temi difficili, il che spiega perché in questo periodo i giochi potrebbero essere caratterizzati da riferimenti al coronavirus o a temi come la malattia e la morte. "È una reazione normale – spiegano Dodd e Gill – che aiuta il bambino a capire cosa sta accadendo. Per questo non bisogna interrompere questi giochi, ma i genitori potrebbero utilizzarli in seguito per stimolare una conversazione sugli argomenti toccati".

Esempi di gioco libero

Tra le attività classificabili come gioco libero, Dodd e Gill ricordano la costruzione di tende e ripari in casa, i travestimenti, il gioco di manipolazione con pasta modellabile, il gioco "pasticciato" con colori, gessi, materiali vari.

I genitori inoltre ossono favorire giochi creativi mettendo a disposizione dei bambini scatole di cartone, bottiglie e tappi di plastica o altri materiali generalmente destinati alla spazzatura, mentre per chi ha la fortuna di avere un giardino o un balcone con qualche pianta si può proporre (senza forzare) l'osservazione di insetti o di nuvole. L'ultimo invito ai genitori di Dodd e Gill è quello a non temere la noia dei bambini: "Ricordate che la noia stimola la creatività".

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