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Anna Martini alias mammadi5maschi e la sua famiglia XXL

di Nostrofiglio Redazione - 29.04.2022 - Scrivici

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Fonte: Redazione
Per un focus sulle famiglie numerose abbiamo intervistato Anna Martini, alias mammadi5maschi che ci ha parlato della sua famiglia XXL

Anna Martini, alias mammadi5maschi e la sua famiglia XXL

Anna Martini, mammadi5maschi è la protagonista della nostra intervista che ha come focus la famiglia numerosa: 5 figli maschi, uno in arrivo. E un cucciolo di pastore australiano, anche lui maschio. 

Anna è una mamma lavoratrice molto attiva sui social, sui quali condivide la quotidianità della sua famiglia ispirando i suoi follower, parlando di parenting e lifestyle, nel suo blog AnnaMartini.com e sul suo profilo instagram mammadi5maschi.

Abbiamo avuto il piacere di intervistarla e ci ha raccontato della sua famiglia XXL. 

Da quanti componenti è formata la tua famiglia XXL?

Decisamente XL lo era già e lo sarà ancora di più, il numero 6 è in arrivo. E' composta da me e mio marito Claudio, che io chiamo Husband sui social e i nostri cinque figli. Cinque maschi, più un cucciolo di pastore australiano che è arrivato a febbraio. Il più piccolo dei miei figli a luglio compirà 4 anni, mentre il più grande ne ha 14. 

C’è una parola chiave che sintetizza la gestione di 5 figli e uno in arrivo?

Per la gestione di cinque figli e uno in arrivo c'è una parola che sintetizza il tutto ed è organizzazione.

E' necessaria un'organizzazione che io quasi non mi rendo nemmeno conto di avere. Però è quella che poi alla fine dall'esterno tutti ci riconoscono maggiormente. Quindi quando la gente mi chiede "Come fate? Come è possibile?", io non mi rendo conto perché questa bicicletta la pedalo da tempo senza rendermi conto e non mi sembra di fare niente di particolare. Faccio quello che fanno tutte le mamme, tutti i giorni.

Probabilmente la differenza è proprio l'organizzazione e per forza di cose, per sopravvivenza perdi un po' la mania di dovere controllare tutto, di dover avere tutti sott'occhio o aiutare chiunque. Il fatto di essere tanti li rende più autonomi perchè quando iniziano a rendersi conto che le cose possono farle allora comoinciano a farle. Di contro, sentendosi presto autonomi sono alle volte un tantino piu' indomabili, perché sapendo di poter fare, vorrebbero anche un po' decidere, però questo dipende dal carattere e da bambino a bambino. 

Come riesci a conciliare famiglia e lavoro?

Io lavoro come social media manager di un'agenzia per il lavoro e da un po' di tempo lavoro da casa. Ho un lavoro da dipendente che ho sempre portato avanti anche a buon livello perché sui temi del mio lavoro ho anche scritto due libri, diciamo che ho fatto anche discretamente carriera rispetto alla mia posizione. Nel resto della giornata mi dedico ai miei figli e ovviamente al profilo Instagram.

Sicuramente il fatto di lavorare utilizzando Instagram e mostrando comunque la mia vita con loro che sono parte attiva del progetto è più semplice anche se è un lavoro a tutti gli effetti.

Fino al mio secondo figlio lavoravo 8 ore e per di più, essendo nell'area manager giravo più regioni: Piemonte, Liguria, Toscana, Lombardia. Quindi facevo duemila chilometri a settimana.

Quando poi ho avuto il terzo e poi il quarto ho iniziato a lavorare da un'altra parte e lavoravo fino alle cinque. Dal quinto in poi ho iniziato a lavorare solo mezza giornata.

Avete qualche aiuto, tipo tata, nonni o altro?

Io e mio marito ci occupiamo della gestione della famiglia dividendoci i compiti. Al mattino di solito lui non c'è perchè esce molto presto e io mi occupo dell'accompagnamento a scuola. Lui fa la spesa, le lavatrici ad esempio e li porta o li va a prendere se fanno delle attività extrascolastiche.  

Abbiamo un aiuto al pomeriggio, che in questo momento è un baby-sitter maschio che più che baby sitter in realtà è un supporto sui compiti. Io sono sempre presente al pomeriggio ma se devo portare qualcuno da qualche parte c'è comunque una presenza in casa tre ore al pomeriggio e poi c'è una ragazza che due mattine a settimana mi da una mano in casa.

Sono arrivata ad un'organizzazione del mio tempo che mi permette di esserci quando ci sono loro.

7 persone a tavola: come riuscite a gestire il momento del pranzo? C’è un menù settimanale? Chi si occupa della spesa e chi cucina?

Allora il pranzo, la cena sono organizzati così: mio marito fa la spesa e sceglie cosa comprare su sua ispirazione personale. A casa poi, io cucino ciò che ha comprato come va a me. Faccio un piatto unico, uguale per tutti e i miei figli mangiano tutto, qualunque cosa.

Quello che sicuramente chi ci segue mi chiede sempre è "Ma come fai a fargli mangiare tutto?"

Io credo che il segreto sia quello di aver sempre fatto uno svezzamento misto, quindi i bambini hanno sempre assaggiato ogni cosa, E poi se non vogliono mangiare quello che ho preparato non offro nient'altro. Se hanno ancora fame, mangiano altro ma non faccio un piatto alternativo, L'unica variante è la pasta in bianco. Se non mangiano è perchè non hanno fame e allora vuol dire hanno sonno. Così la "minaccia" è quella di mandarli a letto. 

Per quanto riguarda la scuola e le attività extrascolastiche, i compiti, come riuscite a incastrare orari e attività diverse?

La giornata tipo inizia la mattina e io sono solo in casa perché mio marito esce prestissimo e sveglio tutti. Quindi comincio con "alzati, alzati, alzati! vestiti, vestiti, vestiti!"

Io mi preparo quei dieci minuti prima di svegliare loro. E poi è un continuo incalzare...preparo la colazione, però ad esempio di mattina noi non ci sediamo a tavola a far colazione. La facciamo in piedi, al volo.

Qualche volta si addormentano sul divano vestiti,  io li metto a letto, così la mattina dopo sono già pronti. Diciamo che a volte il fine giustifica i mezzi, per sopravvivenza. Io non ho delle fisse, ad esempio cambiarli tutti i giorni, lavarli tutti i giorni o per forza devono lavarsi i denti tutte le sere altrimenti sto male. Certo, se li devono lavare, però se una volta non se li lavano i denti, non succede nulla. 

Per quanto riguarda le attività extrascolastiche io tendenzialmente fino alla prima elementare non gli faccio fare assolutamente niente. Gli ultimi due anni sono stati diversi e quindi c'è poca quotidianità.

Per quanto riguarda Giancarlo, il primo figlio, avendo fatto il passaggio dalle medie alle superiori, ha un orario diverso e quest'anno non ha fatto nulla. 

Tiziano, il secondo, è l'unico che ha sempre continuato dalle elementari ad oggi. Lui fa hockey sul prato e ha un gruppo molto consolidato, quindi tante volte io lo porto, qualcuno lo va a prendere o viceversa perché poi ci si conosce con tutte le mamme degli altri bambini.

I piccoli al momento non hanno fatto nulla perché avevano iniziato a far qualcosa, ma non erano convinti. Io non avevo ancora la certezza di come sarebbe andato quest'anno, per quanto riguarda la pandemia e quindi non ho insistito.

Diciamo che la mia idea, comunque da settembre in poi, è che ognuno di loro faccia qualcosa, e qualcosa di diverso. Quindi la mia regola è che non devono fare sport o attività comuni per evitare contese tra fratelli, non ho delle fisse particolari per le cose che devono fare ma cerchiamo di scegliere in base alle loro inclinazioni. Teodoro per esempio è più ginnico e mi sembra portato per la ginnastica artistica, mentre Ascanio lo vedrei più per qualcosa di musicale.  Rubio ha non ha nemmeno quattro anni, quindi ancora non ci penso. 

Comunque noi siamo una famiglia che fa sempre qualcosa, siamo sempre in giro nel weekend, anche perchè con Instagram giro  molto quindi sono bambini stra stimolati per attività, viaggi, eccetera. Non vivono la monotonia e quindi non per forza gli devo riempire il tempo libero.

Nel weekend facciamo tremila cose. In settimana quando escono da scuola alle quattro e mezza (ora che c'è bel tempo), li porto quasi tutti i giorni ai giardini, quindi non c'è tutta questa necessità di fare anche duemila sport. Poi comunque a me piace stare con loro. Stiamo insieme al mattino e poi dalle quattro e mezza fino a che non vanno a dormire.

Anche con i grandi passo tempo perché comunque essendo io a casa loro mi gravitano anche abbastanza attorno. Il più grande a volte porta gli amici a casa e essendo io così un pò esposta su Instagram, i suoi amici mi vedono in un modo un po' piu' divertente, sono incuriositi di come faccio i video, le storie etc. 

Come progettate le vacanze?

Abbiamo appena comprato una casetta mobile in un campeggio sulle alture di Genova. Ci siamo andati proprio per Pasqua per sistemarla un po'. Quindi dalla fine della scuola, come base stabile io mi trasferirò li con i bambini. E' bellissimo questo campeggio, nel verde, i bambini sono liberi.

La mattina possono girare dentro il campeggio da soli e poi abbiamo in programma di andare sul lago di Garda, in Riviera ligure e a settembre andremo nella zona di Jesolo. Le vacanze lunghe saranno in tre blocchi settimanali: una settimana a luglio, una ad agosto e una a settembre. Poi forse qualche altro weekend, in Toscana, altrimenti siamo lì, nella nostra casetta a Montoggio.

Com'è il rapporto tra i fratelli?

Loro sono abituati e contenti di avere fratelli. Prima che io gli dicessi che ero incinta, loro parlavano già del prossimo. Non so come dire ma dovranno poi farsene una ragione quando non ne avranno più. 

Hanno un normale rapporto tra fratelli, con momenti di amore e momenti di litigi. I tre piccoli vivono in simbiosi tra loro, mentre i grandi sono appunto un po' più distaccati ma sempre con un occhio attento ai più piccoli, soprattutto Giancarlo che ha proprio un istinto paterno e un occhio genitoriale nei confronti dei suoi fratelli.  In generale si cercano sempre tra loro. 

Come avete scelto i 5 nomi ?

Abbiamo scelto di dargli dei nomi italiani, un po' meno noti. Sul mio profilo, c'è un video con la storia dei nomi. In breve, Giancarlo era uno zio di Claudio, mio marito, che è mancato giovane. Tiziano l'ho scelto io per il pittore. Teodoro si doveva chiamare Marzio, ma un giorno a tavola Giancarlo, propose il nome Teodoro, immaginando un piccolo leoncino con la criniera d'oro e allora abbiamo detto va bene. Dopo è nato Ascanio che io volevo chiamare Galileo, ma me l'hanno bocciato, e per convincermi del nome Ascanio imitavano l'esplosione di una bomba pronunciando il nome Ascanio e in effetti lui è cosi!

Con la nascita di Ascanio, mio marito mi ha regalato un anello con quattro brillanti e al centro rubino e ovviamente io che fino alla gravidanza scorsa ho desiderato avere una femmina, quando ho visto il rubino ho pensato ad una promessa. Quando poi sono rimasta incinta del quinto maschio ho deciso di chiamarlo Rubio.  Ora vedremo il prossimo che io già so, ma non lo dico!  

Riuscite a ritagliarvi dei momenti di coppia?

Qualche volta una sera o due al mese facciamo fermare il baby-sitter e magari noi andiamo a cena fuori da soli. Però rientriamo presto a casa. 

Prima che nasca il bambino vorremmo convincere la nostra ex baby-sitter a stare un sabato e una domenica con i bambini perché lei qua è stata di casa quattro anni. Quindi se lei si trasferisse qui col suo fidanzato un weekend, potremmo pensare di andare fuori io e Claudio. 

La noia è un sentimento che raramente si prova e la cosa che io desidero di più in assoluto è il silenzio. Lo avverto come immediato benessere, si vede proprio che la mia mente ne ha bisogno. Ma anche la musica mi aiuta. A volte quando fanno troppo rumore mi metto le cuffie con la musica a palla. E' un modo per rilassarmi e nel frattempo li guardo 

Economicamente, lo Stato sostiene le famiglie numerose?

Per le famiglie numerose prima c'era un sostegno che aveva degli Isee veramente bassi. Adesso è un assegno unico, quindi va a inglobare tutto.

In generale non non ci sono grandi agevolazioni. Noi non siamo ricchi, siamo due dipendenti con due stipendi normali e un mutuo. E' ovvio che i figli li puoi crescere dandogli da mangiare pasta al pomodoro, oppure sushi al ristorante tutte le sere e non saranno più o meno felici se mangiano sushi o pasta al pomodoro. Ovviamente la vita va un po' altalenando. In questo particolare momento viviamo sicuramente abbastanza bene, riusciamo a fare una vita normale, anche di più del normale, anche perché Instagram ci porta comunque dei vantaggi, che i bambini riconoscono. 

Il progetto Instagram é ben accettato?

Io non obbligo questi bambini ad essere online ma loro sanno bene che partecipano a qualcosa che dà loro in cambio qualcos'altro.  Se io dovessi pagarmi interamente tutte le vacanze che facciamo, non ce lo potremmo permettere.

Questo progetto è stato chiarissimo anche a Claudio sin dall'inizio..e lui come me è sempre a ricordargli i motivi di una foto o di una ripresa.  Loro ormai sono abituati, quindi non c'è più il discorso di dire "no, non mi riprendere". "No, cancella". Rubio, ad esempio, che è il più piccolo quando fa qualcosa di divertente o di particolare è lui stesso che prima mi dice "mamma, mi fai un video?" Quindi loro sanno quali sono gli attimi più diciamo Instagrammabili. 

Succede anche che invece io riprendo degli attimi che poi subito dopo si rivelano intimi o riservati che per loro rispetto non pubblico.  Insomma, loro sono sempre consapevoli e ho sempre il loro consenso.

L'intervistata

Sono Anna, mamma di 5 maschi nati tra il 2007 e il 2018, vivo a Genova e condivido le cose belle e simpatiche della nostra "folle" quotidianità al ritmo dell'algoritmo , ci definiamo Famiglia XXL con Husband che è @papadi5maschi, Numero1, Numero2, Numero3, Numero4 e Numero5 e Gohan il nostro cucciolo di pastore australiano.

Mi piace dire che ISPIRO e non influenzo i miei follower. Gli argomenti di cui parlo spaziano dal parenting al lifestyle.
Casa, home decor, bambini, beauty, outfit, viaggi, giochi e lavoro sono solo alcune declinazioni di quello che una famiglia normale vive tutti i giorni e di quello che una donna normale fa per prendersi cura di sé, per sentirsi bella e piacersi prima di piacere.
Le caratteristiche che vorrei mi distinguessero sempre sono la trasparenza, la spontaneità ma anche la professionalità ed l'utilità dei contenuti e lo stile curato della comunicazione.

Miro sempre a parlare in maniera autentica ma originale dei prodotti e dei brand con cui collaboro, ci tengo molto ad essere percepita come vera ed eticamente corretta dai miei follower.

Lavoro dal 2001 nelle HR, uso quotidianamente i Social Network per parlare di Lavoro, Sono laureata in Scienze dell'educazione e ho fatto un Master in HR e uno in Social Media Marketing.

Ho scritto due libri, per FrancoAngeli Editore: "#SocialRecruiter, Strategie e strumenti digitali per i professionisti HR " e "#DigitalRecruiter, Social network, AI, gamification e strumenti tech per i professionisti HR".
 
Ho una community attiva e un buon engagement rate. ricevo tantissimi messaggi privati, tanti commenti e molta partecipazione
 

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