Arte

L'allattamento al seno attraverso la storia dell'arte: le "Madonne del Latte" (FOTO)

Di Sveva Galassi
08 Ottobre 2015
Il latte, nell'antichità greca e romana, era visto come sinonimo di fertilità, benessere, abbondanza, ma era slegato dal concetto di maternità. Spetterà al Cristianesimo rivalutare l’allattamento materno. Infatti, all’immagine di Maria “Regina dei Cieli” o “Basilissa”, si affianca quella della “Madonna del Latte”
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Nel Trecento, tra gli artisti che meglio hanno interpretato il ruolo di Maria come madre va ricordato Ambrogio Lorenzetti. Pittore senese, attivo nella prima metà del ‘300, con il suo stile, lontano dal realismo giottesco, ha creato le Madonne più affettuose e tenere dell’epoca. Ambrogio è riuscito a cogliere il momento più tenero ed originale del rapporto madre-figlio, come si può vedere ammirando la sua "Madonna del Latte" dipinta intorno al 1320 ca. (in foto).

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Nello stesso periodo lavora anche lo scultore Nino Pisano, figlio di Andrea, l’autore dei rilievi del campanile di S. Maria del Fiore e capomastro del Duomo di Orvieto. Convenzionali sono anche gli atteggiamenti e le espressioni che rendono superficiali le sue numerose Madonne. Tra queste si distingue però la "Madonna del Latte" della chiesa di S.Maria della Spina a Pisa (nella foto sopra).

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La lezione giottesca e la rivalutazione dell’antico portano nel Quattrocento a grossi cambiamenti nel mondo dell’arte. La chiesa della SS.Annunziata a Magliano (Grosseto) fu costruita ampliando un piccolo oratorio dedicato alla Madonna del Latte. Qui, nel XV secolo, il senese Neroccio di Bartolomeo realizzò una serie di affreschi. Suo è anche il dipinto dell’altare maggiore con la "Madonna del Latte" (sopra in foto).

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In un altro contesto si muove invece la “Madonna Lucca” (in foto) di Jan van Eyck (Museo di Francoforte). La Madonna viene detta Lucca perché nel XIX secolo faceva parte della collezione di Ludovico di Borbone, duca di Parma e Lucca. La critica data l’opera al 1436.

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Tra le Madonne del Latte del XV secolo va ricordata anche l’opera dell’unico artista degno di nota che il Lazio ha avuto in quegli anni, Antoniazzo Romano. Attivo soprattutto in patria, ha lasciato molte opere tra le quali "La Madonna del Latte" (in foto) di Rieti, databile alla fine del XV sec.

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Ecco la Madonna del Latte di Andrea Solario (Milano 1470 ca. – 1524). Nella sua opera, meglio conosciuta come “La Madonna dal cuscino verde” (1507-Museo del Louvre), madre e figlio sono soli, il loro legame è sottolineato dall’intenso scambio di sguardi.

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Al celebre Leonardo Da Vinci, invece, è stata attribuita una Madonna del Latte, la “Madonna Litta”, che per una parte della critica sembrerebbe però essere più opera di un allievo, il Boltraffio.

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Nel Cinquecento continua la produzione di Madonne del Latte, basti pensare alla Madonna del Durer, morbida e “burrosa” dei primi del ‘500 del Kunstistoriche Museum di Vienna.

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Nella foto la "Madonna del latte" di Girolamo Giovenone del 1516.

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Anche Michelangelo si cimentò con questo tema, dandone però un’interpretazione personalissima. Nel 1521, l’artista riceve l’incarico di decorare la Sacrestia Nuova della Chiesa di S. Lorenzo per realizzare la cappella medicea. Tra le sculture da lui progettate ed iniziate, troviamo una Madonna che allatta suo Figlio, detta “Madonna Medici” (nella foto).

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Ecco la “Madonna con bambino” della famosa pittrice Artemisia Gentileschi (1610-1612).

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Con il Seicento la Chiesa Cattolica ha nuovamente riaffermato la sua autorità in quasi tutta l’Europa. È nuovamente trionfante e all’immagine della madre affettuosa si preferisce quella della Regina dei Cieli. Le Madonne seicentesche tornano in cielo, avvolte da nubi dorate ed angeli. Esistono comunque delle eccezioni, la devozione popolare richiede ancora questo soggetto, ne sono un esempio le Madonne dipinte da Orazio Gentileschi, tra le quali ricordiamo la Madonna che amorevolmente allatta il suo Bambino durante "Il Riposo della fuga in Egitto" (1625-26 Kunsthistoriches Vienna).

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Ecco l'opera “La Madre” del Cecioni (1880 ca. G.N.A.M. Roma). L’artista mostra una donna, possente, che tiene in braccio il figlioletto che si agita, e gioca con lui. Il seno turgido appare dalla scollatura, forse ha allattato o lo deve ancora fare.

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Nella foto la “Maternità” di Vitelli, riproduzione collocata al piano nobile della sede del Ministero delle Salute in lungotevere Ripa ex sede dell’Opera Nazionale Maternità ed Infanzia (O.N.M.I.).

Nel Trecento, tra gli artisti che meglio hanno interpretato il ruolo di Maria come madre va ricordato Ambrogio Lorenzetti. Pittore senese, attivo nella prima metà del ‘300, con il suo stile, lontano dal realismo giottesco, ha creato le Madonne più affettuose e tenere dell’epoca. Ambrogio è riuscito a cogliere il momento più tenero ed originale del rapporto madre-figlio, come si può vedere ammirando la sua "Madonna del Latte" dipinta intorno al 1320 ca. (in foto).
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