Diritti di famiglia

La famiglia di fatto annulla l’assegno all’ex

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11 Aprile 2013
L'ex moglie che ha una nuova famiglia di fatto non ha più diritto a percepire gli alimenti dall'ex marito. Lo ha stabilito la corte dell'Appello di Bologna perché il nuovo legame, cioè la famiglia di fatto cui ha dato vita la ex moglie, “altera o rescinde la relazione con il tenore e il modello di vita caratterizzante la pregressa convivenza matrimoniale”.
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Se l’ex moglie ha una nuova famiglia di fatto, l’ex marito non è più tenuto a versare gli alimenti perché il nuovo legame “altera o rescinde la relazione con il tenore e il modello di vita caratterizzante la pregressa convivenza matrimoniale”.

E’ quanto ha stabilito una sentenza della Corte d’Appello di Bologna nei giorni scorsi, intervenuta sul caso di una coppia divorziata, che fa dunque un altro passo decisivo verso l’equiparazione della famiglia di fatto a quella di diritto.

“Questa decisione stabilisce la cessazione del diritto all’assegno di mantenimento nel momento in cui è riconosciuta l’esistenza di una famiglia di fatto”, spiega Guglielmo Tocci, il legale dell’ex marito.

La storia che è sfociata nella sentenza è una storia come tante: un matrimonio senza figli durato alcuni anni che entra in crisi, poi la separazione e il divorzio, finché lei non incontra un altro e va a conviverci. L’ex marito si è rivolto al tribunale per non pagare più gli alimenti e il tribunale gli ha dato ragione.

L’ex moglie ha proposto l’appello e il giudice di secondo grado ha ribadito il senso della prima decisione: il nuovo legame, cioè la famiglia di fatto cui ha dato vita la ex moglie, “altera o rescinde la relazione con il tenore e il modello di vita caratterizzante la pregressa convivenza matrimoniale”.

“Il nodo fondamentale della controversia, dalla cui soluzione dipende l’immediato esito o lo sviluppo del giudizio, è quello della compatibilità del diritto all’assegno divorzile con l’instaurazione di una convivenza “more uxorio” da parte del potenziale avente diritto. Che nella fattispecie concreta tale convivenza esista è ormai pacificamente acquisito,” aggiunge la sentenza.

La corte d’appello ha anche escluso che l’ex marito dovesse fornire la prova di un miglioramento delle condizioni economiche della donna con la nuova relazione, invocando invece il criterio fatto proprio dalla Cassazione l’11 agosto del 2011, per cui “l’instaurazione di un rapporto stabile e duraturo di convivenza (famiglia di fatto)” cancella “il presupposto per la riconoscibilità di un assegno divorzile”. La precarietà della nuova situazione va comunque tenuta in conto, aggiunge la sentenza, “ammettendo che il relativo diritto (al mantenimento, ndr) entri in uno stato di quiescenza, potendosene riproporre l’attualità per l’ipotesi di rottura della convivenza tra i familiari di fatto”.

“La sentenza della corte d’appello, richiamandosi a quella della Cassazione, equipara la famiglia di fatto a quella di diritto, mentre il legislatore ancora non si è pronunciato sulla materia e la discussione è ancora aperta in Parlamento,” ha osservato l’avvocato dell’ex marito.

Sulla stessa linea il commento del presidente degli Avvocati matrimonialisti italiani, Gian Ettore Gassani: “La famiglia di fatto viene sempre più legittimata, a dispetto dell’imperdonabile inerzia del legislatore italiano, sordo ai cambiamenti sociali e di costume del Paese”.

In Italia ogni anno quattro matrimoni su dieci finiscono in tribunale mentre si stima che siano circa due milioni le famiglie di fatto in Italia, “non è ammissibile che non si sia ancora legiferato”.

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