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Come realizzare un ritratto ricamato. Laboratorio per bimbi ideato dall'artista Cocquelicot Mafille (FOTO)

Di Marzia Rubega
26 ottobre 2015
Un laboratorio creativo per la coppia genitore e figlio, ideato dall'artista Cocquelicot Mafille che l'ha proposto al Muba di Milano, semplice da replicare anche a casa. Con ago e filo al posto di matite e pennelli, è possibile realizzare un doppio ritratto sulla stessa pezza di tessuto. Ecco come
 
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Il laboratorio ideato dall'artista Cocquelicot Mafille si basa sull'idea del ritratto ricamato: con ago e filo, al posto dei pennelli, genitore e figlio si cimentano a 'disegnare' l'immagine dell'altro sullo stesso pezzo di tessuto. Su un lato della stoffa il bimbo 'ritrae' l'adulto ricamandolo, e il genitore lo fa dall'altra parte.
Parte dell'iniziativa “Giochiamo insieme”, promossa dal Muba di Milano (in collaborazione con Kinder Sorpresa), questa attività creativa si può replicare anche a casa grazie al materiale semplice. Bastano un ago grosso, fili colorati, un pezzo di stoffa leggera, e due cornici uguali di legno da incollare poi una sopra l'altra.

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Per realizzare questo speciale ritratto del genitore, il bambino deve prima disegnarlo a matita sul tessuto e poi seguire il contorno con ago e filo. Il lavoro stimola immaginazione e creatività perché ognuno rappresenta l'altro in base a come lo vede e lo sente, e ai suoi sentimenti.
In più, secondo l'ideatrice del laboratorio, Cocquelicot Mafille: “sulla stessa tela, ogni lato ritrae la persona amata, usare il dritto e il rovescio rimanda, infatti, alla fusione dello stare insieme”.

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Ricamare richiede concentrazione e allena la manualità fine: una sfida che piace ai bambini (a partire dai 5-6 anni), maschi e femmine. Tra l'altro, come spiega l'artista, l'ago è una invenzione antichissima e in alcune culture solo gli uomini ricamavano.
Per iniziare il lavoro, occorre per prima cosa appoggiare la cornice sul tessuto, centrandola bene.

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Tenendo ben ferma la cornice con una mano, il bimbo traccia con la matita il bordo che serve a delimitare lo spazio dove disegnerà prima il suo ritratto e poi inizierà a ricamarlo. Anche l'adulto ripete poi la stessa operazione sull'altro lato della stoffa che naturalmente può essere di un altro colore a patto che sia abbastanza sottile ma resistente per fare il ricamo.

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Una volta segnato il contorno che delimita il quadro, utile anche per incollare, alla fine, la tela ricamata tra le due cornice sovrapposte, è il momento di fare il ritratto sempre usando la matita.
In questo caso, l'autore è un bimbo di 6 anni che 'vede' la sua mamma, seduta di fianco a lui durante tutto il lavoro, con un gran sorriso.

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Sull'altro lato del pezzo di tessuto, anche il genitore disegna suo figlio con la matita all'interno del contorno tracciato appoggiando sopra la cornice. In questo caso, la mamma non è proprio abilissima, anche se si è impegnata, ma pazienza! Quello che conta è condividere questa esperienza speciale insieme.

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Ecco un altro esempio di ritratto a matita, eseguito su una tela bianca leggera che aiuta a vedere meglio il disegno a matita e forse potrebbe agevolare il lavoro ai più piccoli.

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In genere, anche se l'ago è piuttosto grosso, è necessario aiutare il bambino ad infilarlo e mostrargli come fare il nodino in fondo. Nulla vieta, ovviamente, di invitarlo a provare da solo spiegando che si tratta di una operazione difficile che richiede un po' di pazienza anche a un 'grande'.

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A questo punto, occorre tenere la stoffa tesa per aiutare il bambino che inizia il suo ricamo infilando l'ago sotto la pezza e poi va avanti a piccoli punti (stile punto macchina).
Per spiegare al bimbo in modo divertente come fare (oltre a mostrarlo) sono perfette le parole dell'artista Cocquelicot Mafille: “l'ago si aggira come un pesce sott'acqua con grande delicatezza”.

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La prima parte del lavoro, il contorno del viso - che il bambino ha deciso di cucire usando un filo rosa chiaro, è terminato. Ora, è necessario cambiare colore per ricamare i capelli. I punti non sono tutti uguali ma per l'autore è la prima volta con ago e filo ed è soddisfatto di essere riuscito a seguire il contorno.

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Qui, il lavoro del bimbo continua con la realizzazione dei capelli della mamma che tiene fermo il tessuto nella zona da ricamare. Piano piano, il bambino diventa più sicuro con ago e filo e, in ogni caso, nonostante fosse la sua prima esperienza, non si è punto neppure una volta!

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Un altro esempio di lavoro in corso a uno stadio più avanzato: il ritratto ricamato qui è quasi completato, mancano solo alcuni dettagli.

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Una volta completati i ritratti ricamati, si appoggia la tela su una delle due cornici (centrando il contorno disegnato con il bordo) e si incolla. Poi si sovrappone l'altra cornice identica incollando anche questa. Per farle aderire bene, basta fissarle con del nastro adesivo di carta, posto a croce. A questo punto, l'ultimo passaggio è tagliare il tessuto che esce dai bordi delle due cornici sovrapposte.

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Ecco un esempio di opera finita dove ogni lato della tela ospita un ritratto, quello ricamato dal bambino e l'altro dell'adulto. Il gioco del doppio, che si vede 'al dritto e al rovescio', crea un effetto speciale e si può guardare appoggiando, per esempio, la cornice su una mensola, in cui sia sempre visibile dai due lati.

Il laboratorio ideato dall'artista Cocquelicot Mafille si basa sull'idea del ritratto ricamato: con ago e filo, al posto dei pennelli, genitore e figlio si cimentano a 'disegnare' l'immagine dell'altro sullo stesso pezzo di tessuto. Su un lato della stoffa il bimbo 'ritrae' l'adulto ricamandolo, e il genitore lo fa dall'altra parte.
Parte dell'iniziativa “Giochiamo insieme”, promossa dal Muba di Milano (in collaborazione con Kinder Sorpresa), questa attività creativa si può replicare anche a casa grazie al materiale semplice. Bastano un ago grosso, fili colorati, un pezzo di stoffa leggera, e due cornici uguali di legno da incollare poi una sopra l'altra. | Credits: Marzia Rubega