Da mammenellarete

Da mammenellarete.it, punture di insetti: quando mia figlia è stata punta da un'ape

Di Debora Uberti
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2 dicembre 2015
Cosa fare se un insetto punge il vostro bimbo? Accertatevi dapprima di quale insetto si tratti e cercate di capire se c'è ancora il pungiglione. Ecco il punto di vista di Debora Uberti, blogger, su pelle dei bimbi e punture di insetti. Da mammenellarete.nostrofiglio.it
 

Non è raro specialmente se si vive in campagna a contatto con la natura vedere tantissimi animaletti, compresi anche gli insetti che, anche se molto belli a vedersi, in realtà possono a volte essere anche fastidiosi e pungere.

 

Con le mie bambine, specialmente nelle ore più calde della giornata, trascorriamo molto tempo all’aperto ed è per questo che per ben due volte ci è capitato di essere punte da un'ape.

 

Non allarmatevi se sentite il bambino urlare disperatamente, perché la puntura di un'ape provoca veramente un dolore fortissimo e un intenso bruciore. Guardando la puntura, è possibile vedere il piccolo puntino rosso che il pungiglione dell’animale ha lasciato sulla pelle del piccolo.

 

La bambina mi ha riferito di essere stata punta da un’ape. Naturalmente è molto importante anche capire esattamente quale insetto abbia punto il bambino, cioè accertarsi che la puntura sia davvero di un'ape. Questo soprattutto perché vi può essere il pericolo di reazioni allergiche, nel caso in cui il bambino ne soffra.

 

Dopo aver capito che la puntura era, appunto, di un'ape, abbiamo lavato bene la zona con acqua e abbiamo applicato un impacco freddo per cercare di lenire il dolore e il gonfiore.

 

In un secondo momento, quando il bambino si sarà calmato, dovete assolutamente accertarvi che non sia rimasto all’interno il pungiglione, proprio come è successo a noi. La mia bambina, nonostante il ghiaccio, continuava ad avere la zona della puntura arrossata e gonfia e diceva di provare dolore, non riuscendo ad appoggiare il piede a terra.

 

Ho subito pensato che potesse avere ancora il pungiglione all’interno, ma, senza una lente di ingrandimento non riuscivo a vedere l'eventuale presenza di questo. Quando ci siamo recate dal pediatra, quest'ultima ha subito confermato il mio dubbio: era rimasto dentro il pungiglione.

 

Perché bisogna sempre verificare che non sia rimasto il pungiglione? Perché togliendolo in questo modo eviterete un’ulteriore diffusione del veleno. Dopo aver tolto il pungiglione dell'ape, il pediatra ci ha prescritto una pomata da applicare sulla zona interessata.

 

Nel giro di quattro o cinque giorni erano del tutto scomparsi sia il rossore che il gonfiore. Alla piccola era rimasto però un po’ di prurito, che è andato scomparendo nel giro di una settimana.