Coppia

Coppia: 7 consigli PRATICI per 'sopravvivere' alla nascita di un figlio

18 Giugno 2015 | Aggiornato il 25 Gennaio 2017
La presenza di un figlio altera gli equilibri e i ruoli all'interno di una coppia. E' vero che voi non sarete più gli stessi e anche la relazione non sarà mai più come prima. Ma è proprio questa, però, l’occasione per reinventarsi, per far evolvere il rapporto, rafforzandolo senza perdersi. Come? Lo abbiamo chiesto a Francesca Cenci, psicologa e psicoterapeuta
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1.mammarilassata

1. MAMME, IMPARATE A VOLERVI BENE Ora che c'è un esserino che dipende da voi 24 ore su 24, anche potervi fare una doccia vi sembra un lusso... Ma entrate nell'ottica che pochissimo tempo non vuol dire nulla: quindi non dimenticate mai di soddisfare i bisogni primari come mangiare (e bene, cioè apparecchiando la tavola), dormire (sfruttando i pisolini del piccolo) e non trascurarvi ritagliando del tempo per voi approfittando della disponibilità di genitori e parenti, per una coccola come un massaggio, un parrucchiere o semplicemente leggere una rivista. Talvolta il naturale baby blues si evolve in depressione post partum, una patologia da bloccare sul nascere.

3.coppiafelice

2. METTETE IL VOSTRO UOMO AL PRIMO POSTO Ricordate che gli uomini sono eterni bambini e non devono mai smettere di sentirsi coccolati e viziati da voi. Quindi cercate, nei limiti del possibile, di comportarvi con loro come facevate prima. Se facendo la spesa vi accorgete che il carrello straripa di pannolini e omogeneizzati comprategli una piccola cosa: basta la sua birra preferita o un bagnoschiuma. E quando arriva a casa la sera non assalitelo di lamentele raccontandogli che il bambino ha pianto sempre e che siete stravolte: anche lui stava compiendo il suo dovere di padre, cioè lavorando, perciò sfogatevi prima con un'amica o la madre per poi accoglierlo con un sorriso e la mente sgombra.

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3. IL PAPA', UN COPILOTA DURANTE I 9 MESI Genitori si è sempre in due. E se la mamma ha in mano le redini, il papà può diventare un indispensabile copilota: può starle accanto, pronto a guidarla dove deve andare in caso di bisogno. Durante la gravidanza imparando a vivere accanto a una donna che sta cambiando, a gestire il problema delle nausee, gli sbalzi ormonali, l'insonnia, il rifiuto del contatto fisico e la nuova quotidianità: perciò state vicino alla vostra compagna, armatevi di pazienza, docilità e tolleranza e pensate che in fondo si tratta di un periodo transitorio.

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4. E DOPO LA NASCITA. In ospedale sembrava un angelo, dormiva sempre e vostra moglie era raggiante. Ma arrivati a casa tutto cambia e la positività sembra sparita. E soprattutto nessuno chiede a voi papà nemmeno “come stai?”. Anche ora dovete ricordarvi di essere un indispensabile copilota, stando con vostra moglie e, dandole un sostegno morale e pratico, facendovi carico di alcuni piccoli compiti come prendere in braccio il bambino o fargli fare il ruttino, o semplicemente coccolandola appena il bimbo dorme o facendole compagnia mentre allatta. E ricordando che è assolutamente normale che possa accadere che vostra moglie, presa da mille incombenze, possa dimenticarsi di voi: niente paura, vi ama ancora, ma sta attraversando una fase fisiologica. Perciò non puntatele il dito contro ma fatele notare, con le giuste parole, che il bambino è nato e la simbiosi pian piano si risolve.

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5. RICORDATE CHE SIETE UNA COPPIA Una volta interiorizzato che non siete più solo marito e moglie ma anche genitori, non archiviate ciò che eravate prima, cioè un uomo e una donna: per prima cosa parlate, esternate le vostre emozioni evitando di discutere di sciocchezze, e soprattutto passate del tempo insieme anche se difficile, ma sforzatevi per non farvi intrappolare dalle mansioni standard delle vostre giornate: non trovate scuse, chiamate nonni, arruolate una tata, o semplicemente passate del tempo da soli dopo aver messo il bimbo a letto. Farete un favore anche ai vostri figli, che inizieranno un processo di autonomizzazione da voi. E non dimenticate che se siete una coppia affiatata e felice i vostri figli cresceranno sereni ed equilibrati.

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6. NINNA NANNA, NINNA OH. Anche il neonato modello metterà a dura prova il sonno dei suoi genitori, ma un modo per educare gradualmente e senza traumi il piccolo esiste: è la “tecnica delle carezze”, che prende spunto dal famoso “e.a.s.y.” dell'ostetrica inglese Tracy Hogg e definice una routine organizzata prima della nanna (bagnetto, pappa, gioco) e di un accompagnamento al sonno che prevede sì il contatto fisico e la presenza della mamma (che però non deve mai prendere in braccio il bambino) ma lasciando al pianto del piccolo il libero sfogo. Il bimbo si sentirà al sicuro, saprà di poter contare sulla vostra presenza in caso di bisogno e imparerà a consolarsi in modo autonomo magari prendendo il ciuccio. Lui dormirà e anche voi. Ciascuno nel proprio letto.

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7. QUANDO ARRIVA IL SECONDO FIGLIO. Se avete deciso di fare il bis perché ora vi sentite dei genitori espertissimi è bene ricordare che questa nuova esperienza sarà sicuramente più difficile dal punto di vista pratico: perché non siete più in due ad aspettare ma in tre, ovvero con un bambino che sta subendo una scelta vostra. Quindi vi consiglio di attrezzarvi in anticipo per prepararlo e mettere in atto tutte le accortezze necessarie per far sì che non subisca contraccolpi, e dopo la seconda nascita investire più tempo sul maggiore e magari affidare il piccolo alle cure di nonni o tate per dedicarvi al “grande”. Il “new born” non se ne accorgerà neanche, invece l'altro ve ne sarà grato. Fatelo sentire al centro dell'attenzione, ditegli che non è cambiato ciò che provate per lui ma che dovete solo organizzarvi tutti in un modo nuovo.

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Questi sono i “segreti” per non farsi "divorare" dal nuovo arrivato, restando un compagno e una compagna uniti. Abbiamo elencato i consigli di Francesca Cenci, psicologa e psicoterapeuta, oltre che moglie e mamma, autrice di “Due cuori e una famiglia” (135 pagine, Tecniche Nuove, 11,90 euro), una raccolta di istruzioni per l’uso destinate a mamma e papà per sopravvivere alla nascita di un figlio. Scritti con uno stile schietto, diretto e semplice.

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Una foto di FRANCESCA CENCI, psicologa e psicoterapeuta, oltre che moglie e mamma.

1. MAMME, IMPARATE A VOLERVI BENE Ora che c'è un esserino che dipende da voi 24 ore su 24, anche potervi fare una doccia vi sembra un lusso... Ma entrate nell'ottica che pochissimo tempo non vuol dire nulla: quindi non dimenticate mai di soddisfare i bisogni primari come mangiare (e bene, cioè apparecchiando la tavola), dormire (sfruttando i pisolini del piccolo) e non trascurarvi ritagliando del tempo per voi approfittando della disponibilità di genitori e parenti, per una coccola come un massaggio, un parrucchiere o semplicemente leggere una rivista. Talvolta il naturale baby blues si evolve in depressione post partum, una patologia da bloccare sul nascere.
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