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Relazioni

Il linguaggio segreto della famiglia, scoprite qual è il vostro

18 Dicembre 2015 | Aggiornato il 12 Settembre 2017
“La famiglia è il luogo dove tutto nasce e finisce”. La famiglia è un NOI condiviso da tanti IO: cresce e cambia continuamente. Ogni famiglia ha il suo linguaggio, “segreto”, sul quale si fonda la cosa più importante: le nostre relazioni. Lo spiega Melinda Blau, psicologa, in un libro a due voci, “Il Linguaggio segreto della famiglia”. Blau raccoglie l'eredità di di Tracy Hogg, infermiera e puericultrice, che è stata una sorta di Mary Poppins a fianco di milioni di mamme con il suo libro “Il Linguaggio segreto dei neonati”. 

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1) LA FAMIGLIA E' IMPORTANTE

Pensiamo ai nostri bambini: per loro la famiglia costituisce il mondo intero. Ci siamo noi, i genitori ma anche gli altri, i nonni, gli zii, i cugini, gli amici. Anche gli adulti però hanno bisogno di qualcuno che stia dalla loro parte, che li sostenga nei momenti difficili. Una famiglia forte, consapevole di se stessa, coraggiosa crea individui forti, i bambini sì, e gli adulti.

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2) LA FAMIGLIA E' UN "FIOCCO DI NEVE"

Ogni famiglia è diversa dall’altra proprio come ogni fiocco di neve non assomiglia a quello che gli cade accanto. La singola famiglia non è mai uguale a se stessa: prepariamoci a crescere, evolvere, rinegoziare le nostre regole e relazioni, modificare il punto di vista. Perché la famiglia cambia come cambiano e crescono gli individui e le loro esigenze. E ricordiamoci che ogni famiglia è deliziosamente imperfetta.

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3) CAMBIAMO LA NOSTRA PROSPETTIVA

Quando nasce un bambino è naturale cercare di capire e sintonizzarsi mettendo il proprio figlio al centro. Nei primi mesi ci si aiuta a costruire la nostra relazione con lui. Però non basta. Il rischio, continuando a porre i figli al centro dell’attenzione (suggerendo, ricordando, soddisfacendo tutti i loro bisogni, evitando i sentimenti di fallimento e ansia, lodando continuamente) è perdere di vista la prospettiva più importante per la loro crescita come individui: quella della famiglia.

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4) LA FAMIGLIA E' UNA COOPERATIVA DI AZIONISTI

Pensiamo alla famiglia come a un laboratorio dove si impara a vivere con se stessi e gli altri, relazionandosi in una società come cittadini. I bambini sono “azionisti” come gli adulti: devono partecipare e dare il proprio contributo. Spesso sottovalutiamo i nostri figli, chiediamo troppo poco: un tempo i figli erano una risorsa importante nella “ricchezza” familiare, oggi sono “preziosi” da proteggere. Organizziamo la nostra famiglia in maniera che ai bambini, a seconda della loro età e capacità, possano essere affidati compiti e incarichi, così da sentirsi utili, generosi e competenti.

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5) FERMIAMOCI E INFORCHIAMO LE LENTI 3-F

Bene, abbiamo capito l’importanza del family-think, ora fermiamoci e guardiamo meglio. Ci serve per affrontare le piccole difficoltà quotidiane (un cambio di lavoro, i litigi fra fratelli, l’organizzazione delle pulizie) ma anche i momenti veramente duri (una malattia, un lutto, una separazione, la perdita del lavoro). Prendiamo un foglio e cerchiamo di vedere le cose attraverso i tre fattori (lenti 3-F) che rendono la famiglia ciò che è: individui (che insieme formano il NOI), le relazioni (fra i due adulti se ci sono due genitori, fra genitori e figli, fra fratelli…) e il contesto (casa, scuola, lavoro, cultura…).

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6) DIVENTARE PERSONE R.E.A.L.

Come crescere e maturare tutti in una famiglia forte e resiliente ossia capace di far fronte in maniera positiva alle difficoltà e reagire? La risposta è nel termine inglese “real”, dove ogni lettera (un po’ come per il metodo E.A.S.Y della Hogg, rif. “Il Linguaggio segreto dei neonati”) ci rammenta quattro qualità che soddisfano quattro bisogni primari: responsabilità (far parte di qualcosa), empatia (essere considerati), autenticità (stare al sicuro) e leadership amorevole (essere accuditi). Tentando di essere R.E.A.L si rafforza la famiglia.

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7) DARE L'ESEMPIO

Le qualità R.E.A.L. non sono istintive e nemmeno decise dal caso, per questo l’esempio e l’organizzazione sono fondamentali per i nostri figli. Prendiamo l’empatia: un bambino di tre anni può capire il concetto di giusto e sbagliato, ma non immagina che esista un punto di vista diverso dal proprio, un bambino di otto anni capisce la differenza fra fare semplicemente una cosa e farla per uno scopo, un bambino di undici anni è in grado di trovare soluzioni, utilizzare le proprie competenze. In ognuna di queste fasi noi possiamo aiutarli a rafforzare la loro empatia.

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8) NIENTE CONTA PIU' DELLE RELAZIONI

Nella quotidianità ci esercitiamo a essere R.E.A.L, sappiamo inforcare le nostri lenti 3-F: siamo pronti a dare la priorità alle relazioni. Facile? Niente affatto, soprattutto nella nostra quotidianità e di fronte ai momenti “accidenti!” dove di solito reagiamo col nostro pensiero “veloce”. Mettiamo il freno e utilizziamo il pensiero “lento”: guardiamoci attorno, ammettiamo la realtà e infine agiamo.

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9) QUESTIONE DI ROUTINE

Se c’è un contesto che possiamo controllare e progettare è la nostra famiglia: una routine creata con consapevolezza e pianificata aiuta gli “azionisti” della casa a sapere cosa fare e cosa ci si aspetta da loro, sviluppando le proprie competenze e responsabilità. La routine è in continua evoluzione, unica in se stessa e utile per comprendere gli individui con cui viviamo. Una routine ben progettata è tutt’altro che noiosa. Ovviamente non abbiate timore a ribaltare la vostra routine se necessario.

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10) GIOCHIAMO "A ZONE"

La routine va costruita proprio come una sarta farebbe con un vestito su misura. Prendete un giorno della vostra famiglia e individuate le “zone” (preparazione, risveglio, colazione, spostamenti, ricongiungimenti, cura degli altri, faccende domestiche, cena, tempo libero non organizzato, coricarsi) e da qui costruite il vostro progetto familiare. Le zone hanno dettagli diversi di famiglia in famiglia e pure nella stessa famiglia cambiano col trascorrere del tempo.

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11) BEN TORNATO E BUON APPETITO!

La nostra casa è il nostro rifugio, quando usciamo e rientriamo ci stiamo spostando anche emotivamente. Ritrovare i nostri bambini, il nostro compagno significa essere di nuovo con loro: raccogliamo la sfida delle giornate difficili ricordando che i ricongiungimenti rafforzano le relazioni. E sediamoci insieme a tavola per la cena: è difatti il momento che abbiamo maggiori probabilità di ricordare e, secondo le ricerche, le famiglie che mangiano insieme hanno probabilità maggiori di essere positive e forti. A tavola parliamo: della giornate dei figli ma anche della nostra.

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12) QUI SPOCK DA ENTERPRISE

“Le esigenze dei molti contano di più di quelle dei pochi, o di uno solo”: una famiglia è un po’ come l’astronave Enterprise di Star Trek. Il singolo deve lavorare per il bene comune, ma questo non significa che a volte le sue esigenze non possano contare di più di quelle dei molti. E’ naturale che l’IO combatta per conquistare la posizione migliore o avere attenzione (pensiamo a chi ha più figli o un momento di litigio fra adulti). In questo caso guardiamo alle cose da un’altra prospettiva, fermiamoci (il cosiddetto attimo di respiro) ed entriamo in sintonia con l’altro. Un NOI forte nasce da tanti IO che si sentono accuditi.

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13) FACCIAMO IL CHECK-IN

In ogni famiglia è necessario ritagliarsi dei momenti per riflettere sul proprio NOI e valutare cosa sta facendo ciascuno. Il check-in serve a questo: è più semplice, immediato, veloce e coinvolgente di una riunione familiare. Ci partecipano tutti come “azionisti” della famiglia, ognuno può proporre idee, può durare anche solo cinque minuti e lo si può fare persino mangiando il gelato o preparando una torta insieme.

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14) SIAMO IN GUERRA: LE PULIZIE!

E’ il terreno dove spesso si consumano lotte in famiglia, chi fa contro chi non alza mai un dito. Cosa fare? - Le pulizie non conoscono differenze di genere - Assegniamo ai figli un proprio ruolo: dare una mano non è facoltativo, un bambino deve partecipare perché è parte della famiglia - Diamo l’esempio - Affermiamo e non chiediamo, proponiamo solo delle vere scelte ai bambini - Non sottostimiamo i figli: incoraggiamo, valutiamo le loro abilità e assegnamo dei ruoli (addetti alla ristorazione, organizzatori, ricorditori,..) - Siate pazienti, cercate insieme le soluzioni e non prendetela sul personale.

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15) I RICORDI: IL NOSTRO CAPITALE

Le cene in famiglia, un viaggio, momenti di routine condivisa, il semplice spostamento casa/scuola. Se la nostra famiglia è una cooperativa di azionisti è importante curarne il capitale. E il “capitale” in questo caso sono i ricordi. Sfruttiamo i tragitti in auto per chiacchierare coi nostri figli, creiamo delle routine duranti i lunghi viaggi: canzoni, giochi…

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16) FAMIGLIA: UN ECOSISTEMA IN CAMBIAMENTO

Il cambiamento non si può prevedere e non si può fermare, ma possiamo affrontarlo. Utilizziamo il pensiero “lento” e il nostro cervello “saggio”: valutate il cambiamento con le vostre lenti 3-F, verificate le emozioni positive e negative attorno alla vostra famiglia e chiedetevi cosa è meglio per la vostra relazione. Fate attenzione alle parole che usate, al tono e agli atteggiamenti ricordando che abbiamo sempre una possibilità di scelta. Le situazioni sono infinite: il compagno che non ha fatto quello che gli avevamo chiesto, i fratelli che litigano a tavola fra di loro… In tutti questi casi possiamo decidere di fare come vogliamo oppure indietreggiare e capire cosa è meglio per tutti.

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17) LA GUERRA DEI CUCCIOLI

In famiglia si consumano battaglie nella vita quotidiana, accettiamo che sia naturale (la rivalità ha addirittura una ragione evoluzionistica per quella che era la sopravvivenza della specie), e troviamo delle soluzioni. - I bambini vogliono essere considerati e ascoltati: prendiamoci del tempo per stare accanto a ognuno di loro come individuo - Guardate le cose dal punto di vista dei vostri figli - Mostrate ai vostri figli come stare insieme: fate vedere loro che il bisticcio si può superare - Decidete delle regole e non lasciate che vengano ignorate - Stabilite dei ruoli che incoraggino i bambini a lavorare insieme.

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18) UN CONFLITTO E' UN'OPPORTUNITA' DI CRESCITA

Il conflitto può essere un dono se si attuano delle strategie per permettere alle due parti di rimediare al danno. Anche nel caso di fratelli e sorelle. E’ importante che i bambini se la vedano da soli ma non imparano da soli a risolvere i conflitti: elaboriamo con loro quello che è successo, in maniera imparziale, cerchiamo alternative al loro comportamento per il futuro e incoraggiamoli a vedere anche da un punto di vista diverso dal proprio.

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19) ESSERE GUIDA NON SIGNIFICA CONTROLLARE

Pensate all’infanzia dei vostri figli come a una collaborazione: voi ci mettete amore, loro il materiale da plasmare. Quando facciamo una scelta stiamo trasmettendo qualcosa ai nostri figli: decidere di essere gentili e cortesi con gli altri, armarsi di pazienza nel traffico, tenere a freno la propria rabbia… Armiamoci di coraggio e spieghiamo ai nostri figli i nostri difetti, tentiamo di fermarci prima di perdere la pazienza e se succede dite “mi dispiace”.

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20) UN RIPARO ALLE TEMPESTE

La famiglia è il luogo dove si insegna cos’è l’intimità, dove impariamo a leggere e a relazionarci con l’altro. In famiglia tutti crescono e maturano: gli adulti esercitano il proprio autocontrollo, i bambini imparano a gestire i propri sentimenti. In famiglia gli individui imparano a sacrificarsi per il bene comune e fare in modo che la casa sia un luogo dove poter sempre tornare. Creiamo il nostro progetto familiare comprendendo il linguaggio segreto della nostra famiglia, senza inutili ripensamenti al passato ma concentrandoci solo e semplicemente sull’oggi.

1) LA FAMIGLIA E' IMPORTANTE

Pensiamo ai nostri bambini: per loro la famiglia costituisce il mondo intero. Ci siamo noi, i genitori ma anche gli altri, i nonni, gli zii, i cugini, gli amici. Anche gli adulti però hanno bisogno di qualcuno che stia dalla loro parte, che li sostenga nei momenti difficili. Una famiglia forte, consapevole di se stessa, coraggiosa crea individui forti, i bambini sì, e gli adulti.
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