Cerimonie

Matrimonio in gravidanza

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05 Marzo 2013
Con un bimbo in arrivo spesso viene la voglia di regolarizzare l’unione. Da Fabiola Marchet, esperta di stile e autrice di “La piccola bibbia del matrimonio perfetto” i consigli per organizzare le nozze ‘in dolce attesa’ senza spendere un capitale
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Quando si scopre di aspettare un bambino, spesso scatta anche la voglia di unirsi in matrimonio. Nostrofiglio.it ha chiesto consiglio a Fabiola Marchet, esperta di stile, costume e cultura popolare e soprattutto autrice di “La piccola bibbia del matrimonio perfetto” (Gruppo Editoriale Armenia, 160 pagine, 14,50 €) su come organizzare le nozze per rendere speciale e indimenticabile il giorno del sì. Senza spendere un capitale perché con l’arrivo del bebè ci saranno tante spese da affrontare …

 

La storia - Col pancione di cinque mesi

Sonia, 43 anni, sposata da 13 anni e mamma di due figlie, la prima delle quali nella pancia durante il suo matrimonio. “Desideravamo un bambino ma non pensavo che sarebbe arrivato così in fretta… abbiamo organizzato il matrimonio subito, non volevo sposarmi con una pancia evidente e quindi ho riadattato il vestito del matrimonio di mia mamma che per puro caso era un abito in stile impero. Fortunatamente stavo bene e sono anche riuscita a ballare e godermi la festa con gli amici. I costi? Non indifferenti, soprattutto quelli del ricevimento, ma per fortuna ci hanno aiutato i genitori e in lista nozze abbiamo inserito parecchie attrezzature per la bambina, che poi ho sfruttato anche per la seconda figlia. Ho condiviso l’allestimento floreale con la coppia che si sposava la mattina del nostro stesso giorno, mia zia ha cantato in chiesa e mia cugina fotografa si è occupata della parte video e foto, quindi un bel risparmio. Le bomboniere, molto apprezzate tra l’altro, sono state dei bonsai che abbiamo acquistato dal nostro amico vivaista con un mega sconto. Abbiamo rinunciato al viaggio di nozze, che ci siamo però regalati in occasione del decimo anniversario: tutti insieme a New York. Tornassi indietro rifarei tutto, è stata una bella festa e sapere che al taglio della torta c’era anche la nostra primogenita ci riempiva di gioia”.

 

1) Come scegliere la data, tenendo conto della data presunta del parto?

“Per conciliare matrimonio e data presunta del parto è necessario valutare anche lo stato di salute della futura sposa” suggerisce Fabiola Marchet. “In linea di massima il consiglio è quello di escludere l’ultimo trimestre, o almeno gli ultimi 60 giorni, perché a ridosso della nascita il peso del pancione e una serie di fastidi fisici possono compromettere la bellezza della giornata. Il primo trimestre vede spesso la presenza di nausee, oltre al fatto che molte coppie preferiscono avere la certezza che le cose stiano andando veramente bene. Credo che il periodo migliore sia pertanto il secondo trimestre”.

2) Come annunciare il matrimonio? Bisogna annunciare anche l’arrivo del nascituro?

“Secondo il galateo il matrimonio si annuncia sempre ed esclusivamente tramite partecipazioni su carta, spedite due mesi prima della cerimonia. Tutti gli altri mezzi tecnologici (mail, sms, videoclip) che oggi vanno così di moda, non dovrebbero essere presi in considerazione.

Da non fare assolutamente: annunciare la data delle proprie nozze tramite i social network, un gesto non solo di cattivo gusto, ma anche sconveniente nei confronti di chi non è stato invitato e che lo apprenderà via web. E il bebè? Visto che ormai non è più uno scandalo convolare a nozze col pancione, si può anche riservare questa sorpresa agli invitati”.

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3) Quale stile di abito scegliere se si ha la pancia evidente, senza cadere nel cattivo gusto o spendere una fortuna?

“Sbagliato pensare che in dolce attesa basti indossare un vestito di una o due taglie in più. Un abito da sposa premaman deve essere realizzato su misura con tessuti morbidi e comodi. Per chi non vuole rinunciare al classico abito lungo, il miglior modello è lo stile impero con vita alta appena sotto al seno e gonna morbida, in tessuto leggero come lo chiffon o il raso di seta. Questo modello allunga la figura, sottolinea con grazia la figura e permette perfino di celare la prima pancia.

Per quanto riguarda i costi, esistono degli atelier che vendono le collezioni delle stagioni precedenti a prezzi scontati. Se si ritiene che la spesa sia comunque eccessiva, si può puntare su un vestito premaman da cerimonia. Qualcuno ritiene che il colore bianco sia poco adatto alla donna in dolce attesa, per cui oggi è possibile optare per un colore pastello e perfino per un abito corto o un pantalone”.

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4) Per quale tipo di ricevimento optare senza spendere una fortuna?

“Low cost but high style” (basso profilo ma alto stile): sembra essere lo slogan di cui si avvalgono perfino alcuni nuovi wedding planner che, in questi tempi di crisi, riescono a fornire un servizio raffinato contenendo tuttavia le spese. Come? Grazie alla vasta offerta sul mercato, oggi ci si può avvalere di fornitori che propongono articoli semplici, a costo contenuto e chic.

Nel caso del ricevimento, per esempio, è possibile spendere di meno sposandosi in un giorno infrasettimanale e nei mesi meno gettonati, quando i prezzi vengono considerati di “bassa stagione”.

La crisi ha inoltre costretto molte coppie a rinunciare a un pranzo luculliano a favore di un rinfresco o un aperitivo. Cosa che, a dire il vero, farà contenti molti ospiti che non amano sentirsi “sequestrati” in occasione di ricevimenti interminabili!. Oppure a una cena che, avendo una durata inferiore a quella di un pranzo, farà abbassare il prezzo”.

5) Qual è secondo lei il luogo giusto per tenere a bada i prezzi?

“Chi non vuole rinunciare al classico pranzo può rivolgersi a un agriturismo piuttosto che a un ristorante, dove verranno offerte specialità culinarie locali a prezzi contenuti. In alternativa, per gli amanti dell’ecologia, un pic-nic in un bel parco”.

6) Si può risparmiare su decori floreali, musiche, auto, foto, torta e bomboniere?

“Sì, è semplicissimo. La parte musicale può essere affidata all’amica dalle doti canore, il servizio fotografico al cugino che ha fatto quel corso di fotografia, l’accompagnamento in chiesa allo zio appassionato di motori e che in garage ha ancora quel Maggiolone d’epoca. La mamma sarta potrà confezionare le bomboniere e la cognata informatizzata creerà i menu e il libretti per la messa.

Più difficile risparmiare sugli addobbi floreali, in quanto i prezzi dei fioristi lievitano al solo sentir parlare di matrimonio, e sulla torta, perché i prodotti di pasticceria, voglia o no, costano.

Sposarsi d’estate, magari in una chiesetta di campagna, permette tuttavia di circondarsi di fiori di campo. Insomma, basta un po’ di fantasia e buona volontà e tutto è fattibile. D’altronde, i veri protagonisti del grande giorno sono gli sposi non il contorno!”

7) Quante persone consiglia di invitare?

“In generale trovo che lo “sbaglio” principale stia proprio nel numero degli invitati, che è sempre esorbitante. Un’idea potrebbe essere quella di offrire il classico pranzo a parenti e amici strettissimi, facendo seguire una festicciola informale con tutti gli altri. Per i più giovani, per esempio, potrebbe indicato un pic-nic”.

8) Nel caso di nozze ‘in dolce attesa’ è il caso di festeggiare l’addio al nubilato e al celibato?

“L’addio al nubilato e al celibato è una festa organizzata generalmente dalle migliori amiche della sposa e dai migliori amici dello sposo, per distrarre gli stessi dagli impegni e dallo stress che i preparativi del matrimonio comportano, e anche per ricordare loro che sono finiti i tempi di sprizzi e lazzi.

Oggi esistono diverse agenzie che si occupano di intrattenere uomini e donne, rigorosamente separati, con i più diversi piaceri. Tuttavia, a causa della crisi, sono molte le coppie che optano per una festa congiunta con quelle persone che, per un motivo o per l’altro, non sono state invitate al rinfresco. In fin dei conti questo ultimo svago prima del matrimonio non è poi del tutto necessario… Per chi comunque non ne può fare a meno suggerisco una cena a tema, sia in un locale che in casa, un fine settimana fuori porta, un tè con tanti sfiziosi pasticcini, un tour giornaliero per musei per le donne. Un concerto, una grigliata, un fine settimana multi sport per gli uomini”.

9) Dove e come organizzare la lista nozze? Che cosa pensa di quote per la ristrutturazione dell’appartamento o rate del mutuo o “pezzi” di abito da sposa oppure attrezzature per il bambino che sta per nascere?

“Un tempo la lista nozze veniva aperta in uno o più negozi specializzati, soprattutto se la casa era ancora sfornita di masserizie ed elettrodomestici. Oggi anche per il fatto che molte coppie convivono prima del matrimonio e quindi già possiedono articoli di prima necessità, si è presa l’abitudine di aiutare gli sposi laddove hanno più difficoltà, quindi anche le rate del mutuo o il necessario per il bebè”.

10) Viaggio di nozze: meglio farlo prima e godersi la coppia o aspettare che sia nato?

“Dipende dal tipo di viaggio. Se la meta è un paese straniero bisogna tenere presente se la futura mamma può viaggiare in aereo (alcune compagnie aeree, infatti, non permettono di far salire una donna incinta nel corso del terzo trimestre) e se sul luogo esiste un’assistenza sanitaria adeguata. Da non sottovalutare, inoltre, la necessità di vaccinazioni e la possibilità di contrarre malattie se si visitano certi paesi stranieri”.