Salute

Come scegliere lo smalto NON tossico

Di Valentina Meschia
smaltodonna
15 Aprile 2015
La tossicità degli smalti è uno degli argomenti più discussi e attuali soprattutto sul web: esistono smalti sicuri? Come scegliere uno smalto? Quali sono le sostanze tossiche? Ecco i consigli per scegliere lo smalto con consapevolezza.
Facebook Twitter Google Plus More

Le nostre mani sono un po’ come il nostro biglietto da visita essendo la prima cosa che mostriamo quando conosciamo o parliamo con qualcuno. La loro cura è un elemento comunicativo importante che non deve influire negativamente sulla salute.

La tossicità degli smalti è uno degli argomenti più discussi e attuali soprattutto sul web: esistono smalti sicuri? Come scegliere uno smalto? Quali sono le sostanze tossiche? E l'acetone? (Leggi anche: smalto in gravidanza)

 

Come si legge l'etichetta dello smalto

 

Per scegliere uno smalto bisogna saper leggere il suo INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients): sistema internazionale utilizzato nell’industria cosmetica per indicare gli ingredienti presenti nel prodotto.

 

Ogni cosmetico immesso sul mercato deve riportare l’elenco degli ingredienti contenuti scritti in ordine decrescente di concentrazione: il primo indicato è quello presente in percentuale più alta a seguire gli altri. È scritto in inglese, ma contiene alcuni termini in latino e nel caso dei coloranti è utilizzata la numerazione secondo il Colour Index (es: CI 45430). Lo scopo dell’INCI è far individuare, ad esempio, alle persone allergiche la presenza o meno di un determinato ingrediente.

 

Attualmente, il regolamento europeo n°1223/2009 impone alle industrie di fornire solo le liste degli ingredienti per i prodotti cosmetici finiti ma non le loro concentrazioni. Esse sono disponibili in alcuni riferimenti bibliografici, ma in modo incompleto e approssimativo.

 

Quali sono le sostanze tossiche contenute negli smalti e che effetti hanno

 

Lo smalto è una vernice colorata sintetica utilizzata per decorare le unghie. Gli effetti tossici su salute e ambiente sono dovuti a un’esposizione eccessiva a tali per assorbimento e inalazione e ovviamente per ingestione. Sono pericolosi soprattutto per i bambini che attratti dai colori vivaci delle boccette potrebbero provare a berle; inoltre i più piccoli hanno l’abitudine di mettere qualsiasi cosa in bocca, non solo le proprie manine ma anche quelle della mamma che se presentano smalto o tracce di solventi potrebbero rivelarsi tossiche.

 

Le industrie cosmetiche hanno iniziato a inserire la dicitura “prive di sostanze tossiche”, ma spesso è solo un’attività di marketing per aumentare le vendite, ingannando il compratore.

A sostenerlo il Department of Toxic Substances Control (USA) che vigila sulla sicurezza dei prodotti cosmetici, e non solo. Definiti non pericolosi, in realtà sono nocivi sia per chi ne fa largo uso sia per chi ci lavora quotidianamente. Esistono ancora alcune sostanze contenute nei normali smalti, consentite dalle normative italiane ed europee, che però hanno mostrato proprietà tossica e cancerosa e sono: formaldeide, toluene, canfora e ftalati (Dibutil Ftalato – DBP).

 

Gli effetti tossici si manifestano a livello respiratorio per inalazione (irritazione), ma anche sugli organi riproduttivi aumentando il rischio d’infertilità e di danni al feto come dimostrato da un lavoro di ricerca e osservazione pubblicato sul Workplace Health & Safety.

 

 

Solventi e solventi Acetone-Free: da usare con parsimonia


Questi prodotti hanno mostrato attività tossica soprattutto a livello respiratorio provocando forti irritazioni per eccessiva inalazione (osservazione del Department of Dermatology dell’University School of Medicine di New York). Inoltre, uno studio pubblicato sul National Toxicology Program ha evidenziato invece come i propileni glicolici contenuti (presenti in diversi prodotti per il make-up e per la cura della persona) siano nocivi mostrando attività cancerogena a livello del fegato. Mentre un altro studio pubblicato sull’International Journal of Toxicology ha evidenziato oltre a danni a livello epatico e renale anche effetti tossici su: sistema nervoso centrale portando a depressione; apparato riproduttivo interferendo su fertilità e sviluppo del feto; pelle, occhi e mucose, causando irritazione.

Anche i solventi acetone-free sono in grado di sviluppare tossicità per alterazione della loro composizione per reazioni di ossidazione: risultato di una ricerca pubblicata sull’Archives of disease in childhood che ha anche mostrato come l’abitudine dei bambini di succhiare le mani della mamma possa risultare tossica per ingestione accidentale di piccole quantità di solvente.

 

Smalto semipermanente: più dannoso di quello normale


Secondo i ricercatori del Dipartimento per le Sostanze Tossiche della California e della New York School of Medicine, lo smalto semipermanente risulterebbe più dannoso e tossico di quello normale. Questo tipo di manicure sfrutta un gel e uno speciale fornetto con lampade a raggi UV. Gli studi hanno già confermato la tossicità delle sostanze contenute (toluene, formaldeide, ftalati) nei normali smalti e come l’esposizione ai raggi UV aumenti il rischio di sviluppare cancro alla pelle (come avviene anche per le lampade abbronzati soprattutto se utilizzate senza crema protettiva). Lo smalto semipermanente risulterebbe quindi più dannoso sia perché entra a contatto con la pelle e le unghie per molto più tempo sia per l’aggressività della tecnica utilizzata. Infine, la rimozione tramite solvente e lime rischia di asportare lo strato corneo e l’unghia non può essere recuperata.

 

Gli smalti più sicuri? I cosmetici ECO-bio


Negli ultimi anni sono nate alcune linee di smalti definiti Eco-bio rivolti soprattutto alle donne in gravidanza. Attualmente, nonostante i tentativi non si può ancora parlare di smalti eco-bio veri e propri, più correttamente bisognerebbe classificarli in:
•    3-free: senza toluene, formaldeide e DBP
•    4-free: senza toluene, formaldeide, DBP e canfora
•    5-free: senza toluene, formaldeide, DBP, canfora e resina formaldedica

 

L'elenco delle sostanze tossiche contenute negli smalti



Formaldeide
Ha funzione indurente rendendo lo smalto più resistente. Fortemente reattiva e tossica. Dannosa per pelle, occhi e mucosa respiratoria. Presenta attività cancerogena. L’AIRC (Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro) ha inserito la formaldeide tra le sostanze cancerogene evidenziando anche la sua capacità di interferire con il Dna. La Comunità Europea ha vietato il suo utilizzo nei cosmetici in forma pura, ma non i suoi derivati.

Toluene
Solvente utilizzato negli smalti per favorirne la stesura e la rapida asciugatura. Consentito dalla normativa in piccole concentrazioni. Dannoso sia per inalazione (irritazione vie respiratorie) che per assorbimento a livello cutaneo e del sistema nervoso (disturbi al sistema nervoso centrale, spasmi, blocco respiratorio e cardiaco, perdita di conoscenza, irritazione cutanea e delle mucose).

Canfora
Ha azione plastificante rendendo smalto e unghie più flessibili. Consentito dalla normativa in piccole concentrazioni. Sostanza sintetica velenosa utilizzata anche come antitarme sottoposta a rigide limitazioni d’impiego dalla Food and Drug Administration degli Stati Uniti. In dosi eccessive può provocare: irritazione a livello respiratorio se inalata, reazioni allergiche sulla pelle (cuticole comprese), arrossamento degli occhi, ma anche nausea e mal di testa.

DBP
Ha azione plastificante rallentando l’erosione dello smalto. Il suo uso è proibito dalla Direttiva sui Prodotti Cosmetici francese che ha evidenziato le dannose conseguenze a carico dello sviluppo degli organi riproduttivi maschili e femminili. Esso ha attività teratogena, cioè è dannoso per il feto e può indurre aborti e malformazioni congenite. Gli studi hanno mostrato come DBP e gli ftalati in genere svolgono un’attività tossica a livello dell’apparato genito-urinario e in gravidanza. Uno di essi ha evidenziato un loro aumento nelle urine di donne esposte a ftalati contenuti non solo negli smalti, ma in tutti i prodotti d’igiene personale come i deodoranti dimostrando che essi vengono assorbiti dall’organismo (pubblicato sul Journal of Exposure Science & Environmental Epidemiology).

 

Non per creare allarmismi. L’utilizzo di tali sostanze è regolato dalla legge che le considera sicure nei limiti d’impiego, ma è giusto essere informati e poter scegliere in modo consapevole.

TI POTREBBE INTERESSARE
  1. Smalto in gravidanza