TECNICHE E COSTI

Come togliere un tatuaggio: tecniche, costi e tempistiche

Di Alice Dutto
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03 Agosto 2016 | Aggiornato il 16 Ottobre 2017
Grazie all'aiuto di Valerio Pedrelli del Centro Medico Santagostino di Milano vi spieghiamo tutto quello che c'è da sapere sulla rimozione di un tatuaggio che, magari, non vi piace più!
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Va bene, vi siete fatti un tatuaggio e ora non vi va più. Che fare? A istinto, la prima cosa che proverete sarà di guardare su internet come procedere. Ecco, se vi perderete tra le mille informazioni e vi convincerete che potete farlo anche da soli a casa, o pagando poco, vi sbagliate di grosso.

 

Per togliere un tattoo, infatti, ci vogliono tempo e soldi. «È l'unico modo per farlo in modo definitivo e per avere risultati duraturi nel tempo» conferma il dottor Valerio Pedrelli, dell'ambulatorio di medicina estetica del Centro Medico Santagostino, che è un esperto della materia.
 


Ormai, anche il tatuaggio è diventato una moda: «Se prima era uno stile di vita, ora è solo una tendenza e, come tutti i trend, nelle persone poco convinte tende a stancare. In più ci sono anche persone, come i militari o le hostess, che per lavoro non possono avere tatuaggi in parti del corpo esposte».

 

Ecco perché, sempre più spesso, c'è bisogno di rimuovere un tatuaggio o anche solo di schiarirlo per realizzare sopra un “cover up”. Ma quali sono le tecniche con cui è preferibile farlo? «Su internet si trova veramente qualunque offerta: dalla salabrasione alla dermoabrasione, dalla chirurgia al peeling chimico, fino a creme e laser». Vediamo ogni opzione nel dettaglio per capirne costi, rischi e benefici.

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La tecnica del "cover up" prevede prima di schiarire il vecchio tatuaggio e poi di farci sopra un altro disegno | Pixaby

 

  1. SALABRASIONE


    È un metodo antico che consiste nello strofinare una soluzione salina (ad esempio del sale grosso bagnato) sulla pelle per scaldarla e grattarne via gli strati superficiali insieme al tatuaggio. «Una tecnica che ha gravi effetti collaterali: danneggia l'epidermide senza riuscire a rimuovere il pigmento nel derma, causando cicatrici da ustione chimica» ammonisce l'esperto.
     
  2. DERMOABRASIONE


    La pelle viene levigata con una mola abrasiva o una spazzola permettendo all'inchiostro di uscire dagli strati più superficiali della pelle: «In questo modo, però, si danneggiano gli strati superficiali della pelle non rimuovendo totalmente il tatuaggio e rischiando discromie e cicatrici».
     
  3. CHIRURGIA


    I tatuaggi si possono anche rimuovere con un'operazione chirurgica in anestesia locale. Il tatuaggio viene eliminato con il bisturi e i bordi della pelle vengono ricuciti insieme. «Il problema è che l'operazione non si può effettuare su tattoo di grandi dimensioni e c'è un alto rischio di cicatrici».
     
  4. CRIOTERAPIA


    Con la criochirurgia il tatuaggio viene congelato e poi bruciato con l'azoto liquido. «I risultati, però, sono scarsi e si può originare un'ustione a freddo che causa un flittene e cioè una bolla che contiene liquido e che provoca cicatrici».

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  5. PEELING CHIMICO


    Si effettua con l'applicazione di agenti chimici che formano sulla pelle delle vesciche che provocano il distacco della pelle in un secondo momento. «Questa tecnica può provocare cicatrici e segni da ustione chimica. Il problema è che l'acido invece di essere iniettato a livello cutaneo viene messo nel sottocutaneo provocando danni per via dell'effetto necrotizzante che può riguardare qualsiasi cellula creando anche dei veri e propri granulomi epidermici».
     
  6. ELETTRODERMOGRAFO


    Si tratta di una procedura non medica dove l'elettrodermografo è un generatore di corrente ad alta frequenza che va a “disgregare” il pigmento del tatuaggio. «Non c'è però nessuna base scientifica che dimostri che il trattamento sia efficace, mentre c'è un rischio di ustione».
     
  7. CREME


    In commercio poi, si trova una profusione di creme che promettono di rimuovere i tatuaggi: dalla Tat b gone alla Tatoo off, dal Wrecking balm al Profade, ma anche in questo caso non ci sono prove della loro efficacia.
     
  8. IL LASER


    Infine, il laser, che è la tecnica più efficace per rimuovere un tatuaggio. «Sfrutta il principio fisico della fototermolisi selettiva di Anderson e Perrish che si manifesta nei tessuti biologici per effetto del diverso assorbimento della luce a diverse lunghezze d’onda permettendo di colpire solo il bersaglio senza danneggiare i tessuti vicini – riprende l'esperto –. Per quello che interessa i tatuaggi il laser deve avere una lunghezza d’onda che abbia come cromoforo (bersaglio) il pigmento».

    Gli unici laser che hanno queste caratteristiche sono i q-switch e i laser a picosecondi. «Con l'effetto del laser si frantuma il pigmento come in una specie di polvere e poi è il corpo che la va ad aggredire tramite il sistema linfatico. In questo modo, non ho l'effetto bianco che ricalca il tatuaggio, ma ho la pelle come prima del tatuaggio». Una tecnica che non è priva di problemi, non è infatti ancora nota la tossicità delle sostanze che il corpo smaltisce.

    Per quanto riguarda il dolore, invece, «La sensazione è come quella di un elastico che viene tirato addosso: è fastidioso, ma molto veloce. In più una seduta ha una durata variabile, da pochi secondi a una massimo di una decina di minuti». Dopo può svilupparsi un arrossamento della cute, che dura qualche ora, con porpora, e cioè macchie della pelle di colore rosso scuro, che possono conservarsi per qualche giorno. E potrebbero anche comparire delle piccole bolle, come quelle d'acqua.
    «Il tutto però si risolve nel giro di qualche giorno e con le creme adeguate» commenta Pedrelli.
     

COME FARE

Per togliere un tatuaggio, dunque, bisogna andare da un medico specializzato nell'uso del laser e si valuta insieme l'intervento migliore da effettuare, anche perché ogni disegno è diverso dall'altro. «Per capire quante sedute e quanto tempo ci vorrà per eliminare il tatuaggio definitivamente bisogna comprendere diverse cose: il caso migliore è se il tatuaggio è di piccole dimensioni, in bianco e nero, recente ed effettuato da un professionista».
Successivamente, lo specialista fa un preventivo di massima su durata e costo dell'intervento e poi ne elabora uno più preciso dopo il primo intervento.
 


In genere, per una rimozione completa ci vogliono 8-9 trattamenti, per quelli piccoli invece ne bastano 5, con un minimo di 30 giorni tra una seduta e l'altra. «Non c'è invece un limite massimo, fattore interessante per chi magari ha difficoltà a investire tanto denaro tutto in una volta. In questo modo, si possono dilazionare più facilmente i pagamenti senza perdere i risultati raggiunti». Anche perché in media il costo di una seduta va dagli 80 euro in su: «Ma se il tatuaggio è molto grande, ci si viene incontro anche facendo dei forfait».